“Una Domenica, io e la mia famiglia, ci siamo persi ne IL BOSCO e…”

Se ci avete fatto caso la gran parte delle serie tv che guardo sono di matrice statunitense, con qualche spruzzo di tv canadese, e un q.b. di serie europee: quasi tutte made in UK. Ora, tolta l’ovvia ragione che ne sfornato dieci al giorno, è che le trovo molto più avvincenti delle altre.

Risultati immagini per italian flag gifMa, un paio di inverni fa, complice una domenica sorniona a casa, un pranzo indiscutibilmente lungo e nessuna voglia di mettersi a fare zapping, ho scoperto una fiction italiana decisamente meritevole!

Sì, ho scritto italiana, avete letto bene. Capita di rado, è più facile che mi vedrete leggere scrittori nostrani che a guardare qualcosa di italica produzione, ma quando c’è un prodotto che vale bisogna sventolare alta la bandiera e sentirsi un po’ orgogliosi. E devo dire che negli ultimi anni stiamo sfornando dei buoni prodotti!

Alleluja alleluja

Anche perché quello che mi fa sempre arrabbiare è che noi italiani vinciamo un sacco di premi… all’estero!

Sceneggiatura, regia, costumi, colonne sonore, fotografia e scene. Siamo bravissimi… all’estero!

Eh no, e dai, impariamo a farci valere anche in Patria!!!

Scusate lo sfogo, torniamo a quella domenica di febbraio, nella quale io e la mia famiglia, stesi dalle quattro portate di stampo romanapoletano, eravamo abbacchiati sul comodo divano del salotto, e accendendo la tv ci troviamo Giulia Michelini[1] che corre forsennata in una specie di foresta . La scena ci attrae, e siamo troppo pigri per cambiare canale anche volendo, così ci guardiamo la puntata di quella che scopriamo chiamarsi IL BOSCO. Non ci capiamo una mazza, ma la trama[2] era piuttosto intrigante così smanettiamo un po’ sul web e scopriamo che faranno la replica in seconda serata del giorno dopo poiché il venerdì sarebbe andata in onda la seconda puntata.

Ora, di guardarla alle 23 di lunedì capite bene non se ne parlava, ma potevamo registrarla e rivederla tranquillamente in un secondo momento.

È così che Il Bosco, divenne l’appuntamento del pranzo domenicale*. Il piacere della differita senza interruzioni pubblicitarie ci portò a diventarne grandi fan e mano a mano che il mistero si andava ad infittire volavano scommesse su chi potesse essere dietro a tutto e, insospettabilmente pur essendo quattro appassionati di crime, nessuno indovinò il colpevole!

Eros Puglielli e i suoi sceneggiatori hanno messo insieme un’articolata tela costituita da varie sottotrame che si intersecano fra loro, seguendo il classico cliché del paese solo apparentemente tranquillo, che nasconde invece i più torbidi dei segreti. Senza voler esagerare, la struttura narrativa mi ha ricordato un pochino quella di Twin Peaks, con qualche sprazzo delle scelte stilistiche di Eyes wide shut.
Quello che secondo me rende questa fiction degna di essere vista però, non è quello che ha preso in prestito dagli americani, ma la performance tutta italiana della protagonista, bravissima e convincente nei suoi deliri psicologici, nel suo non sapere più cosa è finzione e cosa è realtà, fra allucinazioni e paure represse. La Michelini secondo me è riuscita a rendere il dramma e a dettare il ritmo (lento rispetto ai nostri colleghi statunitensi, bisogna dirlo!) della narrazione. – Mi è piaciuta così tanto che quell’anno decisi di farmi il suo stesso taglio di capelli sbarazzino ma adulto. Ovviamente stavano meglio a lei. -Anche i comprimari non sono da meno e nonostante le varie critiche, continua ad essere nella mia top 5 dei prodotti televisivi made in Italy.

Risultati immagini per palazzo farnese gifUn altro buon motivo per vedere la fiction targata TAODUE è per i luoghi incantevoli che ci ricorda avere così vicino. Infatti la serie è stata quasi interamente girata nella città di Viterbo, nella sua Università, in varie zone montuose della provincia come il Monte Cimino, nei boschi intorno al Lago di Vico e in luoghi di cultura come Palazzo Farnese- che con la mia famiglia abbiamo visitato e vi assicuro è MERAVIGLIOSO!
Alcune riprese sono state effettuate anche presso le cascate del Mulino di Saturnia, nella provincia di Grosseto.

Sarà che l’ho vissuto come una specie di Cluedo in famiglia, ma a me sta fiction è proprio piaciuta e così la consiglio di vedere circondati dai vostri cari o dagli amici, con taccuini e tanto, tantissimo cibo, per addentrarsi nella storia della professoressa Ferrari (che a poco più di trent’anni ha una cattedra universitaria, beata lei…) e delle sette, dei misteri, dei segreti del bosco…

 

 

 

*GNOCCONI AL FORMAGGIO CON SUGO DI FUNGHI
(la ricetta è della mia cuoca preferita, la mia mamma Mena)

Ingredienti per 4 persone:

65_il bosco
Graphic by: Gioia

-500 gr diPatate già lessate
-125 gr di farina

 – 4 funghi porcini freschi
-1 tuorlo d’uovo
-150 gr di fontina
-50 gr di burro
-1 ciuffo di salvia
-1 ciuffo di prezzemolo
– noce moscata q.b.
-olio evo q.b.
– sale e pepe q.b.

 

PROCEDIMENTO

Poniamo su di una spianatoia le patate lesse schiacciate con lo schiaccia patate e facciamo un buco al centro di esse, nel quale metteremo l’uovo, il sale e il pepe, una grattata di noce moscata e la farina. Impastiamo per bene e quando il composto sarà uniforme, lo dividiamo in 8 parti uguali, schiacciandole come se volessimo fare delle pizzette, al centro di ogni parte inseriremo la fontina tritata. Richiudiamo l’impasto formando un cilindro, stando attenti a non far fuoriuscire il formaggio.
In una padella versiamo dell’olio e soffriggiamo l’aglio tritato e il prezzemolo. Dopo qualche minuto aggiungiamo i porcini tagliati a fette, aggiustiamo di sale e pepe, cuociamo per qualche minuto e mettiamo da parte.
A questo punto in una pentola colma di acqua calda e salata, bolliamo gli gnocconi, per 4 minuti e li scoliamo subito. In una padella sciogliamo una noce di burro con la salvia e insaporiamo la pasta ripiena, rigirandola su tutti i lati. Impiattiamo aggiungendo i funghi preparati in partenza.
Et voilà, il pranzo è servito!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Michelini
[2] Nina Ferrari è una giovane professoressa universitaria di psicologia, che torna al suo paese natale per scoprire la verità sulla scomparsa di sua madre che l’ha abbandonata vent’anni prima. Viene coinvolta in un incidente d’auto dopo essersi distratta vedendo una ragazza, Samantha, correre nel bosco che circonda il paese, inseguita da uno strano personaggio con un mantello nero. Samantha si rivelerà essere una sua allieva e viene ritrovata morta pochi giorni dopo. Da qui, cominciano una serie di morti. Nina crede che queste siano collegate. Viene aiutata nelle sue indagini da Alex Corso, ex carcerato, accusato di aver ucciso, vent’anni prima, la propria fidanzata, Eleonora, sebbene egli si sia sempre professato innocente. Eleonora fu ritrovata morta proprio nel bosco, ai piedi di un grande albero con uno strano volto scolpito in legno, lo stesso luogo dove scomparve la madre di Nina.

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