“L’amore è un campo di battaglia in cui tutti perdono”

 

Nevica.

Ci ho messo un attimo a collegare, oh porca paletta: ne-vi-ca! qui, di nuovo, in una città totalmente impreparata ma pronta ad accoglierla come un miracolo. O una maledizione. Dipende se sei sotto le coperte al caldo vista bianco, o nel gelo dell’attesa dei mezzi pubblici che già normalmente non arrivano mai figurarsi con la scusa perfetta.

Nevica.

E improvvisamente si torna bambini e si scende in strada a creare pupazzi, palle e lasciare impronte. Si ride. Si respira la calma dell’attesa. Si fanno foto e selfie riempiendo i social e i cuori.

Nevica.

Si constata che la macchina è totalmente coperta di neve e rami caduti e pensi che va be, è solo un oggetto, anche se si è graffiata pazienza. (Fortunatamente però non si è graffiata). Si prepara la cioccolata calda e si lavora da casa.

Nevica.

Si pensa a chi non può rifugiarsi dentro e si chiamano tutte le associazioni per aiutare come si può.

Nevica.

E si fissa quei fiocchi immacolati scendere ed imbiancare ancora, e ancora.

Risultati immagini per neve gifLo so, per chi è del Nord tutte queste emozioni e tutti questi pensieri potranno sembrare assurdi e un pochino esagerati, ma per noi cittadini del centro-sud abituati ai climi miti, alle piogge e al vento, vedere la neve è qualcosa che capita di rado, se poi la neve attacca e ci si può rotolare sopra, è pura MAGIA!

Perciò non biasimateci e abbiate pazienza, questa estate ce lo saremo già dimenticato. Forse anche prima. Lasciateci respirare la neve. Solo per un pochino.

Nevica, e visto che la macchina è coperta e il lavoro da casa è finito, e la cioccolata calda pure, non resta che iniziare (e finire) un nuovo romanzo. Uno che è rimasto lì in attesa del momento perfetto che sembrava non arrivare mai, e che poi inaspettato arriva. Perché per leggere i libri della Gamberale bisogna stare nel mood, altrimenti ti ci incagli dentro senza riuscire a uscire. E la neve che copre le strade piene di immondizia e problemi, è proprio l’ideale.

«È assurdo parlare degli psicotici come di persone “fuori di testa”. È esattamente il contrario, loro vivono tutti “dentro la loro testa”.»[1]


LA ZONA CIECA è tutto quello che gli altri – maledettamente e inevitabilmente – colgono di noi ma che a noi sfugge; è il pezzettino di insalata che ci rimane tra i denti. Noi non lo sappiamo, non ne abbiamo alcun sentore, ma è evidente a chiunque si relazioni con noi. Ed è anche un libro per pochi. Io ne ho adorato lo stile ma ho odiato i personaggi dalla prima all’ultima riga perché rappresentano quel tipo di persone che nella vita mi danno profondamente fastidio: gli uomini eterni bambocci e le donne che gli vanno dietro senza dignità!

Ma come ogni libro della Gamberale ti cattura, come un ragno ti porta nella sua rete e prima che tu possa accorgerti che non ti rappresenta, sei già alla pagina finale e ormai è troppo tardi.

Risultati immagini per love gifPerché forse non condivido nessuna scelta di Lorenzo e Lidia, e forse la loro storia mi sta anche un po’ sulle ovaie, e in generale ho già detto che non amo particolarmente i libri “rosa” (tra l’altro questo c’ha anche la copertina, rosa… parliamone!).

Eppure è un libro che sono fiera e felice di aver letto.
Che quasi quasi vorrei perfino aver scritto. Perché non è facile sondare delle anime così nere, parlare di un amore così malato e dipendente da risultare tossico e inevitabile. Che ci vuole a scrivere una storia d’amore passionale, erotica o romantica dove i protagonisti sono delle brave persone sfortunate, o divise dalle famiglie, o dalla politica o dalla Storia?

Be oddio, ci vuole comunque arte e fantasia, ma è sicuramente più semplice perché si parte dal presupposto che i lettori si identificheranno facilmente.

 

copertina
Graphic by: Gioia

«Ci sarà un’entrata alla tua indifferenza, mi ripetevo, esisterà un passaggio segreto dove strisciare e arrivarti finalmente dentro, nel sangue, definitiva come certe malattie.
Per contagiarti proprio di quella che tu, da portatore sano, hai attaccato a me.
»[2]

 

Ma quando si scrive una storia d’amore come questa, è tutta un’altra storia. Perché fra malattie mentali, droghe, amanti, ci si sente distaccati e superiori…  a me non succederebbe mai! Io lo avrei mandato a quel paese da quel dì Lorenzo. Io una come Lidia nemmeno morto…

Sicuri?

Forse sì, ma li leggiamo comunque. Ipnotizzati dalla poesia della Gamberale.  

Risultati immagini per angry love gif«Sei destinato a vivere in un film in cui non c’è rapporto fra immagine e suono.
Sei sempre asincrono rispetto a quello che ti succede, sempre da un’altra parte.
»>[3]

In un certo senso, è un libro rassicurante. Perché ci dà la consapevolezza di poter ambire a qualcuno di meglio. Di poter essere migliori di queste due persone così banalmente morbose.

E poi c’è la figura di Brian, lo sciamano che all’improvviso dà risposte a domande che non ci si era posti. O che avevamo paura di fare.

Non posso dire altro di questo misterioso personaggio o andrei a svelare il finale. Ma voglio dirvi questo: per leggere un libro come questo bisogna che ci siano tre cose: un’anima un po’ danneggiata, una musica che ci fa male ma che ascoltiamo lo stesso*, e … la neve.

E adesso, che non nevica già più, è ora di un altro libro, di altri personaggi e di un’altra storia….

*


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] Dal romanzo.

 


7 risposte a "“L’amore è un campo di battaglia in cui tutti perdono”"

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