“Con Netflix nelle menti dei Serial Killer”

Un bicchiere di vino bianco[1], il pescato del giorno*, e una pioggia battente contro le finestre, ecco cosa serve per godersi appieno la nuova inquietante serie crime di Netflix: MINDHUNTER[2].

Era un venerdì sera decisamente troppo freddo e cupo per uscire quando facendo zapping sul canale streaming, ho scoperto questa serie tv ispirata a fatti realmente avvenuti e alla nascita del termine “serial killer” e dei profiler.
Siamo negli anni Settanta e due agenti dell’FBI, Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench (Holt McCallany) avviano una nuova tecnica all’interno del dipartimento di scienze comportamentali del Bureau. Si tratta di un approccio inedito che prevede di incontrare in carcere i più brutali assassini per poter trarre degli schemi, dei profili, delle categorie che possano aiutare nelle indagini e negli interrogatori. Se la trama mi aveva conquistata subito, la regia di Fincher è stata la conferma che dovevo vederla!

Risultati immagini per mindhunter gifIl faccia a faccia con i criminali più pericolosi di quei tempi è girato con una perizia quasi chirurgica che fa entrare noi spettatori non solo nella stanza con Ford e il killer, ma anche nelle menti di entrambi, e se c’è una cosa che insegna questa serie è che per capire un omicida devi essere un po’ cupo e pieno di problemi anche tu. O rischi di impazzire! Per anticipare la condotta dei serial killer bisogna comprendere il comportamento dei serial killer, e per comprendere il modo di fare dei serial killer, apparentemente deviante e imponderabile, bisogna coglierne la strana eppure effettiva connessione interna. Ma è proprio qui, nell’istante in cui riesci a vivere la profondità del killer, che la tua vita di persona normale può venire scombinata: quello a cui assistiamo è allora un graduale e lampante cambiamento di Ford, che perde interesse per tutto ciò che non sia la indagine e la sua applicazione. Regolamenti, fidanzate, lealtà, amicizie, tutto diventa inutile nel momento in cui Ford, e noi con lui, si lascia rapire da una fissazione che, pur non essendo aggressiva, non è poi così dissimile da quella dei killer che incontra.

I toni sono simili a Seven e Zodiac, due dei film più geniali del Novecento, a mio parere, ma riesce nonostante i riferimenti, a distinguersi ed avere una propria autonomia e originalità.

Risultati immagini per mindhunter gifVi innamorerete dei protagonisti e, ahimè, a volte perfino degli antagonisti, vi sentirete sempre in bilico e un po’ in pericolo, ma è proprio questo che affascina del crime, altrimenti ci guarderemmo una sitcom. Che comunque consiglio di tenere in standby appena finite la serie!!!

Al momento sono aperte le trattative per una seconda stagione, che onestamente spero arrivi perché ci vogliono queste serie tv un po’ fiction un po’ documentario, perché volenti o nolenti il male esiste e si nasconde spesso (e fin troppo volentieri) dietro facce da buon vicino. Ci rassicura quando il cattivo di turno ha “la faccia da assassino”, ma i serial killer sono spesso persone cosiddette “normali” all’apparenza, quasi anonime, con una vita apparentemente molto simile alla nostra. E capire cosa fa scattare questo mostro enorme che si sono sempre portati dietro a me ha sempre affascinato. E inquietato.

Perciò aspetto notizie, e nel frattempo studio tutti i miei vicini con la faccia buona….

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*ORATA AL FORNO AGLI AGRUMI
(la ricetta è della mia mamma, Mena)

Ingredienti per 2 persone

– 1 orata fresca
– 2 arance
-2 limoni
– 4 carote viola
-2 rametti di timo
-prezzemolo q.b.
– finocchietto q.b.
-sale e pepe q.b.
– olio evo

Procedimento

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Graphic by: Gioia

Laviamo bene l’orata sviscerata e squamata, asciughiamo con carta da cucina e posiamo su carta da forno, in una teglia.
Affettiamo l’arancia e il limone e dividiamo alcune fette a metà e insieme a  sale, prezzemolo e timo le inseriamo nell’orata. Facciamo poi lo stesso con l’esterno dell’orata; tagliamo la carota viola a croce per il lungo, poi ogni pezzo tagliamolo a metà e aggiungimoli nella teglia intorno all’orata, irroriamo con un filo di olio d’oliva e mettiamo in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti.
Una volta pronta, cospargiamo di prezzemolo e finocchietto e voilà. Pronta da gustare.

 

 

 


[1]http://www.vinit.net/vino_DOC_DOCG/Piemonte/Alessandria/Gavi/Cortese+di+Gavi+Docg_1323.html
[2] La serie è tratta da un libro del 1996, pubblicato anche in Italia, dello scrittore Mark Olshaker e dell’ex agente dell’FBI John Douglas, uno dei primi esperti americani di profilazione criminale dei serial killer.

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