“Con la pancia piena si ride meglio”

Dopo il pranzo di Pasqua si dovrebbe camminare due giorni, ma anche sbracarsi sul divano col bro a fare indigestione di serie tv non è affatto male.
Dopo aver fatto conoscere TBBT ai nostri genitori, ci ritroviamo soli e svogliati, vorremmo vedere qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo niente di impegnativo. Una parte di noi vorrebbe aiutare super Mario a salvare la principessa (abbiamo il gioco da 20 anni e abbiamo accumulato 54 stelle su 100… povera donna), ma sarebbe qualcosa di troppo attivo.

Così ci mettiamo a fare zapping sulle piattaforme in abbonamento ed ecco che su TimVision ci casca l’occhio (o meglio il telecomando facendo partire il trailer) su una sticom che sembra promettente: Man at Work.
Entrambi l’abbiamo sentita nominare ma nessuno dei due aveva mai avuto abbastanza curiosità da iniziarla, ma visto che il fato (o la forza di gravità) ce l’ha presentato su un piatto d’argento… perché non tentare.

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Sette puntate dopo siamo conquistati! E pur abitando in case diverse e avendo ritmi decisamente opposti, ci siamo ripromessi di continuarla assieme.
La sigla è già tutto un programma, mostra uomini a lavoro, come da titolo, lavori pesanti, di manovalanza, in cui si suda e ci si sporca. Lavori di fatica, dai quali si torna stanchi e un po’ puzzolenti.

Risultati immagini per men at work tv series gifInvece i quattro protagonisti sono il prototipo del “nuovo uomo”, quello che si depila e piange per un’unghia scheggiata. Lavorano per una rivista come fotografo, reporter, correttore di bozze e amministratore. Nessun lavoro di manovalanza, nessun mattone da tirare giù o carbone da estrarre.
Non che i lavori creativi non siano pesanti, anzi, ma fa subito ridere questo parallelismo tra uomo d’altri tempi e questi quattro assurdi esemplari.

Non è certamente LA sitcom, non è Friends, intendiamoci, ma è perfetta per i dopo pasti pesanti o per un dopocena fra amici per prendersi un po’ in giro, confrontarsi, sogghignare dei nostri difetti!

È quello che ci vuole dopo una giornata pesante per resettare un po’ il cervello, per ridere senza impegno, e credetemi ce n’è sempre bisogno!

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E, avendolo iniziato a Pasqua non posso che abbinarlo con l’abbacchio tradizione romana per eccellenza, e piatto eccelso – in particolare alla scottadito perché è la mia versione preferita. Non me ne vogliano i vegetariani, ma a me me piace!

 

ABBACCHIO ALLA SCOTTADITO
(la ricetta è della mia mamma, Mena)

men at work
Graphic by: Gioia

Ingredienti per 4 persone:
-Olio evo q.b

-12 o 16 costolette d’agnello dipende quanto mangiate
-Sale e pepe nero q.b.

Preparazione

Tiriamo fuori dal frigo le costolette almeno un’oretta prima di cucinarle, battiamole con un batticarne dopo averle poste fra due fogli da forno poi le ungiamo d’olio e aggiustiamo di sale e pepe.

Nel frattempo arroventiamo la griglia e una volta davvero calda ci appoggiamo le costolette facendole cuocere per bene da entrambi i lati. Appena le vediamo ben dorate le serviamo. Vanno mangiate bollenti, non a caso si chiamano scottadito….

 

 


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