“Un lungo inverno con il Maestro del Legal Thriller”

Mark aveva undici anni e fumava saltuariamente già da due. Non cercava di smettere ma stava attento a non prendere il vizio. Preferiva le Kool, la marca del suo ex padre, ma sua madre fumava le Virginia Slim, due pacchetti al giorno, e in media Mark riusciva a fregarne dieci o dodici la settimana.[1]

 

Non so se vi è mai capitato di fissarvi con un autore o un genere, a me sì, nell’inverno della terza media, forse perché ero conscia di star per cambiare tutta la mia vita lasciando un indirizzo uguale per tutti e dovendo fare una scelta decisiva (che ovviamente ho sbagliato, ma come mi è venuto di prendere lo scientifico????), forse perché al supermercato stavano sempre al 25% di sconto, fatto sta che per mesi e mesi ho letto solo i legal thriller di John Grisham!

Tanto che per un po’ ho pensato di voler fare l’avvocato

Tornando seri, mi ero proprio appassionata, ossessionata, ma uno in particolare mi è rimasto dentro, tanto che l’ho riletto un paio di volte anche da più adulta, Il Cliente[2]. Non è difficile capire perché: praticamente il protagonista era mio coetaneo e viveva un incubo senza fine (che io paragonavo alla tortura delle scuole medie). E la donna che lo aiuta mi sembrava una specie di supereroe in gonnella, una di quelle donne che tutte sogniamo di essere fino a che non arrivi all’età in cui ti rendi conto che va bene essere devoti al lavoro, ma fino a un certo punto…

 

“Gli hai consigliato di non prendere un avvocato dicendo che sono dei rompipalle incapaci. Bene, la rompipalle incapace è qui”[3]

Nonostante sia un po’ tecnico e a volte un po’ troppo preso dal passato, riesci a immedesimarti tranquillamente in tutti i personaggi, anche nei cattivi, e questo secondo me fa di Grisham un grande scrittore, in questo romanzo in particolare c’è un gioco di rimandi e di specchi che ti fa stare col fiato sospeso fino alla fine, ed è quello che mi è piaciuto di più, non avere idea di come potesse risolversi la matassa[4].

È un libro da leggere mangiando bagel[5] davanti al camino, per rilassarsi e pensare che anche se ci lamentiamo ogni giorno c’è chi sta peggio, un romanzo da consigliare al nipote che sogna di diventare avvocato, al figlio un po’ ribelle, all’adolescente che per miracolo ha voglia di leggere.

È una lettura per giovani, perché (si spera) c’è ancora un velo di ingenuità e speranza mentre si legge, mentre a noi adulti è caduto da un pezzo e rischiamo di non apprezzare appieno la trama, il linguaggio, la storia e i protagonisti. Le caratteristiche di ogni pedina in gioco è un magnifico punto di partenza per una trasposizione cinematografica[6], e infatti nel 1994 ne hanno tratto un bellissimo film con Susan Sarandon e Tommy Lee Jones. Nello stesso anno ha anche vinto il premio bancarella, perciò vi consiglio vivamente di dare a questo romanzo una chance e vedrete che ne sarete ben lieti.

 

104_il cliente

“I bambini sono clienti terribili. L’avvocato diventa ben più di un avvocato. Con gli adulti puoi esporre i pro e i contro di ogni possibilità. Dai consigli.
Fai qualche previsione, ma non troppo. Poi dici all’adulto che è il momento di decidere, e per un po’ lo lasci solo in ufficio. Quando torni, ti comunica la sua decisione e tu ti comporti di conseguenza. Con i bambini è diverso. Non capiscono i consigli avvocateschi. Vogliono un abbraccio e qualcuno che prenda le decisioni per loro. Hanno paura e cercano un amico.”[7]

 

 

 

 

 


 

[1] Dal libro.
[2] Mark Sway ha solo undici anni quando assiste casualmente al suicidio di un avvocato; prima di morire l’uomo gli rivela un terrificante segreto sull’omicidio di un senatore della Louisiana e sul mafioso accusato di esserne il mandante. Un’informazione preziosa, che può dare una svolta decisiva all’imminente processo. Un’informazione che l’Fbi vuole a tutti i costi fare sua e che la mafia tenta di tenere nascosta, con ogni mezzo.
[3] Dal libro.
[4] SPOILER in maniera un po’ spiccia, considerando la trama, ma a tredici anni non avevo tutta l’esperienza di vita e di narrativa che ho oggi e non mi è sembrato così scontato.
[5] ecco qui una buona ricetta
[6] Di questo romanzo, oltre al film, è seguita la serie televisiva Il cliente, composta da 21 episodi andati in onda tra il 1995 e il 1996. In entrambe le produzioni John Grisham ha partecipato in qualità di sceneggiatore.
[7] Dal libro.

 


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