“Stay woke”

La testa all’ombra, tutto il resto del corpo al sole, ben protetto dalla crema solare 30, il fruscio dell’acqua, la pelle che si asciuga e subito tornare a tuffarsi fra le onde.

Questa è la mia idea di mattina d’estate perfetta.

Poi però capita di ammalarsi anche d’estate, e allora non si può uscire, né tanto meno farsi una traversata per arrivare al mare, bisogna starsene sdraiati a letto con 38 gradi dentro e fuori a chiedersi cosa diavolo hai fatto di male nella vita precedente, perché in questa – a parte odiare gli insetti – sei una persona piuttosto per bene!

Per fortuna siamo nell’era di internet, perciò se da una parte odi tutti perché continuano a pubblicare foto delle vacanze, mentre tu sei costretta a prepararti una zuppa*,  dall’altra c’è Netflix pronto a consolarti.

Immagine correlataVorrei dirvi di avere iniziato questa serie spinta dalle giuste motivazioni politico-sociali, ma in realtà era semplicemente la prima tra i suggerimenti, e ricordavo che la mia amica Federica me ne aveva parlato bene, e così fra uno starnuto e uno smocciolamento (che d’estate sembra molto peggio rispetto all’inverno, perché almeno nella stagione fredda ti senti in compagnia e giustificato, e ti portano il brodino e ti dicono che è normale, mentre d’estate sei un appestato e tutti ti evitano) ho cliccato “riproduci”.

Ed è così che sono stata catapultata nel mondo di Dear white people”.

Dopo la terza puntata ero completamente presa, non mi sentivo più sola e infetta, ma pronta a combattere per ciò in cui credo, per un mondo migliore, per non far vincere l’ignoranza!

Il mio fisico non era molto d’accordo per cui di base sono rimasta a letto, ma ho cominciato a riflettere sul serio. La serie è ambientata negli States, quindi il punto di vista è molto focalizzato sulla loro situazione interna, ma è poi così diverso da noi?

Non stiamo affrontando una crisi di razzismo, odio e politica dell’esclusione come non se ne vedeva da anni?[1]

Risultati immagini per dear white people gif

La struttura della serie – che già mi aveva accennato la mia amica – mi ha conquistata, perché pur avendo una protagonista, Sam, ad ogni puntata si concentra su un personaggio specifico, facendoci capire che ogni persona ha la sua storia e pur riconoscendosi in un certo gruppo sociale o etnico non è detto che ne segua ogni tradizione. Non ci sono stereotipi, ma persone. Che di volta in volta ami e non ami, apprezzi o no, capisci o trovi incoerenti. Esattamente come nella vita.
Immagine correlataMi è piaciuta e ho continuato a guardarla perché non mostra una faccia giusta della medaglia, ma entrambe, siamo tutti umani e tutti soggetti a sbagli, limiti, gesti eroici.
Avere gli stessi diritti ed essere tutti uguali NON è la stessa cosa.

E allora forse è proprio il caso di cominciare a ribaltare le cose e far vedere questa serie moderna, a tratti divertente, sarcastica quanto basta ma anche molto profonda, ai teenagers, quasi come compito a casa obbligatorio, per far sì che le nuove generazioni non commettano gli stessi errori di questa.

 

 

 

 

*Zuppa fredda di zucchine e formaggio cremoso

(ovviamente io mi mangiai la classica zuppa calda di cappone – preparata da mamma, ma visto che consiglio questa serie d’estate e che non auguro la febbre a nessuno, vi propongo una versione di zuppa fresca e gustosa, sempre della mia mamma)

 

3Ingredienti x 2 persone

-4 zucchine romanesche
-100 gr di philadelphia
-½ cipollotto
-¼ dado vegetale
-Sale e pepe q.b.
-Timo e prezzemolo q.b.
-Olio evo q.b.
-Cubetti di ghiaccio
-Crostini di pane

Preparazione

Laviamo e tagliamo a rondelle le zucchine, tritiamo il cipollotto e lasciamolo rosolare in un paio di cucchiai d’olio, aggiungiamo le zucchine e il dado vegetale sbriciolato, aggiungiamo un mestolo d’acqua e lasciamo cuocere per circa 10 minuti.

Poi frulliamo le zucchine con il timo, il prezzemolo, il ghiaccio, il formaggio e saliamo e pepiamo.

Versiamo nel piatto e serviamo con crostini di pane.

 

Risultati immagini per dear white people woke

 


[1] Prima ancora di “andare in onda”, Dear White People aveva già suscitato reazioni non proprio lusinghiere da parte di una certa fetta di pubblico(facile capire quale), tanto che qualcuno aveva persino parlato di razzismo inverso. L’ironia tagliente, affidata principalmente alle parole di Samantha White, è il leitmotiv di una serie che però si prende il lusso di non risparmiare critiche a nessuno, qualunque sia il colore della sua pelle. Perché la realtà è ben più complessa di un film e i confini sono labili, soprattutto quando si parla di sentimenti e di rapporti sociali. – fonte http://www.telefilm-central.org

 


4 risposte a "“Stay woke”"

      1. Ottima decisione! Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie per la risposta, e buona Domenica! 🙂

        Piace a 1 persona

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