Books and Other Pleasures

“A Long Summer with « My Brilliant Friend» “

Summer is still far away, although the first days of intense heat are coming – even if go together with three or four days of rain and cold. – But, by booking now, perhaps, a trip to the Sorrento’s coast will not cost you a fortune.

There is something magical in the scent of lemons at sunset.

Thr0ugh The Mirr0r

Have you ever been to Sorrento in July? with the scent of lemon that spreads everywhere, it mixes with the sea, with fish, with the fried food of street vendors, with freshly baked biscuits.

Have you ever been on one of the wonderful terraces looking at the Golfo, sipping limoncello * and enjoying mozzarella in carrozza[1] or other specialties?

No?

What are you waiting for?

Life is one and some whim must be satisfied!

Summer is still far away, although the first days of intense heat are coming – even if go together with three or four days of rain and cold. – But, by booking now, perhaps, a trip to the Sorrento’s coast will not cost you a fortune.

There is something magical in the scent of lemons at sunset.

Or maybe it’s simply the idea of a holiday, of relaxation, which I don’t see on the horizon…

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Libri & Altri Rimedi

“Una lunghissima Estate (con un’ «Amica Geniale»)”

A volte la vita è complicata quanto un romanzo. Perfino di più. Quindi niente di quello che troviamo scritto in questa tetralogia ci stupisce o ci sconvolge, ma la sua forza sta proprio nel realismo, nella capacità di svelarci ciò che era già davanti ai nostri occhi.

Thr0ugh The Mirr0r

Siete mai stati a Sorrento in Luglio? con il profumo di limone che si espande dappertutto, si mescola col mare, col pesce, con le fritture degli ambulanti, coi biscotti appena sfornati.
Siete mai stati su una delle meravigliose terrazze a guardare il Golfo, sorseggiando limoncello* e gustando la mozzarella in carrozza[1]o altre specialità?
No?
Che aspettate?
La vita è una e qualche sfizio bisogna pur toglierselo!

L’estate è ancora lontana seppur le prime giornate di caldo intenso si facciano sentire –accompagnate poi da tre o quattro giorni di pioggia e freddo. – Ma, prenotando ora, forse, una gita sulla costiera non vi verrà a costare un rene.
C’è qualcosa di magico nel profumo dei limoni al tramonto.

«Noi, qui a Napoli, non abbiamo bisogno di un Don Chisciotte,con tutto il rispetto per Don Chisciotte.
Non abbiamo bisogno di batterci contro i mulini a vento…è solo coraggio sprecato.

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Men, Women and Other Aliens

“The sender”

If WHB sends us a message that we would define “so-so”, or simply “stupid” , we will always be able to find a nice shade to it, a nice twist or a profound justification; but if TPU is sending it, then not even quoting Shakespeare would be able to move us. He probably also tries hard, thinks about it, writes, deletes, rewrites it.

Thr0ugh The Mirr0r

I have been thinking for a while that boys are divided into two general classes – within which we can obviously find different and varied nuances – That Poor Unfortunate (also called TPU) and the One Who Makes Us Beat The Heart (abbreviated as WHB).

We don’t like TPU.
WHB we do.

Easy and painless (more or less).

How to recognise them?

If WHB sends us a message that we would define “so-so”, or simply “stupid” , we will always be able to find a nice shade to it, a nice twist or a profound justification; but if TPU is sending it, then not even quoting Shakespeare would be able to move us. He probably also tries hard, thinks about it, writes, deletes, rewrites it. He could make up the most varied excuses just to get in touch with us. But nothing. He would not be able to  move us…

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Uomini, Donne & Altri Alieni

“Il Mittente”

Potrei star qui altri quindici minuti a dirmi che è colpa del messaggio, delle parole, della punteggiatura, ma la dura verità e che questo ragazzo è decisamente un QPD, potrebbe scrivere una canzone per me e mi farebbe lo stesso effetto di dover mangiare un minestrone sciapo in pieno agosto; e allora sorge spontanea la domanda, vale la pena impegnarsi tanto?

Thr0ugh The Mirr0r

32_ il mittente

È da un po’ che penso che i ragazzi si dividono in due categorie generali – al cui interno possiamo ovviamente trovare diverse e variegate sfumature- QuelPoveroDisgraziato ( anche dettoQPD) e ColuiCheCiFaBattereIlCuore (abbreviato inCBC).

QPD non ci piace.
CBC sì.
Facile e indolore (più o meno).

Come riconoscerli?  

Se CBC ci invia un messaggio così così, o proprio cretino, riusciremo sempre a trovargli una sfumatura carina, un risvolto simpatico o una giustificazione profonda; ma se a inviarlo è QPD, allora nemmeno citando Shakespeare riuscirebbe a smuoverci. Probabilmente si impegna anche tanto, ci pensa, scrive, cancella, riscrive. 

Si inventa le scuse più disparate solo per poterci contattare. Ma niente. Non ci smuove dall’educata risposta di cortesia.

(Di buono c’è da dire che il QPD di una potrebbe essere il CBC di un’altra… quindi mai disperare! Ma visto che Cupido è un bastardo, non ci…

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Books and Other Pleasures

“Holi, Spices and Magic”

It was Spring – Spring is especially felt in India, the traditional Holi festival, known as the “Festival of Colours”, is held. Hundreds of people overflow into the streets and throw coloured powders at each other until they cover everything with bright colours made from flower petals.

Thr0ugh The Mirr0r

A few years ago, with my friend Ilaria, we used to exchange books – a practice that you can only do with whom you really trust a lot, and which I no longer use today. –
Usually every two weeks. They cost so much and we only had pocket money available, so lend us the books was the only way to be able to read more.

In one of these exchanges, I gave her “The Mists of Avalon” to read, and she lent me Chitra Banerjee Divakaruni’s “Mistress of Spices” a novel with an exotic and mysterious air.

Magic was the common denominator.

But while the novel of Zimmer Bradley had a classical mythology, this is the tradition of Indian mythology.

The story of Tilo, the protagonist, is not obvious. From a heavy childhood and a somewhat proud character since childhood, she arrives on an island hidden from…

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Libri & Altri Rimedi

“Holi, Spezie & Magia”

“Ne dubitate? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti conosciuti dalle vostre nonne. Eccovene di nuovo uno: i semi di vaniglia imbevuti del latte di capra e strofinate sul polso vi proteggono dal malocchio. Ed eccone un altro: un pizzico di pepe ai piedi del letto, disposto a forma di mezzaluna, vi cura dagli incubi. Ma le spezie che hanno il vero potere vengono dalla mia terra natale, terra di ardente poesia, di piume d’acquamarina, di tramonti brillanti come il sangue.”

Thr0ugh The Mirr0r

“A volte mi chiedo se la realtà esiste davvero, se c’è veramente una natura delle cose, obiettiva e intatta. O se tutto ciò che ci accade è già modificato in anticipo dalla nostra immaginazione. Se sognando qualcosa gli diamo vita.” [1]

Qualche anno fa, con la mia amica Ilaria, avevamo l’abitudine di scambiarci i libri – una pratica che puoi fare solo con ch ti fidi veramente tantissimo, e che ad oggi non uso più. -Solitamente ogni due settimane. Costavano tanto e avevamo solo la paghetta a disposizione, perciò scambiarceli era l’unico modo per poterne leggere di più. In uno di questi scambi io le diedi da leggere “Le nebbie di Avalon”, e lei mi prestò “La maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni  un romanzo dall’aria esotica e misteriosa.
La magia era il comune denominatore.
Ma mentre il romanzo della Zimmer Bradley aveva una mitologia…

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*Altri Autori* · ...Riflessioni (non) Casuali... · Uomini, Donne & Altri Alieni

“Questione di linguistica”

Questo è il dramma dei tempi moderni: il maschio, che mediamente fino agli anni ’80 veniva intortato da un bel visino e da una candida voce, e che finiva sempre per sposarsi, un po’ per distrazione un po’ per sfinimento, adesso s’è fatto furbo!

Thr0ugh The Mirr0r

Si fa un gran parlare dell’essere single. Io preferisco dare alle cose la giusta definizione: zitella!

Sì beh perché se il termine è stato coniato un motivo ci dovrà pure essere, insomma, rende perfettamente il concetto, cambiano solo le sfumature con il passare degli anni. Un tempo le zitelle erano coloro che pudicamente se ne rimanevano a casa aspettando che qualche uomo le chiedesse in sposa, solitamente erano bruttine, e nella maggior parte dei casi questo non accadeva. Così passavano il resto della loro virginea vita ad accudire i nonni, i genitori, i nipoti a tessere quintali di centrini e ad accudire centinaia di gatti colte da crisi isteriche ogni volta che si avvicinava il periodo premestruale. Oggi le zitelle sono donne o ragazze non accoppiate che nel dubbio e nell’attesa del principe azzurro si divertono a guardarsi attorno.

Ora il concetto del “guardarsi attorno” ha molte sfumature c’è chi…

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Tv Series Rehab_eng

“Lunch with Felicity”

“Felicity” gave the impression that college was a wonderful place for meetings and network.
After three years with the same people, and two others ahead, it looked like heaven! Not that I was not happy with my class, at least with part of it, but the image of American colleges is always idyllic and makes me want to go not so much to join classes (almost always unjustified absent) but for the dormitories, the refectory, the everyday jobs, the study groups (which did everything except studying).

Thr0ugh The Mirr0r

<<I trust you, Felicity. This is my drama: for better or for worse, I always believe in you.>>


When I used to come back from high school starving, I often had to wait for my brother to  return, hence to avoid eating the plate and the tablecloth, I used t turn on the TV hoping there was something decent that could distracted me. Of course, lunchtime was my mother’s turn to choose what to watch, but from time to time she let us select the series provided it was something she liked too. That’s how I started watching “Felicity”.
It was the end of May, the school luckily was almost at the end but that meant classroom work in a burst, so the idea to get out of that nightmare and start the university where – naively I thought – I could handle all my time, was a real relief.

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Tv Series Rehab

“A pranzo con Felicity”

l’immagine dei college americani è sempre idilliaca e fa venire voglia di andarci non tanto per frequentare le lezioni (quasi sempre assenti ingiustificate) ma per i dormitori, la mensa, i lavoretti, i gruppi di studio (che tutto fanno fuorché studiare).
Oggi di serie tv di questo genere siamo pieni, ma a “quell’epoca” era una novità, perciò ne rimasi affascinata.

Thr0ugh The Mirr0r

<<Io ti credo, Felicity. È questo il mio dramma: nel bene o nel male, credere sempre in te.>>

Quando tornavo dal liceo con una fame da lupi, mi capitava spesso di dover aspettare il rientro di mio fratello, e per evitare di mangiarmi il piatto e la tovaglia, accendevo la tv sperando ci fosse qualcosa di decente che mi distraesse.
Ovviamente l’ora di pranzo era il turno di mia madre di decidere cosa guardare, ma di tanto in tanto ci lasciava scegliere, purché potesse piacerle.
È così che ho cominciato a guardare “Felicity”.
Era la fine di Maggio, la scuola fortunatamente era agli sgoccioli, ma questo voleva dire compiti in classe e interrogazioni a gogo, perciò l’idea di uscire da quell’incubo e cominciare l’università dove – ingenuamente pensavo – mi sarei potuta gestire io tutto il mio tempo, era un vero sollievo.

Felicity[1]” poi, dava l’idea…

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