Adoro quando una serie tv ti fa ragionare, ti pone di fronte a un dilemma morale e ad ogni puntata ti confonde sempre più… non è un prodotto statico, non è un rapporto passivo. Questo show fa sì che lo spettatore sia parte attiva, si ponga il dubbio di quale fazione scegliere, e – per la prima volta – pone un punto di vista completamente diverso sulle sette religiose.

Thr0ugh The Mirr0r

Inverno, appartamento in ristrutturazione, ci sono dei senzatetto che cercano rifugio contro le temperature sotto zero, il costruttore li caccia via. Deve farlo. Poi però esce a passo svelto, torna poco dopo con una busta della spesa e un paio di panini fumanti, va dai senzatetto e gli lascia tutto.
Sarà la vicinanza col Natale, o – come me- ha da poco finito The Path e gli è venuto un gran bisogno di far del bene all’umanità, condito da un vago ma costante senso di colpa?

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Forse è solo un uomo generoso, sta di fatto che è raro vedere un gesto del genere e mi rimane impresso.
Tanto più che, come accennavo, ho appena concluso la seconda stagione di una delle serie più ambigue che abbia mai visto.
Quanto è sottile il confine fra bene e male?
Quando facciamo una buona azione la stiamo donando a qualcuno o compiacciamo noi…

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