“Engine, Transformation…. Action!”

This “Prophet” so admired in the show obviously does not exist even if in the legend told by J.J. Abrams there is something true; such as the real existence of Pope Alexander VI and Adolf Hitler’s obsessive passion for the occult (the Reich organized Nazi expeditions in the most remote areas of mystical Tibet). Actually Milo Rambaldi is a good story invented by the writers. The surname was inspired by the Italian Carlo Rambaldi, the special effects artist who designed the alien protagonist of the film “E.T. l’extraterrestre” (1982). “Nostravinci” was not the name used by Hitler to indicate the prophet, but a simple composition of the names of Nostradamus and Leonardo da Vinci. In the story of Alias ​​the Rambaldi mystery is the key to the story in the events of the protagonists: to remember the “Page 47” which represents Sydney as the Chosen One who must follow Rambaldi’s word …….

Thr0ugh The Mirr0r

Long before LOST, JJ Abrams had already produced two masterpieces, the drama-comedy Felicity and, with almost the same cast, the spy story ALIAS.

The plot immediately persuaded me, “Alias[1]” tells the story of Sidney Bristow (played by Jennifer Garner), a college student, who is offered a job within a section of the CIA, which she accepts, and that makes it operational in a very short time. After some time, and some missions, Sydney realizes that her father, Jack Bristow (played by Victor Garber) also works within the section, with whom she has never managed to establish a real father-daughter relationship … But not that’s all, apparently the section it’s part of, the SD-6 isn’t exactly on the side of the good guys… what’s the truth? And who know it?

Bradley Cooper came out of this show, if the plot hasn’t convinced you, maybe this news will. But…

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“Motore, Trasformazione…. Azione!”

Il numero 47, ha un legame importantissimo con Alias e in moltissimi episodi lo si vede apparire o in modo esplicito oppure nascosto in mezzo ad altri numeri. Il 47 inoltre si nasconde anche in mezzo ad altre ricorrenze: Il numero atomico dell’argento è 47e cercando delle iniziali che corrispondano alla sua abbreviazione “AG” troviamo riscontro in Allison Georgia Doren, il duplicato di Francie.
Se si sommano le parole dei titoli originali (in inglese) della seconda stagione si ottiene il numero 48 molto vicino al numero 47.
Se inoltre prendiamo ad esempio “The Telling” titolo originale dell’episodio “Il Dire” unendo le due parole si ottiene il numero 47.
Sommando le lettere dei nomi Sydney Bristow, Michael Vaughn, Jack Bristow e Marcus Dixon si ottiene il numero 47.
47 Sono i manufatti di Rambaldi.

Thr0ugh The Mirr0r

Molto prima di LOST, JJ Abrams aveva sfornato già ben due capolavori un po’ meno conosciuti, il drama-comedy Felicity e, quasi con lo stesso cast, la spy story ALIAS[1].

La trama mi ha subito convinto, “Alias”, racconta le vicende di Sidney Bristow (interpretata da Jennifer Garner), studentessa al college, alla quale viene offerto un lavoro all’interno di una sezione della CIA, che lei accetta, e che la fa diventare nel giro di pochissimo tempo operativa. Dopo qualche tempo, e qualche missione, Sydney scopre che all’interno della sezione lavora anche il padre, Jack Bristow (interpretato da Victor Garber), con il quale non è mai riuscita ad instaurare un vero e proprio rapporto padre – figlia…

Ma non è tutto, a quanto pare la sezione di cui fa parte, l’SD-6 non sia esattamente dalla parte dei buoni… quale è la verità? E chi la conosce?

Da questo telefilm è uscito Bradley Cooper, se la trama non vi ha convinto forse lo farà questa notizia. Ma…

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“Home is where you eat the best foods”

This book is consoling, like a warm broth in the early autumn cold, like a cover against a cold, like a wet patch on the forehead burning with fever; brings to mind the lunches from Sunday in which all the relatives gather to eat with passion baked pasta, second courses of rabbits, chickens and fillings, succulent delights

Thr0ugh The Mirr0r

There is always a spinster aunt in the family, usually. If I continue at this rate, the next generation could be the one to represent the category …

49_ le tre minestre

Even if today, we say single.

The spinster aunt, usually, can be of two types: A) the one who cooks in the kitchen for all the grandchildren, taking the place of a third grandmother, who never knows which table she belongs to, who knits and takes over the whole family and who always tells the usual four journeys of when she was young…. Or B) the wanderer who is always around the world, returns only to the holidays that are always commanded with new stories and new gifts.

Here, I hope to be at least the type B.

For a while I had one on each side, maternal and paternal, then when everyone had lost hope, both prototype A and B found…

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“Casa è dove si mangiano i cibi di casa”

Questo libro è consolatorio, come un brodino caldo ai primi freddi autunnali, come una copertina contro il raffreddore, come una pezza bagnata sulla fronte infuocata di febbre; riporta alla mente i pranzi dalla domenica nella quale tutti i parenti si riuniscono per mangiare con smania la pasta al forno, secondi piatti di conigli, polli e ripieni, delizie succulente

Thr0ugh The Mirr0r

49_ le tre minestre Graphic by: Gioia

“Benché zitelle, le tre erano donne dotate di una particolare apertura e attenzione nei confronti del mondo e dei suoi mutamenti”. Nella fantasia, le tre donne divengono titolari di veri e propri dicasteri: “Al mio sguardo di bambino … tre ministri, con compiti ben precisi, equamente ripartiti”.[1]

C’è sempre una zia zitella in famiglia, di solito. Se continuo di questo passo la prossima generazione potrei essere io a rappresentarne la categoria…
Anche se oggi si dice single.

La zia zitella, di consueto, può essere di due tipi: A) quella che spadella in cucina per tutti i nipoti, facendo le veci di una terza nonna, che non si sa mai a quale tavolata appartiene, che fa la maglia e si accolla (a) tutta la famiglia e che racconta sempre le solite quattro avventure di quando era giovane…. Oppure B) la vagabonda che sta sempre in giro…

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“Save Fantasy, Save the World!!”

I have always loved superheroes, the idea that there are extraordinary people who can do unspeakable things for the rest of humanity. It especially fascinates me when the powers of these supernatural beings come not from distant planets or nuclear radiation, nor from animals or poisons, but from themselves. From evolution. From that 70% of our brain that we do not use and that perhaps, who knows, could hold the key to transformation.

Thr0ugh The Mirr0r

Okonomiyaki
(the recipe is taken from an Expo2015 cookbook)

heroes

Ingredients for 2 Okonomiyaki

For the dough:

– 300 grams Flour
– 2 eggs
– 400ml of water
– Head cabbage to taste
– Bulldog sauce
– Prepared for Okonomiyaki

For the dressing

“Okonomi” means “whatever you want”, and that’s why we can indulge ourselves when we prepare this dish, trying new versions for each new episode! It is an excellent dish to help us empty the refrigerator.
For a fish-based okonomiyaki we will use cuttlefish, shrimp and octopus, while if we want to make a meat-based okonomiyaki we will use beef carpaccio and pork belly.
Just before serving the okonomiyaki, add some tonkatsu sauce.

Preparation:

We mix the flour with water, clean the cabbages, cut them very finely and add them to the dough, then add all the other ingredients cut into small pieces.
We mix until we get a…

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“Salva la Fantasia, salva il Mondo”

Ho sempre amato i supereroi, l’idea che ci siano persone straordinarie in grado di fare cose indicibili per il resto dell’umanità. Mi affascina soprattutto quando i poteri di questi esseri sovrannaturali non vengono da pianeti lontani o radiazioni nucleari, né da animali o veleni, ma da loro stessi. Dall’evoluzione. Da quel 70% del nostro cervello che non utilizziamo e che forse, chissà, potrebbe contenere la chiave per la trasformazione.

Thr0ugh The Mirr0r

heroes Graphic by: Federica

Okonomiyaki
(la ricetta è presa come spunto da un ricettario di Expo2015 e personalizzata da me)

 

 

Ingredienti per 2 Okonomiyaki

Per l’impasto:
– 300 grammi Farina

– 2 Uova
– 400ml di acqua
– Cavolo cappuccio q.b.
– Salsa Bulldog
– Preparato per Okonomiyaki

Per il condimento

“Okonomi” significa “quello che vuoi“, ed è per questo che possiamo sbizzarrirci quando prepariamo questo piatto, provando nuove versioni per ogni nuova puntata! E’ un ottimo piatto per aiutarci a svuotare il frigorifero.
Per un okonomiyaki a base di pesce utilizzeremo seppie, gamberetti e polipo, mentre se desideriamo fare un okonomiyaki a base di carne impiegheremo carpaccio di manzo e pancetta di maiale.
Poco prima di servire l’okonomiyaki aggiungiamo della salsa tonkatsu.

Preparazione:

Impastiamo la farina con l’acqua, puliamo i cavoli, li tagliamo molto fini e li aggiungiamo all’impasto, successivamente immettiamo tutti gli altri ingredienti tagliati…

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“La rivincita dei NERD: ali di pollo ed Agent of Shield”

Correva l’anno 2012 e il mondo, come previsto dai Maya secoli prima, affrontava uno dei suoi cambiamenti più epocali, era infatti l’anno in cui “The Avengers”, film che noi nerd aspettavamo fin dalla scena post-credit di Iron Man, nel 2008, riuscì finalmente ad operare il grande miracolo: rendere i film di supereroi, e la cultura nerd di rimando, fighi.

Thr0ugh The Mirr0r

Correva l’anno 2012 e il mondo, come previsto dai Maya secoli prima, affrontava uno dei suoi cambiamenti più epocali, era infatti l’anno in cui “The Avengers”, film che noi nerd aspettavamo fin dalla scena post-credit di Iron Man, nel 2008, riuscì finalmente ad operare il grande miracolo: rendere i film di supereroi, e la cultura nerd di rimando, fighi.

Fu una vera rivoluzione culturale, non solo perché da allora il box office è militarmente occupato da una masnada di tizi in costume, tanto da spingere la Warner Bross a rovinare per sempre la reputazione di Superman, ma anche perché per i lettori di fumetti significava finalmente uscire dai bunker e poter parlare delle proprie passioni anche con le storiche nemiche del genere, le ragazze.

Fu in quel nuovo e bizzarro clima, che per la prima volta sentimmo parlare di Agents of Shield, il primo telefilm targato Marvel, il…

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Classics: “And then there were none”

In the original UK novel all references to “Indians” or “Soldiers” were originally “Nigger”, including the island’s name, the pivotal rhyme found by the visitors, and the ten figurines. (In Chapter 7, Vera Claythorne becomes semi-hysterical at the mention by Miss Brent of “our black brothers”, which is understandable only in the context of the original name.) UK editions changed to the current definitive title in 1985. The word “nigger” was already racially offensive in the United States by the start of the 20th century, and therefore the book’s first US edition and first serialization changed the title to And Then There Were None and removed all references to the word from the book, as did the 1945 motion picture.

Thr0ugh The Mirr0r

Ten little nigger boys went out to dine; 
One choked his little self, and then there were nine. [1]

Someone I’m sure will turn up their noses because I put a crime story among the great classics of literature! But it is time that the purists open their eyes and realise that if it is the most widely read genre in the world there will be a reason, and that if they do not believe their contemporaries should admit that this little Christie’s masterpiece has nothing to be envied to today’s thrillers and noir, indeed it should be taken as an example because in its simplicity and continuous suspense is truly a hypnotic and splendid book, but it is in fact a classic given the vastness of reworkings, re-releases, re-editions and quotes!

Nine little nigger boys sat up very late; 
One overslept himself, and then there were eight. [2]

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