Ho preso in ostaggio Tre Dollari di Elliot Perlman ben dieci anni fa, scambiandolo con un libro di Grisham, e come succede a volte, si è avverato il mio incubo: non è mai tornato indietro. La persona con la quale avevo stretto il patto di fiducia si è trasferita senza tener conto di dover ancora dare e riprendersi qualcosa. Poco male per me, però, perché mentre del romanzo che le avevo dato io ne avevo una seconda copia (regalata a papà da un collega qualche mese prima), la copia di Tre Dollari era unica e sola.
E ormai, mia.

Thr0ugh The Mirr0r

Mi piacerebbe prendere più libri dalle biblioteche, ma non ci riesco perché per me il libro è come un caro amico e non riesco a riporlo sullo scaffale di qualche sconosciuto, pensando che magari potrebbe trattarlo male. E così tendo a comprarli, ma le mensole sono quelle che sono e a volte traboccano e in attesa di rifornirsi di nuove non posso certo smettere di leggere! Così, raramente, capita che mi faccia prestare dei titoli.
I libri presi in prestito sono diversi dagli altri, perché si portano dentro il passato di chi li ha letti prima di noi: che sia per una pagina spiegazzata, o per gli spigoli di carta un po’ deformati, per un appunto a lato, per il biglietto del cinema a far da segnalibro, una macchia di caffè, una sbavatura dove è caduta una briciola… ci rivelano qualcosa del lettore precedente, qualcosa di intimo…
Un libro prestato…

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