“The pleasure of taking a break”

I have never been to Northern Ireland, but thanks to Ian Sansom it seemed so, for the descriptions of the landscapes and characters that he traces with great skill. With an ironic and amusing pen at the right point, he gives us the wonderful figure of a librarian whose lesser evil is to find the 15,000 lost books of the bus that he must lead through the green streets of Ireland; an apparently ironic narrative composition, but serious in lecturing the painful and discouraging theme of the increasingly numerous cessation of libraries and the ever-decreasing use of municipal resources in education.

Thr0ugh The Mirr0r

There are books in life that should be read for the simple pleasure of unplugging a bit. Books with few but well-defined characters, with a simple but captivating plot and that once laid do not leave with too many doubts and questions, but simply with an ironic smile, and a polite relaxation.

Many snub this type of books because they think that a “true reader”, a “pure reader” must necessarily cite great authors or critically recognized works.

A true reader reads everything, even the harmonies. He is capable of grasping the greatness of literary masterpieces as well as giggling over an appendix volume.

So, be cautious of those who do not read something so-called “lighter”. Just like those who don’t drink wine, they certainly have something to hide.

While I was helping one of my students of show business law and economics, in the winter of 2015 (in that very…

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“Il piacere di prendersi una pausa”

Non sono mai stata in Irlanda del Nord, ma grazie a Ian Sansom mi è sembrato di sì, per le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi che traccia con grande maestria. Con una penna ironica e divertente al punto giusto ci regala la meravigliosa figura di un bibliotecario il cui minore dei mali è quello di ritrovare i 15.000 libri perduti del bibliobus che deve condurre tra le verdi strade d’Irlanda; un componimento narrativo ironico all’apparenza, ma serio nell’affrontare il tema doloroso e scoraggiante della sempre più numerosa cessazione delle biblioteche e del sempre minore utilizzo di risorse dei comuni nell’istruzione

Thr0ugh The Mirr0r

Ci sono dei libri nella vita che vanno letti per il semplice piacere di staccare un po’ la spina. Libri con pochi personaggi ma ben delineati, con una trama semplice ma accattivante e che una volta posati non lascino con troppi dubbi e domande, ma semplicemente con un sorriso ironico, e una garbata rilassatezza.

Molti snobbano questo tipo di libri perché pensano che un “vero lettore”, un “lettore di razza” debba per forza citare grandi autori o opere riconosciute dalla critica.

Boiate.

Un vero lettore legge tutto, pure gli harmony. È capace di cogliere la grandezza di capolavori della letteratura così come di ridacchiare su un volumetto d’appendice.

Per cui, diffidate da chi non legge qualcosa di cosidetto “più leggero”. Così come chi non beve vino, ha sicuramente qualcosa da nascondere.

Mentre aiutavo un mio alunno di diritto ed economia dello spettacolo, nell’inverno del 2015 (in quel brevissimo…

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“Metti una sera davanti al camino………..”

Una sera d’inverno di qualche anno fa, di fronte a un caminetto dalle fiamme poco slanciate [la paura di mio padre che possa saltare una scintilla fuori dal caminetto e fare “alla diavola” l’intero ambiente intima tutta la famiglia ad usufruire di un calore abbastanza circoscritto: il resto di casa mia potrebbe essere la location ideale per un eventuale remake di Frozen], mio padre aveva appena finito di fumare una sigaretta e visto che si era stancato di ritagliare “L’esperto risponde” dai vari “Sole 24 ore” e a quanto pare non aveva voglia di interrogarsi nuovamente sul futuro della figlia seduta sul divano di fronte, aveva deciso di “riempire il silenzio” prendendo una rivista acquistata da un vivaista diversi mesi prima ed intavolare una conversazione con mia madre.

Thr0ugh The Mirr0r

Le coppie che stanno insieme da moltissimi anni hanno una complicità e un modo di interagire fra loro che mi ha sempre affascinato. Quando due persone arrivano a conoscersi così a fondo, i loro dialoghi hanno molto di non detto a parole, ma più con i sguardi e con i gesti, e spesso per un osservatore esterno è difficile comprendere il senso ed il significato profondo di una conversazione. Quando la coppia in questione sono i propri genitori entra in gioco una sorta di romanticismo nell’ascoltare i loro discorsi, sia che parlino delle faccende da sbrigare in casa, sia che ricordino qualche evento legato alla loro infanzia o alla loro adolescenza. Si sono sposati poco più che ventenni e condividono il tetto coniugale da 40 anni: di chiacchierate che sfiorano tutta la gamma delle emozioni e delle situazioni ce ne sono state e ce ne saranno ancora a bizzeffe.. ma…

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“Io, un po’ Cenerentola lo sono”

PS. Nella scena in cui lei dice all’araldo ( a cui la matrigna ha appena fatto lo sgambetto facendo si che si rompesse la scarpetta) “Vedete io ho l’altra scarpetta” io avrei fatto seguire un bel “piglaitevela in c…..” rivolto alle sorellastre…
ma…mi sa che non si poteva!

Thr0ugh The Mirr0r

o

“C’era una volta in un paese lontano,un piccolo regno pacifico e prosperoso, ricco di antiche e poetiche  tradizioni…lì in un maestoso castello viveva un nobile signore con la sua figlioletta adorata. Benché egli non facesse mai mancare nulla alla sua bambina capiva che ella avrebbe avuto bisogno delle cure di una mamma così si risposò con una donna vedova di nobile famiglia che aveva due bambine:Anastasia e Genoveffa. Purtroppo il buon uomo morì improvvisamente e la matrigna invidiosa della bellezza della bambina che faceva sfigurare le sue brutte figlie la relegò in cucina, tanto che alla bambina fu dato il nomignolo di Cenerentola. Passarono gli anni e il castello andò in rovina  perché le ricchezze della famiglia venivano sperperate per viziare le due ragazze ma nonostante Cenerentola fosse costretta a fare da serva nella sua stessa casa non smise di essere buona  e gentile perché ad ogni levare del sole…

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“In my Shoes” – eng

It is really true that before judging you should… put yourself in his SHOES!

Thr0ugh The Mirr0r

There is an English saying that I have always liked. When someone wants to mean that they should put themselves in their clothes, they say “put yourself in my shoes”. It’s not very different, yet it is. Because it is one thing to put on another person’s clothes. It is one thing to put on your shoes. Shoes are the part that wears out the most, by dint of walking in them. And they come in all shapes and colors, comfortable and uncomfortable. Of fascinating and painful…. And even if it is a metaphor, at times, we should really take it literally, as I once did….

A long time ago, when I was still a young university student, I happened to know one of the most annoying representatives of the Y chromosome in my personal history.

Assigned to the same study group by a professor unaware of the abject being…

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“In my Shoes”

È proprio vero che prima di giudicare bisognerebbe … mettersi nelle sue SCARPE!

Thr0ugh The Mirr0r

C’è un detto inglese che mi è sempre piaciuto. Quando qualcuno vuole intendere che dovrebbe mettersi nei suoi panni, si dice “mettiti nelle mie scarpe”. Non è molto diverso, eppure lo è. Perché un conto è mettersi nei vestiti di un’altra persona. Un conto è mettersi le scarpe. Le scarpe sono la parte che si consuma di più, a forza di camminarci dentro. E ne esistono di ogni forma e colore, di comode e di scomode. Di affascinanti e di dolorose…. E anche se è una metafora, a volte, dovremmo proprio prenderlo alla lettera, come ho fatto io una volta….

Tanto tempo fa, quando ero ancora una giovane studentessa universitaria, mi è capitato di conoscere uno dei rappresentanti del cromosoma Y più fastidiosi della mia personale Storia.

Assegnati allo stesso gruppo di studio da un professore ignaro dell’essere abietto che mi stava appioppando, ho dovuto sopportare le sue lagne e…

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“Murders and Religion: always a winning combination”

My favorite character is Leonard Finch (Al Weaver), a young homosexual curate – at a time when he still would have gone to jail for it! – who is sent to serve alongside Chambers. Leonard in addition to representing that shred of simplicity and fear of God that will guide his superior in his searches, is also the mirror of all the unfortunates who combine all kinds of things and who like it or not always get into a sea of ​​troubles, troubles which obviously delight the viewer and make the other characters impatient.

Thr0ugh The Mirr0r

* Bubble and Squeak
(the recipe is from my English friend, John)

Ingredients for 4 people:

– 500 gr of potatoes
– 2 onions
–  Salt and Pepper To Taste.
– 50 g of butter
– 400 g of Brussels sprouts
– Vegetable oil to taste

PREPARATION

1

Peel and cut the potatoes into cubes, place them in a pot of salted water and let them simmer. Once ready, drain and let it cool.
In the same pan we melt the butter, put the onion cut into slices and let it cook over low heat for 7-8 minutes.
We cook the steamed sprouts separately.
Transfer the potatoes and the sprouts into a bowl, mash everything with a fork and add the butter and onion.
We shape meatballs and fry them at high temperature in a pan with previously heated vegetable oil.

Pancakes are also pleasant cold.

If you happen to find…

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“Omicidi e Religione: accoppiata sempre vincente!”

Il mio personaggio preferito è Leonard Finch (Al Weaver), giovane curato omosessuale – in un periodo in cui ancora si andava in galera per questo! -che viene spedito a servire accanto a Chambers. Leonard oltre a rappresentare quel briciolo di semplicità e timore di Dio che guiderà il suo superiore nelle ricerche, è anche lo specchio di tutti gli sfortunati che ne combinano di tutti i colori e che volenti o nolenti si ficcano sempre in un mare di guai, guai che ovviamente deliziano lo spettatore e che fanno spazientire gli altri personaggi.

Thr0ugh The Mirr0r

*Bubble and Squeak
(la ricetta è del mio amico inglese, John)

1

Ingredientiper 4 persone:

  • -500 gr di patate
    -2 cipolle
    -Sale e pepe q.b.
    -50 g di burro
    -400 g di cavoletti di bruxelles
    -Olio vegetale q.b.

PREPARAZIONE

Sbucciamo e tagliamo le patate a cubetti, posiamole in una pentola di acqua salata e lasciamole cuocere a fuoco lento. Una volta pronte, scoliamo e facciamo raffreddare. Nella stessa pentola sciogliamo il burro, ci mettiamo la cipolla tagliata a fettine e lasciamo cuocere a fiamma bassa per 7-8 minuti.
Cuociamo a parte i cavoletti al vapore.
Travasiamo le patate e i cavoletti in una terrina, schiacciamo il tutto con una forchetta e uniamo il burro e la cipolla. Modelliamo delle polpette e le friggiamo ad alta temperatura in una padella con dell’olio vegetale precedentemente riscaldato.

Le frittelle sono gradevoli anche fredde.

Se doveste trovarvi in un pub inglese, chiedete le *

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