“Ogni fine non è che un nuovo inizio”

Dovrà essere sempre così, dovrà esserci sempre il sorriso, le lacrime dovranno essere sempre di gioia o di rabbia e dovranno essere asciugate solo da chi tiene realmente a me…dovrà essere sempre così, al più meglio…il bello della vita è che non si torna indietro, il bello di me è che non vorrei mai tornarci, il bello delle persone che mi circondano, di quelle che ci sono sempre state, è che mi spingono sempre avanti e se guardano indietro è solo per ricordare i bei momenti insieme…

E buon 2022!!!!

Thr0ugh The Mirr0r

2 Graphic by: Gioia

Amo i piccoli gesti, amo i piccoli piaceri. Amo tornare a casa dopo una vacanza e vedere che mamma mi ha lasciato da parte il dolce che mi piace, amo vedere il gatto che mi corre incontro perché gli sono mancata, amo vedere la scrivania piena della posta che mi è arrivata e lo sguardo di mio padre che mi spia mentre disfo la valigia.

Ho imparato ad apprezzare la vita per la sua semplicità, a capire che non bisogna pretendere dalle persone che ti circondano l’amore nella forma che tu vorresti, ma saper accettare quello che ti sanno dare. Ho capito che, ogni tanto, se sai accontentarti, riesci a godere veramente tanto. Ho capito che la solitudine non è così brutta se nel cuore hai qualcuno e che il vuoto di un amore perso lo riescono a colmare i tuoi amici di una vita.

Ho imparato…

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“Io, un po’ Cenerentola lo sono”

PS. Nella scena in cui lei dice all’araldo ( a cui la matrigna ha appena fatto lo sgambetto facendo si che si rompesse la scarpetta) “Vedete io ho l’altra scarpetta” io avrei fatto seguire un bel “piglaitevela in c…..” rivolto alle sorellastre…
ma…mi sa che non si poteva!

Thr0ugh The Mirr0r

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“C’era una volta in un paese lontano,un piccolo regno pacifico e prosperoso, ricco di antiche e poetiche  tradizioni…lì in un maestoso castello viveva un nobile signore con la sua figlioletta adorata. Benché egli non facesse mai mancare nulla alla sua bambina capiva che ella avrebbe avuto bisogno delle cure di una mamma così si risposò con una donna vedova di nobile famiglia che aveva due bambine:Anastasia e Genoveffa. Purtroppo il buon uomo morì improvvisamente e la matrigna invidiosa della bellezza della bambina che faceva sfigurare le sue brutte figlie la relegò in cucina, tanto che alla bambina fu dato il nomignolo di Cenerentola. Passarono gli anni e il castello andò in rovina  perché le ricchezze della famiglia venivano sperperate per viziare le due ragazze ma nonostante Cenerentola fosse costretta a fare da serva nella sua stessa casa non smise di essere buona  e gentile perché ad ogni levare del sole…

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“Non lasciatemi sola con la mia testa”

Ho capito che per quanto ti senta coccolata e protetta nel posto in cui sei nato, anche se non cerchi di fuggirlo, c’è una voce accattivante e disturbatrice che richiama la tua attenzione verso mete inesplorate e che non c’è nulla di più violento e creativo che sentirti estraneo alle tue cose più care.

Thr0ugh The Mirr0r

A pensarci bene la mia scrivania è talmente carica di oggetti che se ci appoggio anche uno spillo rischia di crollare.
Nonostante tutto non la svuoto, mi impressionano le cose che potrei ritrovare, sepolte dai libri e da tempo.
8 randomLe cose che hai capito farebbero invidia a Buddha
La semplicità è un obiettivo destrutturato e per raggiungerla venticinque anni non bastano, almeno.. non mi sono bastati.
C’è molta più solitudine nella noia che nella lontananza e il vuoto degli amori persi è incolmabile, questa è la sua maledizione e il suo fascino.
Ho capito che l’egoismo in gran parte dei casi è la fonte certa della sconfitta, non smetto di soffrire quello delle persone che mi stanno intorno che crea prigioni di vetro e legami d’acciaio contro i quali non c’è cautela.
Antropologico, scontato, naturale, sano e tremendo.
Ho capito che per quanto ti senta coccolata e protetta nel posto in…

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“Il fascino dell’eterno ritorno”

Eppure guardare quelle immagini di un tempo tanto lontano,tanto caro mi commuove e soprattutto ecco, ci risiamo: è Pasqua!
Le ricorrenze hanno un qualcosa di poetico perché si manifestano nonostante tutto, a prescindere se i vestiti degli anni precedenti ci vanno stretti e se ci siamo lasciati alle spalle gli amici che , credevamo, non era possibile perdere.

Questo anno poi… Ancora di più. Sono in piena crisi di ricordi!

Thr0ugh The Mirr0r

 

Sabato di Pasqua e mi metto , stranamente, a sistemare le mie cose. Nel trambusto di uno scrittoio  che sembra un cimelio del post Hiroschima  si possono trovare un sacco di cose.
Oltre ad essere una schifosa disordinata, sono una maniaca collezionista di tutti i piccoli ricordi che la quotidianità ci tira appresso…foto, biglietti del treno,appunti e quant’altro. Come se in queste cose ci rimanesse impigliato  un pezzetto di vita che poi ci ritorna tra le dita quando in  un  sabato mattina  a caso, di tanti anni dopo ,le tiriamo fuori di nuovo.
E’ malinconico, e questo è il suo fascino.
Oggi mi sono tornate sotto mano delle vecchie foto: deve essere il 2000 o forse il 2001 , più precisamente Pasquetta di quell’anno. Deve essere la volta  che tamponai un giapponese con il gommone al parco dell’Eur.

Risultati immagini per laughing gifCerto che di tempo ne è passato, io sono sempre uguale eh…

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“Questione di linguistica”

Questo è il dramma dei tempi moderni: il maschio, che mediamente fino agli anni ’80 veniva intortato da un bel visino e da una candida voce, e che finiva sempre per sposarsi, un po’ per distrazione un po’ per sfinimento, adesso s’è fatto furbo!

Thr0ugh The Mirr0r

Si fa un gran parlare dell’essere single. Io preferisco dare alle cose la giusta definizione: zitella!

Sì beh perché se il termine è stato coniato un motivo ci dovrà pure essere, insomma, rende perfettamente il concetto, cambiano solo le sfumature con il passare degli anni. Un tempo le zitelle erano coloro che pudicamente se ne rimanevano a casa aspettando che qualche uomo le chiedesse in sposa, solitamente erano bruttine, e nella maggior parte dei casi questo non accadeva. Così passavano il resto della loro virginea vita ad accudire i nonni, i genitori, i nipoti a tessere quintali di centrini e ad accudire centinaia di gatti colte da crisi isteriche ogni volta che si avvicinava il periodo premestruale. Oggi le zitelle sono donne o ragazze non accoppiate che nel dubbio e nell’attesa del principe azzurro si divertono a guardarsi attorno.

Ora il concetto del “guardarsi attorno” ha molte sfumature c’è chi…

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita, tra Vasco e Pascal”

Mi prenderei a cazzotti, non mi piace questo modo di fare . Voglio sentirmi viva.
Ora, a differenza di dieci anni fa, il mio cuore lo conosco.
Lo riconosco. Qualche volta mi si spezza e gli faccio coraggio. Ridiamoci su.

Thr0ugh The Mirr0r

“Il cuore ha le sue  ragioni che la ragione non conosce”, bravo Pascal.

Caro Blaise, vorrei che oggi mi spiegassi questa tua teoria, tu che t’indendevi di tutto…dalla callarella all’atomo.
Ai tempi del Liceo, me la cavavo in filosofia. Mi difendevo , diciamo.
Ora che inizio a confondere il nome di qualche tuo illustre collega, mi ritorni in mente.
Inciampo nelle tue parole che si confondono con la mia grafia sulla pagina di un diario di tanti anni fa.
A quei tempi spopolavi con questa citazione, piacevano a tutti queste parole: suonavano bene anche se non ne capivamo il senso.
A quei tempi ci sentivamo tutti romantici e anarchici, tutti appassionati, tutti rivoluzionari.
Le tue parole ci infiammavano gli animi, di per sè già carichi di un sano, ingenuo e poco duraturo fervore adolescenziale.
Certo che ne sapevamo allora del cuore, della ragione?

A sedici anni, non ne capivamo veramente…

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“Il problema storico-politico dell’Uomo Perfetto”

Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.

Thr0ugh The Mirr0r

Ammettilo femmina, incrocio sentimentale  di due cromosomi x  che si sono presi a capocciate, il problema dell’uomo perfetto è un’idea ricorrente.
Di più.
Un leit motif che attraversa il corso di un’intera vita, sin da quando da bambina facevi la collezione delle foto di Leonardo di Caprio.

Noi femmine “all’antica” ci pensiamo, c’abbiamo sempre pensato o sperato che dir si voglia, nel trovar L’UOMO PERFETTO.
Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.
La prima volta che mi sono soffermata a pensare che forse un U.P. esisteva avevo 8 anni e in tv c’era il sorriso beffardo e mai dimenticato di Clark Gable.
Forse a quell’età sarebbero stati più…

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