Men, Women and Other Aliens

“The sender”

If WHB sends us a message that we would define “so-so”, or simply “stupid” , we will always be able to find a nice shade to it, a nice twist or a profound justification; but if TPU is sending it, then not even quoting Shakespeare would be able to move us. He probably also tries hard, thinks about it, writes, deletes, rewrites it.

Thr0ugh The Mirr0r

I have been thinking for a while that boys are divided into two general classes – within which we can obviously find different and varied nuances – That Poor Unfortunate (also called TPU) and the One Who Makes Us Beat The Heart (abbreviated as WHB).

We don’t like TPU.
WHB we do.

Easy and painless (more or less).

How to recognise them?

If WHB sends us a message that we would define “so-so”, or simply “stupid” , we will always be able to find a nice shade to it, a nice twist or a profound justification; but if TPU is sending it, then not even quoting Shakespeare would be able to move us. He probably also tries hard, thinks about it, writes, deletes, rewrites it. He could make up the most varied excuses just to get in touch with us. But nothing. He would not be able to  move us…

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Uomini, Donne & Altri Alieni

“Il Mittente”

Potrei star qui altri quindici minuti a dirmi che è colpa del messaggio, delle parole, della punteggiatura, ma la dura verità e che questo ragazzo è decisamente un QPD, potrebbe scrivere una canzone per me e mi farebbe lo stesso effetto di dover mangiare un minestrone sciapo in pieno agosto; e allora sorge spontanea la domanda, vale la pena impegnarsi tanto?

Thr0ugh The Mirr0r

32_ il mittente

È da un po’ che penso che i ragazzi si dividono in due categorie generali – al cui interno possiamo ovviamente trovare diverse e variegate sfumature- QuelPoveroDisgraziato ( anche dettoQPD) e ColuiCheCiFaBattereIlCuore (abbreviato inCBC).

QPD non ci piace.
CBC sì.
Facile e indolore (più o meno).

Come riconoscerli?  

Se CBC ci invia un messaggio così così, o proprio cretino, riusciremo sempre a trovargli una sfumatura carina, un risvolto simpatico o una giustificazione profonda; ma se a inviarlo è QPD, allora nemmeno citando Shakespeare riuscirebbe a smuoverci. Probabilmente si impegna anche tanto, ci pensa, scrive, cancella, riscrive. 

Si inventa le scuse più disparate solo per poterci contattare. Ma niente. Non ci smuove dall’educata risposta di cortesia.

(Di buono c’è da dire che il QPD di una potrebbe essere il CBC di un’altra… quindi mai disperare! Ma visto che Cupido è un bastardo, non ci…

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Books and Other Pleasures

“Holi, Spices and Magic”

It was Spring – Spring is especially felt in India, the traditional Holi festival, known as the “Festival of Colours”, is held. Hundreds of people overflow into the streets and throw coloured powders at each other until they cover everything with bright colours made from flower petals.

Thr0ugh The Mirr0r

A few years ago, with my friend Ilaria, we used to exchange books – a practice that you can only do with whom you really trust a lot, and which I no longer use today. –
Usually every two weeks. They cost so much and we only had pocket money available, so lend us the books was the only way to be able to read more.

In one of these exchanges, I gave her “The Mists of Avalon” to read, and she lent me Chitra Banerjee Divakaruni’s “Mistress of Spices” a novel with an exotic and mysterious air.

Magic was the common denominator.

But while the novel of Zimmer Bradley had a classical mythology, this is the tradition of Indian mythology.

The story of Tilo, the protagonist, is not obvious. From a heavy childhood and a somewhat proud character since childhood, she arrives on an island hidden from…

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Libri & Altri Rimedi

“Holi, Spezie & Magia”

“Ne dubitate? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti conosciuti dalle vostre nonne. Eccovene di nuovo uno: i semi di vaniglia imbevuti del latte di capra e strofinate sul polso vi proteggono dal malocchio. Ed eccone un altro: un pizzico di pepe ai piedi del letto, disposto a forma di mezzaluna, vi cura dagli incubi. Ma le spezie che hanno il vero potere vengono dalla mia terra natale, terra di ardente poesia, di piume d’acquamarina, di tramonti brillanti come il sangue.”

Thr0ugh The Mirr0r

“A volte mi chiedo se la realtà esiste davvero, se c’è veramente una natura delle cose, obiettiva e intatta. O se tutto ciò che ci accade è già modificato in anticipo dalla nostra immaginazione. Se sognando qualcosa gli diamo vita.” [1]

Qualche anno fa, con la mia amica Ilaria, avevamo l’abitudine di scambiarci i libri – una pratica che puoi fare solo con ch ti fidi veramente tantissimo, e che ad oggi non uso più. -Solitamente ogni due settimane. Costavano tanto e avevamo solo la paghetta a disposizione, perciò scambiarceli era l’unico modo per poterne leggere di più. In uno di questi scambi io le diedi da leggere “Le nebbie di Avalon”, e lei mi prestò “La maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni  un romanzo dall’aria esotica e misteriosa.
La magia era il comune denominatore.
Ma mentre il romanzo della Zimmer Bradley aveva una mitologia…

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Tv Series Rehab_eng

“Lunch with Felicity”

“Felicity” gave the impression that college was a wonderful place for meetings and network.
After three years with the same people, and two others ahead, it looked like heaven! Not that I was not happy with my class, at least with part of it, but the image of American colleges is always idyllic and makes me want to go not so much to join classes (almost always unjustified absent) but for the dormitories, the refectory, the everyday jobs, the study groups (which did everything except studying).

Thr0ugh The Mirr0r

<<I trust you, Felicity. This is my drama: for better or for worse, I always believe in you.>>


When I used to come back from high school starving, I often had to wait for my brother to  return, hence to avoid eating the plate and the tablecloth, I used t turn on the TV hoping there was something decent that could distracted me. Of course, lunchtime was my mother’s turn to choose what to watch, but from time to time she let us select the series provided it was something she liked too. That’s how I started watching “Felicity”.
It was the end of May, the school luckily was almost at the end but that meant classroom work in a burst, so the idea to get out of that nightmare and start the university where – naively I thought – I could handle all my time, was a real relief.

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Tv Series Rehab

“A pranzo con Felicity”

l’immagine dei college americani è sempre idilliaca e fa venire voglia di andarci non tanto per frequentare le lezioni (quasi sempre assenti ingiustificate) ma per i dormitori, la mensa, i lavoretti, i gruppi di studio (che tutto fanno fuorché studiare).
Oggi di serie tv di questo genere siamo pieni, ma a “quell’epoca” era una novità, perciò ne rimasi affascinata.

Thr0ugh The Mirr0r

<<Io ti credo, Felicity. È questo il mio dramma: nel bene o nel male, credere sempre in te.>>

Quando tornavo dal liceo con una fame da lupi, mi capitava spesso di dover aspettare il rientro di mio fratello, e per evitare di mangiarmi il piatto e la tovaglia, accendevo la tv sperando ci fosse qualcosa di decente che mi distraesse.
Ovviamente l’ora di pranzo era il turno di mia madre di decidere cosa guardare, ma di tanto in tanto ci lasciava scegliere, purché potesse piacerle.
È così che ho cominciato a guardare “Felicity”.
Era la fine di Maggio, la scuola fortunatamente era agli sgoccioli, ma questo voleva dire compiti in classe e interrogazioni a gogo, perciò l’idea di uscire da quell’incubo e cominciare l’università dove – ingenuamente pensavo – mi sarei potuta gestire io tutto il mio tempo, era un vero sollievo.

Felicity[1]” poi, dava l’idea…

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A Dip in the Classics

Classics: “Pride & Prejudice”

Austen is considered one of the first to tell about the condition of women and the difficulties she encounters in wanting to be free from the usual patterns, the first to incriminate the fact that knowledge was exclusively male prerogative and how marriage was the only beach assigned to women to have respect and a certain self-sufficiency.

Thr0ugh The Mirr0r

“Vanity and pride are different things, though the words are often used synonymously. A person may be proud without being vain. Pride relates more to our opinion of ourselves, vanity to what we would have others think of us.”[1]

I have never been a big fan of love stories, but when, for school reasons, I had to read “Pride & Prejudice”, I changed my mind, not all the “pink” genre is to be discarded. There are stories that go far beyond simple sentimentality, that get inside, that transmit us so much that we want to reread them.

And so, it was with Austen’s novel, which I reread over and over until I could almost recite it from memory. Love stories are usually almost always the afflictions of little girls, attempts at emotional pornography when compared to the social anthropology that Austen develops novel after novel.

For two hundred years…

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Libri & Altri Rimedi · Un tuffo nel Classico

I Classici: “Orgoglio & Pregiudizio”

Ma, come sempre, vi consiglio di leggere l’originale, sia per il linguaggio ottocentesco così affascinante (specialmente in inglese), sia per le ambientazioni, ma soprattutto perché Austen riesce a catturare il lettore già dalle prime pagine e ci si ritrova catapultati immediatamente in quell’atmosfera, si riesce a scorgere la bella campagna inglese senza bisogno del supporto cinematografico. Il romanzo ci permette di calarci nei panni di qualcun altro, viviamo la sua esperienza, guardiamo con i suoi occhi; alla fine torniamo in noi, chiudiamo il libro e, se si tratta di un buon libro, avremo la sensazione di essere cambiati, come se avessimo vissuto noi tutto ciò che è accaduto ai personaggi di cui abbiamo letto.

Thr0ugh The Mirr0r

“Non puoi, per amore di una persona, mutare la sostanza dei principi e dell’integrità morale, come non puoi cercare di convincerti, o di convincere me, che l’egoismo è prudenza, e l’incoscienza del pericolo una garanzia di felicità.”[1]

Non sono mai stata grande fan delle storie d’amore, ma quando, per esigenze scolastiche, ho dovuto leggere “Orgoglio & Pregiudizio”[2], mi sono ricreduta, non tutto il genere “rosa” è da scartare. Ci sono storie che vanno ben oltre il semplice sentimentalismo, che entrano dentro, che ci trasmettono così tanto da aver voglia di rileggerle.

E così è stato per il romanzo della Austen, che ho riletto più e più volte fino quasi a poterlo recitare a memoria. Le storie d’amore solitamente sono quasi sempre afflizioni di ragazzine, tentativi di pornografia emotiva se paragonate all’antropologia sociale che la Austen sviluppa romanzo dopo romanzo.


L‘orgoglio si riferisce all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a ciò che vorremmo gli altri pensino di noi.”[3]

Qualora non l’aveste…

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Tv Series Rehab_eng

“Spy hunter”

Unlike other series that I watched in one breath, I distributed Homeland in the various long, cold, dark winters, with a maximum of three episodes a week, because the topics covered are still a weak point for me, too painful comparison with reality. –

Thr0ugh The Mirr0r

To whom we have to trust, we ask ourselves questions in Homeland. Of the war hero believed dead in Iraq, found and released after years of imprisonment, who has perhaps become, in the meantime, an Al Qaeda spy? Or the only CIA agent who suspects the threat, but who, at the same time, exceeds with the use of drugs and seems to have some misplaced wheels?

In your opinion, having read some of my articles, what attracted me to “Homeland”? The “spy hunt”? how they translated the title in Italy? Because  

I have always been fascinated by the CIA? For an insane desire to watch in the fictions what we unfortunately already find  in the news? – ie: that the terrorists are our neighbors, people we meet every day.

No. Or rather, they are all good points, but what convinced me to start this TV series was to…

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Tv Series Rehab

“Caccia alla Spia”

A differenza di altre serie che ho guardato tutto d’un fiato, Homeland l’ho scaglionata nei vari lunghi, freddi, bui inverni, con un massimo di tre episodi alla settimana, perché le tematiche trattate sono ancora un punto debole per me, troppo doloroso il confronto con la realtà.

Thr0ugh The Mirr0r

A chi ci si può dare credito, ci si interroga in Homeland. All’eroe di guerra creduto morto in Iraq, rinvenuto e scarcerato dopo anni di prigionia, che forse è diventato, nel frattempo, una spia di Al Qaeda? O dell’unica agente della Cia che sospetta la minaccia, ma che, nello stesso tempo, eccede nell’uso di farmaci e sembra avere qualche rotella fuori posto?

Secondo voi, avendo letto un po’ dei miei articoli, cosa mi ha attirato di “Homeland”? La “caccia alla spia”? come in Italia[1]hanno tradotto il titolo? Perché sono sempre stata affascinata dalla CIA? Per un’insana voglia di guardare anche nella fiction quello che purtroppo già scopriamo dai telegiornali? – e cioè che i terroristi sono i nostri vicini di casa, persone che incontriamo ogni giorno.


No. O meglio, sono tutti punti a favore, ma a farmi iniziare questa serie tv è stato aver saputo…

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