“Tre scrittori: Una storia”

In un’intervista l’autore ha affermato che con questo libro mirava a ottenere sui suoi lettori lo stesso effetto che ha avuto su di lui la serie TV Homeland :

“Vedi una puntata, poi un’altra, poi cominci a fare delle stupidaggini tipo vederne quattro di fila di notte così il giorno dopo non riesci a lavorare… La mia ambizione era ottenere lo stesso risultato con un libro”
Secondo me ci è riuscito, questo romanzo con la numerazione dei capitoli al contrario (parte dal 31 e inizia un conto alla rovescia) inizia lento, aggancia il lettore, lo intriga con pochi personaggi e un piccolo problema. Poi accelera, sempre di più, e introduce sempre più personaggi e sempre più intrighi, fino a che ormai non si può non finire!

Thr0ugh The Mirr0r

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“So solo che la vita è fatta di scelte e bisogna saperle fare nell’ordine giusto.” [1]

Forse779 pagine sono troppe, poteva tagliare qua e la e sarebbe uscito comunque un ottimothriller,sì, forse la scrittura è ancora un po’ acerba e i colpi di scena sono abbondanti ma troppo isolati verso il finale.

Tutte critiche più che giuste che si trovano facilmente in giro e che hanno fatto diJoel Dicker[2]il perfetto alter ego del protagonista del suo romanzo: Marcus Goldman, giovane scrittore di successo che dopo il primo boom si ritrova intrappolato nel blocco dello scrittore. E per superarlo si rivolge al suo mentore, Harry Quebec, uno scrittore di successo diventato insegnante e che si ritrova indagato per un omicidio avvenuto più di trenta anni prima…

“Oltre a essere effimera, la gloria non è priva di conseguenze.” [3]

Leggere questo libro…

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“Un albero, un plaid & profumo di Battenberg cake”

Voi ci credete nella magia?
Non parlo della lettura della mano o delle cialtronerie da quattro soldi, intendo la magia, quella vera, quella che ti fa essere in due posti contemporaneamente per esempio.

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 «Nel complesso si può essere soddisfatti della mia esibizione di oggi. Forse una parte di me ha ancora voglia di farsi riconoscere, ma il brivido del pericolo è stato vivo tutto il giorno, mentre cercavo di non ostentare troppa familiarità con gli edifici, le regole, le persone»[1]

Voi ci credete nellamagia?

Non parlo della lettura della mano o delle cialtronerie da quattro soldi. tumblr_o7qhgwlrcs1uxbjjso1_500Intendo la magia, quella vera, quella che ti fa essere in due posti contemporaneamente per esempio.

Io sì.
Perché quando leggo sono in tre luoghi allo stesso tempo: quello fisico, quello del romanzo, e quello nella mia testa.

Non succede sempre, non con tutti i libri, ci deve essere un’alchimia particolare, un certo tipo di scrittura, la trama deve essere molto accattivante, in grado di portarmi via, di farmi dimenticare il qui e ora.

«L’insegnamento è una partita di inganni…

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“A volte per rimanere Sani di mente bisogna diventare Pazzi”

Sarò io ipocondriaca ma dopo aver letto la definizione mi sono cominciata a preoccupare!

Ho visto il film, e ne sono rimasta incantata, così ho cercato e trovato il libro, l’ho letto in due giorni seduta accanto al termosifone con una tisana allo zenzero e goji e una copertina. A terra, non lo so perché, ma mi sentivo più a mio agio nonostante il gelo.

Thr0ugh The Mirr0r

«La gente ti chiede: come ci sei finita? In realtà, quello che vogliono sapere è se c’è qualche probabilità che capiti anche a loro. Non posso rispondere alla domanda sottintesa. Posso solo dire che è facile.»[1]

tumblr_mstgxp6uui1si0eu0o1_500Non mi capita spesso di vedere prima il film  – bellissimo, emozionante, coinvolgente e che consiglio vivamente! – e poi cercare il libro dal quale è tratto, in questo caso però sarebbe stato difficile scovarlo, perché “La ragazza interrotta” è stato per anni nel reparto di psicologia, essendo più che un romanzo, un vero e proprio diario dell’autrice e dei suoi anni interrotti. Quasi ironico che sia stato frainteso come genere, perché è esattamente ciò che è successo alla protagonista. A diciassette anni Susanna Kaysen, dopo una sommaria visita di un medico che non aveva mai visto prima, viene spedita in una clinica psichiatrica. Passerà i due anni successivi nel reparto…

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“La legge del 4, chi è il 67?”

Dopo il prologo la descrizione si sposta nel 1931 e ci racconta del piccolo Teddy e della sua prima uscita in barca, spiegando in poche battute perché odia il mare e la navigazione e come mai pur essendo un agente federale dalla reputazione di duro e incorruttibile, temuto da colleghi e nemici, sul traghetto che nel 1954 – anno della trama principale – porta lui e il suo nuovo collega Chuck su Shutter Island, passi tutto il trasbordo nel bagno a rigettare.
Poche pagine e ci sembra di conoscere benissimo Teddy Daniels. Ci accorgeremo ben presto che non è affatto così!

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Oggi, avvolta da un temporale autunnale, ho deciso che parlerò di un libro che potrebbe essere l’emblema del thriller psicologico, un romanzo che tiene sulle spine, confonde, mette ansia e paura “e se succedesse a me?”, ma che allo stesso tempo tranquillizza per l’epoca remota in cui è ambientata, per la distanza col reale “a me non succederebbe mai”.

Sicuramente conoscete il film che ne hanno tratto, ma vi assicuro che vale la pena mettersi sulla poltrona e leggere il libro! Sto parlando di “Shutter Island[1]”, di Dennis Lehane[2], editato in Italia con l’ambiguo titolo “L’isola della paura”, dico ambiguo perché non so voi ma io con questo titolo mi sarei aspettata un horror classico tipo “La casa” o “So cosa hai fatto”. Invece è un avvincente thriller psicologico, 345 pagine di romanzo, ambientato su Shutter Island per l’appunto, un’isola misteriosa e inarrivabile…

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“Vietato bere il cappuccino dopo le 14”

Inutile sottolineare che dovete leggerli seduti al bar dopo aver ordinato qualcosa di assurdo che faccia storcere la bocca al barrista (con due r, come vuole Massimo).

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C’è un orario d’Estate in cui fuori non si può stare. Che siate amanti del mare o della montagna, il sole, per dirla alla romana, “’ncoccia[1]” e volenti o nolenti bisogna trovare riparo. Che soffriate il caldo o lo amiate quell’orario è infame per tutti.
Voglio dire, lo ricordano perfino i telegiornali….

grhowivQuell’orario tra le due e le quattro del pomeriggio: È insofferente. È l’ora della pennica[2] di anziani, bambini e oziosi.
L’ora del niente in tv.
Della noia.

Ed è l’orario in cui Massimo Viviani[3]mai e poi mai ti preparerebbe un cappuccino, e fa bene! Perché il cappuccino è una bevanda che si accosta bene alla mattinata, col cornetto o una crostata  magari, ma non certo con la merenda, le pizzette o i tramezzini come vorrebbero i turisti!!!!

tumblr_ni7pckcpij1tq4of6o1_500Massimo è un ex matematico, divorziato, che ha abbandonato l’università per dedicarsi al bar dopo…

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I Classici: “Harry Potter”

Always.

Non penso mi stancherò mai di questa saga. Di rileggerla e riscoprirla. Di appassionarmi, piangere, ridere, arrabbiarmi con questi magnifici personaggi.

Sarà sempre il mio grande amore letterario.

Thr0ugh The Mirr0r

<< Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.>>[1]

 

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Potrei scrivere un trattato su questa storia, perché niente prima né dopo mi ha emozionato così profondamente!
7 libri (tradotti in 77 lingue + altri 4 di contorno), 8 film, un fandom che va oltre i confini terracquei e milioni, ma che dico, miliardi, di curiosità e spin off[2], e ancora non si spegne la fiamma dell’interesse.

 

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Corvonero:  I membri di questa casa sono caratterizzati dal loro ingegno. Sono molto eccentrici e risultano alle volte incompresi, ma sono comunque in grado di stringere molte amicizie. Le caratteristiche che contraddistinguono…

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“Un difetto necessario”

Mi sono molto divertita a leggere questo libro, accompagnandolo a un buon bicchiere di vino bianco e Bach*, seguendo Don nella ricerca non solo della “moglie ideale”, ma di un’avventura che gli sconvolga la vita

Thr0ugh The Mirr0r

«Un libro straordinariamente intelligente, divertente e trascinante, che ti riconcilia con te stesso e le tue capacità. Ho acquistato e distribuito parecchie copie ai miei amici. È certamente uno dei libri più profondi che abbia letto da molti anni a questa parte.»

 

Dopo una recensione del genere da parte di Bill Gates come potevo non comprare questo libro?

Non che mi faccia molto influenzare dalle recensioni in realtà, anzi, più è di moda meno mi fido, ma la trama di fondo mi incuriosiva – Don è un professore di genetica all’Università di Melbourne che di recente ha fatto una scoperta incredibile: gli uomini sposati sono mediamente più felici di quelli single. Per questo ha deciso, da scienziato qual è, di trasformare il fatto che non ha una compagna e non gli è mai riuscito di trovarne una, in un progetto: il Progetto Moglie. -, il personaggio principale sembrava molto…

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“A spasso nella psiche”

 

<<”Laurie perché hai paura?”.
Il piagnucolio si trasformò in un pianto soffocato, infantile, ma non ci fu alcuna risposta.
“Debbie sei tu?” riprese Justin “dimmi perché”>>[9]

Io adoro i thriller psicologici!!!! Ne sto leggendo alcuni in queste settimane e non vedo l’ora di parlarvene. Ma per ora vi riconsiglio questo 💖

Thr0ugh The Mirr0r

<<Poiché Sarah, la sorella maggiore, era a una festa di compleanno di amici coetanei, sarebbe stata Beth, una ragazza che a volte si occupava di lei la sera, ad accompagnarla in piscina. Ma Beth, non appena era arrivata a casa, si era attaccata al telefono.>>[1]

tumblr_mhwl9ni32b1rm0llio1_500Il fenomeno della personalità multipla[2]mi ha sempre affascinato e spaventato, l’idea che una persona possa “ospitare” diverse e numerose individualità (dalle due alle dodici dicono i medici), di cui la principale è solitamente ignara delle altre, è inquietante e allo stesso tempo una grandissima risorsa artistica.

Da drammaturgo l’idea di scrivere un personaggio che ha in sé diverse personalità è allettante e per un attore sarebbe una sfida incredibile, fare dodici ruoli in uno, ci pensate?

<<Istintivamente si guardò allo specchio e rimase sconvolta vedendo la propria immagine riflessa. Era pallidissima e aveva gli occhi cerchiati. Il suo viso era sempre…

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“Le ragazze del treno”

In questi giorni sto leggendo (ve ne dirò di più a breve) un libro di un’autrice che si è evidentemente ispirata a questo tipo di narrazione, e che continuo a trovare davvero coinvolgente!!

Pochi personaggi ma tutti narratori…. Intrigante.
Continuo a consigliarlo!!

Thr0ugh The Mirr0r

tumblr_maol8eolpc1r7ou24o1_500Settembreè un mese strano, è il nono dell’anno solare tuttavia è un mese di inizio.

La scuola inizia in Settembre, il lavoro dopo le ferie ricomincia a Settembre, i nuovi progetti, le diete, lo sport, gli esami, le visite mediche, le serie tv!

Tutto sembra essersi infilato a forza in questo mese di trenta giorni in cui si dice arrivederci all’Estate e ci si rassegna all’accorciarsi delle giornate.

Non mi è mai piaciuto Settembre.

Mi è sempre sembrato un mese-trabochetto: piove col sole, non si sa come vestirsi, tutte le mete vacanziere costano meno ma non si ha il tempo di andarci, dà speranze e poi se le riprende subito.

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<<I treni che sfrecciano mi ricordano in continuazione che io sono ferma qui, che non vado da nessuna parte.>>[1]

Purtroppo però non posso entrare in letargo e seguire il consiglio dei Green Day alla lettera[2], quindi…

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“London Calling: La Trilogia di Cormoran Strike”

Quanto mi manca Londra, con le sue vette grige e i parchi smisurati….
quest’anno temo proprio di non riuscire ad andare, sarà per il prossimo? chissà, intanto posso tornarci leggendo….
e anche voi!

Thr0ugh The Mirr0r

la-trilogia-di-cormoran-strike  Graphic by: Federica

Londraè una delle città che preferisco al mondo. Ci sono stata 9 volte, in tutte le stagioni, ci ho anche vissuto per un po’: l’ho vista nella nebbia di Ottobre, sotto la neve di Gennaio, nella pioggia di Agosto e nell’afa di Giugno.

Ho esplorato la parte turistica e quella di chi ci vive, sono stata nei quartieri ricchi e in quelli poveri.
Mi sono innamorata degli accenti dei passanti e dei colori bizzarri, mi sono adattata al cibo, alla temperatura un po’ meno.

Non è sempre stato così, in realtà la prima volta ci sono andata per studiare, ero in uno di quei gruppi estivi organizzati dal lavoro di mio padre. Un’occasione per farsi nuovi amici più che altro.
Non pensavo che mi sarei infatuata così tanto di questa città. Ma come poteva essere altrimenti? Con le sue mille culture e odori e rumori. Una città…

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