Un tuffo nel Classico

I Classici: “Lo strano caso del Dottor Jekyll & Mr Hyde”

Ma è davvero così semplice?
La distinzione buoni/cattivi è davvero così netta?
E un’azione buona fa di una persona, una persona buona?
E un atto cattivo, rende automaticamente quell’individuo cattivo?

Thr0ugh The Mirr0r

« Ma l’intrinseco dualismo delle mie intenzioni gravava su di me come una maledizione, e mentre i miei propositi di pentimento cominciavano a perdere mordente, la parte peggiore di me, così a lungo appagata, e di recente messa alla catena, prese a ringhiare. (…) e come accade a chi persegue vizi privati, alla fine cedetti agli assalti delle tentazioni. (…) e questa breve condiscendenza al male che avevo in me finì per distruggere l’equilibrio della mia anima. » [1]

Tutti abbiamo dentro una doppia natura. Una parte più animalesca, istintiva, feroce, irrazionale; regalo dei nostri avi, della nostra evoluzione. E una parte ammaestrata, più docile, razionale, civilizzata; dono del progresso e dell’essersi autoproclamati animali-sociali.
Solitamente le due parti convivono pacificamente, e a seconda delle esigenze ne prevale una o l’altra. Sempre moderate. Sempre coese.
Succede a volte, però, che per effetti inspiegabili della nostra umana chimica, delle occasioni, delle…

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Libri & Altri Rimedi · Un tuffo nel Classico

I Classici: “Orgoglio & Pregiudizio”

Ma, come sempre, vi consiglio di leggere l’originale, sia per il linguaggio ottocentesco così affascinante (specialmente in inglese), sia per le ambientazioni, ma soprattutto perché Austen riesce a catturare il lettore già dalle prime pagine e ci si ritrova catapultati immediatamente in quell’atmosfera, si riesce a scorgere la bella campagna inglese senza bisogno del supporto cinematografico. Il romanzo ci permette di calarci nei panni di qualcun altro, viviamo la sua esperienza, guardiamo con i suoi occhi; alla fine torniamo in noi, chiudiamo il libro e, se si tratta di un buon libro, avremo la sensazione di essere cambiati, come se avessimo vissuto noi tutto ciò che è accaduto ai personaggi di cui abbiamo letto.

Thr0ugh The Mirr0r

“Non puoi, per amore di una persona, mutare la sostanza dei principi e dell’integrità morale, come non puoi cercare di convincerti, o di convincere me, che l’egoismo è prudenza, e l’incoscienza del pericolo una garanzia di felicità.”[1]

Non sono mai stata grande fan delle storie d’amore, ma quando, per esigenze scolastiche, ho dovuto leggere “Orgoglio & Pregiudizio”[2], mi sono ricreduta, non tutto il genere “rosa” è da scartare. Ci sono storie che vanno ben oltre il semplice sentimentalismo, che entrano dentro, che ci trasmettono così tanto da aver voglia di rileggerle.

E così è stato per il romanzo della Austen, che ho riletto più e più volte fino quasi a poterlo recitare a memoria. Le storie d’amore solitamente sono quasi sempre afflizioni di ragazzine, tentativi di pornografia emotiva se paragonate all’antropologia sociale che la Austen sviluppa romanzo dopo romanzo.


L‘orgoglio si riferisce all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a ciò che vorremmo gli altri pensino di noi.”[3]

Qualora non l’aveste…

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Un tuffo nel Classico

I Classici: “Dracula”

Di vampiri la letteratura (“Intervista col vampiro” – “Twilight” – “Le notti di Salem” –“Il Discepolo”) e la cinematografia (“Dal tramonto all’alba” – “Ragazzi perduti” – “30 giorni di buio” – “Nosferatu”) sono pieni, e da una decina di anni i mangiatori di sangue – tradizionali o vegetariani – si stanno facendo strada anche nella serialità televisiva (“Angel”- “True Blood” – “The vampire diares”- “AHS Hotel”- “The originals” ), ma forse non tutti sanno che nessuno di questi prodotti sarebbe mai potuto venire alla luce senza il capostipite: il primo, favoloso, spaventoso, lunghissimo e impegnativo romanzo epistolare “DRACULA” di Bram Stoker.

Thr0ugh The Mirr0r

32_ Dracula Graphic by: Gioia

“Il volto era grifagno, assai accentuatamente tale, sporgente l’arco del naso sottile con le narici particolarmente dilatate; la fronte era alta, a cupola, e i capelli erano radi attorno alle tempie, ma altrove abbondanti. Assai folte le sopracciglia, quasi unite alla radice del naso, cespugliose tanto che i peli sembravano attorcigliarvisi. La bocca, per quel tanto che mi riusciva di vederla sotto i baffi folti, era dura, d’un taglio alquanto crudele, con bianchi denti segnatamente aguzzi, i quali sporgevano su labbra la cui rossa pienezza rivelava una vitalità stupefacente in un uomo così attempato. Quanto al resto, orecchie pallide, assai appuntite all’estremità superiore; mento marcato e deciso, guance sode benché affilate. L’effetto complessivo era di uno straordinario pallore.[1]

Il termine vampiro deriva dal magiaro “vampyr”, dalla parola lituana “wempti”, che vuol dire “bere”, da quella turca “uber”, “essere diabolico”, e dalla radice slava “pi”, “stregone…

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I Classici: “Il Signore degli Anelli”

Eccomi qui, sto per farlo, sto per leggere (e di conseguenza poi guardare) la SAGA DELLE SAGHE, fatemi un grande in bocca al lupo xD

Thr0ugh The Mirr0r

anelliMano sul cuore. Come quando sento l’inno nazionale. È così che reagisco istintivamente quando mi parlano del Signore degli Anelli.

Mi basta sentirla nominare ed ecco che sono lì, nella Terra di Mezzo. Non (solo) quella di Peter Jackson, ma quella “vera”, quel luogo interamente formato dall’immaginazione, pieno di miti, eroi ed epica. Un luogo al quale tornare ogni tanto per evadere da un mondo meccanizzato e vivere avventure straordinarie, anche quando ci si sente piccoli, come degli Hobbit.

Come molti fan della mia età, la mia prima visita alla Terra di Mezzo è stata a distanza, attraverso la lente del cinema, o ad essere precisi di uno dei primissimi schermi giganti a cristalli liquidi messi sul mercato.

Era il 2001, avevo dieci anni e mi annoiavo a morte in un negozio di elettronica, al seguito dei miei genitori; mentre girovagavo tra i nuovissimi lettori dvd, che si apprestavano a…

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I Classici: “La Divina Commedia”

Io ho talmente amato questa Opera che la portai come traccia della tesina all’esame di Maturità, e ancora oggi nelle giornate uggiose, mi ritrovo a sfogliarla e rileggere qualche brano, a chiedermi come abbia fatto a scrivere una cosa del genere, tanto potente, tanto attuale allora quanto adesso, eternamente contemporanea!!!

Thr0ugh The Mirr0r

28_divina commediaGraphic by: Federica

’Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. 

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore. 

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterna duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’. [1]

La maggior parte di voi l’ha studiata a scuola, e magari l’ha anche un po’ odiata, avendo dovuto passare ore ed ore ed ore ed ore a farne la parafrasi, ad analizzarla, a trascriverne i versi o a doverla imparare a memoria.
E per questo la maggior parte di voi, non l’ha letta davvero.

Chi l’ha letta sul serio, senza la fatica dell’interrogazione sulle spalle, senza la paura del compito in classe, chi se l’è goduta per semplice diletto, non può non amarla.

La Divina Commedia…

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I Classici: “Harry Potter”

Always.

Non penso mi stancherò mai di questa saga. Di rileggerla e riscoprirla. Di appassionarmi, piangere, ridere, arrabbiarmi con questi magnifici personaggi.

Sarà sempre il mio grande amore letterario.

Thr0ugh The Mirr0r

<< Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.>>[1]

 

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Potrei scrivere un trattato su questa storia, perché niente prima né dopo mi ha emozionato così profondamente!
7 libri (tradotti in 77 lingue + altri 4 di contorno), 8 film, un fandom che va oltre i confini terracquei e milioni, ma che dico, miliardi, di curiosità e spin off[2], e ancora non si spegne la fiamma dell’interesse.

 

harry-potter  Graphic by: Federica

Corvonero:  I membri di questa casa sono caratterizzati dal loro ingegno. Sono molto eccentrici e risultano alle volte incompresi, ma sono comunque in grado di stringere molte amicizie. Le caratteristiche che contraddistinguono…

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I Classici: “Il ritratto di Dorian Gray”

Ma se ci venisse data la possibilità di farla franca da ogni peccato, infrazione, maldicenza?
Se a pagare per i nostri peccati fosse un quadro?
Saremmo ancora così moralisti? Resteremmo comunque ancorati al nostro giudizio?

Thr0ugh The Mirr0r

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“Gli piace indubbiamente” rispose Lord Henry. “A chi non piacerebbe? È una delle migliori opere dell’arte moderna. Vi offro in cambio tutto quello che vi piaccia chiedermi. Desidero possederla.”
“Non mi appartiene, Henry.”
“E di chi è?”
“Di Dorian, naturalmente” rispose il pittore.
“Fortunato mortale!”
“Com’è tragico” mormorò Dorian Gray, gli occhi fissi sul suo ritratto “com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane. Giovane quale io sono in questa giornata di Giugno. Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io dovessi rimanere sempre giovane, e il ritratto diventasse vecchio! Per questo, per questo, darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei anche la mia anima per questo!”.[1]

Venerdì 20 giugno 1890,Oscar Wilde[2] dà alle stampe la prima versione de Il ritratto di Dorian Gray: la straordinaria storia del giovane Dorian che vive nella Londra…

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I Classici: “Il Conte di Monte Cristo”

ahhhhhhhhh è proprio tempo di una rilettura *-*

Thr0ugh The Mirr0r

“Le ferite morali hanno questo di particolare: che si nascondono, ma non si rimarginano; sempre dolorose, sempre pronte a sanguinare quando si toccano, rimangono perennemente vive e aperte in fondo al cuore”[1]

 

tumblr_mvsihbgmoa1rsbzcro9_500Ho tenuto questo classico in attesa per ben tre anni.
Fermo in libreria, ogni tanto mi ci avvicinavo, lo sfogliavo, leggevo qualche frase e lo riponevo.
Non mi sentivo pronta, non era il momento.
Come ho già detto, un libro, un grande classico in particolare, richiede la giusta attenzione, la voglia impellente di immergersi nelle sue pagine da parte del lettore e non la brama di dire “l’ho letto, sono stato bravo”.

Non è una gara a chi è più intelligente, non ci sono premi per chi si imbelletta di intellettualismo.
Un buon libro, come un buon vino, deve essere preso coi tempi giusti, decantato, assaggiato e, solo se giusto al palato, bevuto tutto di un…

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I Classici: “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”

È sempre l’ora del tè ⏰

Thr0ugh The Mirr0r

“<<Alice ma tu ogni tanto impari qualcosa dalle tue esperienze passate o cosa?>>
<<Cosa.>>”[1]

tumblr_mgp8p7cukm1s1lrubo1_400<<Questo libro parla con me!>>
Quante volte lo abbiamo pensato di fronte ad un romanzo? Una storia che sembra davvero avvicinarsi alla nostra quotidianità, o che per qualche misteriosa ragione risveglia un’emozione, un ricordo, un odore…

Forse il vero grande pregio dei “grandi classici” è quello di ridestare sempre questa meravigliosa sensazione di appartenenza, di verità. Nonostante le storie possano essere lontane nel tempo e nello spazio, riescono senza indugio a restare sempre presenti e trovare quel lettore che esclamerà <<Questo libro parla con me!>>.
CON me, non DI me. C’è differenza.

A me succede ogni volta che rileggo“Le avventure di Alice nel Paese Delle Meraviglie”.

gif-of-alice-falling-through-the-looking-glass-gifE’ come se mi proiettasse davvero nel suo mondo fantastico e con le citazioni mi desse risposte a domande che nemmeno sapevo di voler porre.

“Un giorno Alice…

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I Classici: “Madame Bovary”

“Cosa c’è di meglio, infatti, che stare la sera con un libro accanto al fuoco, mentre il vento batte sui vetri, e la lampada arde?”[1]   Ah, come darti torto Flaubert, è un piacere inestimabile, specialmente se sei in quarto superiore e per le vacanze di Pasqua ti hanno riempito di compiti come se avessi… Continue reading I Classici: “Madame Bovary”