“L’esperimento”

Sarei tentata di rifarlo…. ma purtroppo quest’anno le tecnologie mi servono a sopravvivere ad un’estate senza vacanze!

Thr0ugh The Mirr0r

basta<<Adesso basta! Ho deciso! Voglio stare una settimana senza le nuove tecnologie. Ce l’hanno fatta per generazioni e generazioni in passato, io stessa sono nata quando la maggior parte di questi oggetti diabolici non erano stati commercializzati, perciò lo faccio.
Spengo tutto.>>

Ho iniziato questo esperimento tornata dalle vacanze. Essendo stata all’estero ero già parzialmente disintossicata e mi è sembrato il momento propizio. Un po’ ero stanca di questa specie di interdipendenza fra me e il computer e un po’ ho pensato che se dovesse succedere un’ecatombe, un blackout, vorrei saper fare qualcosa anche senza il supporto tecnologico.

[Io non vorrei fare la parte della credulona ma… appena ho dichiarato di potercela fare senza tecnologia mi è venuta l’influenza! E non di quelle leggere, vi risparmio i dettagli ma diciamo che il primo giorno anche volendo non mi sarei potuta avvicinare a null’altro che le ceramiche del bagno.]

 Il…

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“Ci vuole un FISICO BESTIALE (per non parlare del sistema nervoso…)”

Avete mai ricevuto una proposta a cui avreste voluto dire di no, ma poi ripensandoci vi siete buttati in un'avventura decisamente non alla vostra portata? Beh ovviamente io sì. Eccovi il racconto di una domenica da incubo. Primo giorno di ferie di una mia amica, che per comodità chiamerò B., mi propone una rilassante domenica … Continua a leggere “Ci vuole un FISICO BESTIALE (per non parlare del sistema nervoso…)”

“Biancaneve ai tempi dello Smartphone”

Mi sono spesso ritrovata a fantasticare su racconti meravigliosi non perché adori la parte romantica, anzi tutto l’opposto, ma il richiamo di luoghi mitici ha inevitabilmente catturato anche me.
Certo con l’avanzare del tempo la visione fiabesca della vita ha iniziato ad annebbiarsi, eppure la colpa non è da attribuire di certo agli scrittori di quelle storie che a loro modo raccontavano la visione di un posto incantato dove vivere, quanto piuttosto reputo colpevole una realtà moderna che di favoloso non ha più nulla

Thr0ugh The Mirr0r

Dopo aver letto un titolo come questo ci si aspetta che l’articolo inizi con “C’era una volta….” e se lo vogliamo fare ancora più d’effetto “C’era una volta in una terra molto lontana….” sì perché se si racconta di Principi Azzurri, matrigne cattive e animali del bosco con capacità di parola non può di certo essere una storia che si svolge sotto casa o l’inganno si scopre subito.

tumblr_le7cf9vwlp1qzfcq4o1_500Vi devo confessare che sono una grande amante delle favole, anche alla veneranda età di [X alla sesta] – radice quadrata di Y fratto 2 (chi ha detto che la matematica non serve nella vita di tutti i giorni?!) resto comunque ammaliata e affascinata dai racconti fiabeschi di un mondo che ogni bambina ha ingenuamente sognato di visitare. Giusto per rendere l’idea sono una di quelle giovani adulte che si fionda all’interno di un Disney Store e compra…

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“Capodanno”

Mi rendo conto che con queste risposte evasive le mie azioni stanno subendo un clamoroso tracollo. Però ho le manette, aggiungo di getto.
Davvero? Le devo assolutamente vedere, trilla eccitata.
A quel punto, con lentezza studiata, le tiro fuori e le faccio roteare sotto le luci. Manette!! Esclamano in coro, ci fai vedere come si usano?

Thr0ugh The Mirr0r

Ma il Ministero è aperto anche a Capodanno? Mi chiede mamma dalla cucina mentre è occupata a preparare il cenone. E come mai ci devi andare proprio tu? Aggiunge.
Te l’ho detto, un collega si è ammalato e lo devo sostituire io che sono l’ultimo arrivato, urlo dalla mia camera mentre preparo il borsone da viaggio.
Ma stasera abbiamo invitato gli zii e verranno anche i tuoi cugini. Mangeremo gli spaghetti alle vongole, il fritto di pesce e il baccalà con le papaccelle*che ti piace tanto, perché non resti? Insiste speranzosa.

– Non ce la posso fare, penso. Un altro cenone a casa con genitori e “parentacci” no, potrei morire. –
No mamma, devo proprio andare; salutami tu gli altri, le dico dandole un bacio.

Io faccio il poliziotto, ve l’ho detto? E non è raro essere di servizio anche durante le festività. Stavolta…

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“Il Passaporto”

A ripensarci…. che figura di m**

Thr0ugh The Mirr0r

“La Polizia siamo noi!”

Quante volte ho sognato di dire questa frase magari ribattendo a qualche prepotente, di quelli che minacciano con frasi tipo “lei non sa chi sono io e se non ….. chiamo la Polizia”. Guardi che “la Polizia sono io!” Tié! Vuoi mettere la soddisfazione?

im-the-boss-gif-morgan-freemanPer la verità, una volta questa frase l’ho sentita, ero li, ma non ne vado fiero.

Dunque: 1985 (molti di voi nemmeno erano nati, e sarà difficile capire che all’epoca non era tutto così veloce come oggi, non c’erano tutte queste tecnologie ad aiutarci.) Sono un poliziotto e lavoro al Ministero dell’Interno. Ci vado in macchina e parcheggio nella parte posteriore del palazzo, in un dedalo di vialetti che una volta erano parte di un giardino ormai in totale abbandono. Trovo quasi sempre posto, l’unico problema è che essendo un parcheggio “a incastro”, alle 14, cascasse il…

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“Il cucchiaio (sopravvalutato)”

Sono passati anni, ma rimango sempre una forchetta 😉

Thr0ugh The Mirr0r

24_0Avete presente itestche si trovano su internet? Quelli riguardanti la posizione che si assume dormendo con il partner?  Ogni volta che ho provato a rispondere mi sono trovata in difficoltà. Venti minuti di incertezza per poi fare i conti con ilfatto chemi piace dormire da sola.

Da piccola guardavo i film e mi perdevo in scene come quella in “Dirty Dancing” dove ci sono lui e lei sdraiati a letto in una scomodissima posizione, e lui racconta di un sogno fatto quella notte… Idilliaco!

Qualche anno più tardi in un villaggio turistico – come in “Dirty Dancing” – ho avuto un flirt con un cameriere – meno sexy di un ballerino, ma comunque molto piacevole – ci siamo sdraiati sulla spiaggia a guardare le stelle, e sicura di star vivendo in un film, provo areplicare quella posizione, ma tempo dieci minuti il braccio inizia…

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“Se ti dà del Tenero, non c’è del tenero”

sempre attuale

Thr0ugh The Mirr0r

Noi uomini non siamo delle cime nel capire i segnali di una donna, questo non è un mistero.
E non è una questione di intelligenza, attenzione o altro, è piuttosto una nostra caratteristica ancestrale, oserei dire genetica.
Alcuni di noi, specialmente quelli con un’autostima particolarmente altalenante, tendono a sottovalutare i segnali positivi da parte delle ragazze. – Leggendo questa frase ad almeno una lettrice su tre verrà in mente quella volta che voleva tanto che un ragazzo carino e apparentemente sveglio, a cui sapeva di piacere per vie traverse, la notasse, ma questo ignorava tutti gli stimoli da parte sua, anche se l’unico modo di essere più esplicita sarebbe stato denudarsi. –

tumblr_n0brws2edt1sfoav0o1_500Molti altri uomini finiscono intrappolati in corteggiamenti di durata geologica, perché la loro incapacità di decifrare il comportamento femminile gli impedisce di capire che si trovano nella famigerata Friend Zone fin da prima che iniziassero i lavori…

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“Rettilofono in Metrò”

arriverò presto con nuove (dis)avventure, nel frattempo rileggete queste 😉

Thr0ugh The Mirr0r

Eccoci qui, di nuovo, sempre io – il biologo – e sempre con la storia del biacco. Eravamo rimasti alla mia geniale idea di portarlo sulla metropolitana di Roma fino all’università.

Zaino in spalla e mi avvio verso Rebibbia, la metro passa subito e non è neanche troppo piena.

Fantastico!

Miracolo!

Mi metto seduto poggiandomi come al solito lo zaino davanti in mezzo alle gambe, e, sicuro che ormai il peggio fosse passato, mi concedo un attimo per chiudere gli occhi e distendere un attimo i nervi. Sono sfinito. Almeno la mano piena di morsi non sanguina più tanto. Neanche mi preoccupavo dell’aspetto bestiale che potessi avere. Volevo solo chiudere gli occhi per 5 minuti, tanto fino a Marconi è lunga.

Ora dovete sapere che di norma un serpente messo al buio in un sacco, si calma e resta immobile, è un loro meccanismo naturale, conosciuto da tutti in tutto…

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“Non dire BIACCO se non ce l’hai nel sacco”

Thr0ugh The Mirr0r

Di solito le poche persone che conoscono la figura professionale del biologo ambientale/naturalista hanno una certa immagine che si forma nella loro mente: un muscoloso e aitante canadese biondo e capellone in camicia a scacchi armato di binocolo e bicipiti che salpa su mari tempestosi per trovare il cucciolo ferito di balena da salvare, oppure qualche foca monaca a cui battere il cinque mentre ci si fa un selfie da postare su Instagram. 

Il che è anche vero, ma in generale i ricercatori ambientali sono un po’ più come me. Che ce l’ho pure una camicia a scacchi, ma non ho bicipiti e prendo la metro B. Ah, e non ho mai salvato cuccioli di balena, non ancora almeno.

Fatta questa presentazione per rompere il ghiaccio come fanno i narvali (si, ci saranno riferimenti ad animali durante il testo, se siete curiosi gugolateli), vi racconto quella del serpente in metro. 

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“(A)i miei tempi”

Giacché è di nuovo primavera e tempo di amore…. ribeccatevi questo!!

Thr0ugh The Mirr0r

Il mio volto è traditore.
Ho questo viso dolce, contornato da una cascata di ricci castani chiari quasi dorati (al momento in realtà li ho rosso fuoco rasati da un lato ma dettagli), che per niente al mondo farebbe pensare “questa è una st**a”.
In amore.
Stiamo parlando di quello.
Io non mi innamoro facilmente. Chiedetelo a quei poveri disgraziati dei miei ex.

Non è nella mia natura: non piango per un film romantico (anzi se posso evito proprio di guardarlo!), i cuccioli di animale non mi mandano in brodo di giuggiole (ma i cuccioli umani sì, lo ammetto, ma quanto sono belli quei piedini puzzolenti???), odio fare shopping (eccezione fatta per le librerie), mi sbrodolo quando mangio e mi viene letteralmente l’orticaria alla parola matrimonio.
E allora, che c’è di strano, direte, ce ne sono altre di ragazze così. Ovvio. Il punto è che forse loro…

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