“COLD CASE: al Passato non si sfugge mai!”

Lilly Rush (Kathryn Morris – Nella mente del serial killer) è una giovane detective della squadra omicidi di Philadelphia; dopo aver dimostrato grandi capacità nella risoluzione di un crimine che era rimasto irrisolto per molti anni, decide di accettare la proposta del suo capitano di entrare nella sezione cold case, specializzata nelle indagini su crimini rimasti per molti anni in sospeso e dei quali i colpevoli non hanno ancora né volto né nome. Ogni puntata è dedicata a un caso diverso: gli episodi iniziano con un flashback ambientato nell’anno in cui ha avuto luogo il crimine.

Thr0ugh The Mirr0r

Qualche estate fa, prima dello streaming e delle serie su internet, c’erano le repliche in tv, e non parlo del giurassico eh, ma dei primi anni Duemila. Rarissimamente arrivava qualche prodotto nuovo, puntualmente spiattellato in orari assurdi di giorni assurdi in piena estate, che mi sono sempre chiesta se fossero degli scommettitori o semplicemente si auto-sabotassero apposta.

Perché dovete spiegarmi come mai serie tv come Friends, Ally McBeal o ;ER (VOGLIO DIRE E.R.!!!!), siano state messe in agosto alle 14.00! Ma chi non lavora sta al mare, in montagna o dorme!

Stessa sorte capitò ad una serie tv che mi appassionò tantissimo, iniziata con i miei nelle pause pranzo dalla spiaggia nell’estate del 2006; non ricordo nemmeno dove fossimo e come mai siamo andati in vacanza tutti insieme, ma ricordo perfettamente che le atmosfere, i casi, la musica e i colori di COLD CASE ci strinsero tutti al…

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Classics: “Charlie And The Chocolate Factory”

“Wonk” is a term that identifies a boy who refuses the “social life” to hole up in the study. Willy, betrayed in his affections, isolates himself from everything by locking himself up in his own factory, surrounded by the little Oompa Loompa workers who guarantee him a substitute for human relationships.

Thr0ugh The Mirr0r

“Good morning starshine the earth says hello….”
– ‘Charlie And The Chocolate Factory’.

I’ve always been a fan of salty more than sweet. But how can you resist chocolate?
Is there any magic formula?
Because I’ve never been able to!

It will be for the beneficial power[1], the flavor, I don’t know, but I know that I must always have a piece of it at home. I cannot eat tiramisu, pastries or donuts even for a whole year (it actually happened), but don’t take chocolate away from me!

With this premise, can you imagine how I read CHARLIE AND THE CHOCOLATE FACTORY[2] by Roald Dahl?

I had just finished THE WITCHES, also by the author, and since I liked it very much, I was looking for another one with whom to deepen my knowledge, except that, in the small but well-stocked elementary school library, here is a…

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I Classici: “La fabbrica di Cioccolato”

CURIOSITÀ: “WONK” È UN TERMINE INGLESE CHE IDENTIFICA UN RAGAZZO CHE RIFIUTA LA “VITA SOCIALE” PER RINTANARSI NELLO STUDIO. WILLY, TRADITO NEGLI AFFETTI, SI ISOLA DA TUTTO RINCHIUDENDOSI NELLA PROPRIA FABBRICA, ATTORNIATO DAI PICCOLI OPERAI OOMPA LOOMPA CHE GLI GARANTISCONO UN SURROGATO DI RAPPORTI UMANI.

Thr0ugh The Mirr0r

Aprite i cancelli. Entrate, prego. Venite avanti. Chiudete i cancelli. Benvenuti nella mia fabbrica. Chi sono io? Beh...[1]

Sono sempre stata una fan del salato più che del dolce. Ma come si fa a resistere al cioccolato?

Esiste una formula magica?

No perché io non ci sono mai riuscita!

Sarà per il potere benefico[2], il sapore, la goduria dello sgarro, non saprei, so però che ne devo avere sempre un pezzettino a casa. Posso non mangiare tiramisù, crostate o ciambellone anche per un anno intero (è successo in effetti), ma non toglietemi il cioccolatino di scorta!

Con questa premessa, riuscite a immaginare come mi sono letta LA FABBRICA DI CIOCCOLATO[3] di Roald Dahl?
Avevo appena finito LE STREGHE, sempre dell’autore, ed essendomi molto piaciuto, ne cercavo un altro con il quale approfondire la conoscenza, se non che, nella piccola ma fornita biblioteca delle elementari…

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“Con la pancia piena si ride meglio”

Invece i quattro protagonisti sono il prototipo del “nuovo uomo”, quello che si depila e piange per un’unghia scheggiata. Lavorano per una rivista come fotografo, reporter, correttore di bozze e amministratore. Nessun lavoro di manovalanza, nessun mattone da tirare giù o carbone da estrarre.
Non che i lavori creativi non siano pesanti, anzi, ma fa subito ridere questo parallelismo tra uomo d’altri tempi e questi quattro assurdi esemplari.

Thr0ugh The Mirr0r

Dopo il pranzo di Pasqua si dovrebbe camminare due giorni, ma anche sbracarsi sul divano col bro a fare indigestione di serie tv non è affatto male.
Dopo aver fatto conoscere TBBT ai nostri genitori, ci ritroviamo soli e svogliati, vorremmo vedere qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo niente di impegnativo. Una parte di noi vorrebbe aiutare super Mario a salvare la principessa (abbiamo il gioco da 20 anni e abbiamo accumulato 54 stelle su 100… povera donna), ma sarebbe qualcosa di troppo attivo.

Così ci mettiamo a fare zapping sulle piattaforme in abbonamento ed ecco che su TimVision ci casca l’occhio (o meglio il telecomando facendo partire il trailer) su una sticom che sembra promettente: Man at Work.
Entrambi l’abbiamo sentita nominare ma nessuno dei due aveva mai avuto abbastanza curiosità da iniziarla, ma visto che il fato (o la forza di gravità) ce l’ha presentato su un…

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I Classici: “La luna e i falò”

La rilevanza che Pavese dà ai luoghi è basilare, paesi che sono personaggi principali al pari dei protagonisti veri e propri, terre che sono vive, non fanno semplicemente da sfondo, sono “persone” vere e proprie. La ripetizione dei nomi dei territori: Canelli, Alba, Neive, Calosso, Gaminella, Costigliole e tanti altri sono la riprova dell’uso del luogo come personaggio.

Thr0ugh The Mirr0r

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”[1]

A volte mi succede come con le canzoni, che sentendole mi riportano a un ricordo, a un periodo, a un momento preciso. A volte mi succede con le parole. A voi capita?
Le parole mi riportano a un libro e il libro a un ricordo, a un periodo, a un momento preciso.
Ed è come essere di nuovo lì, nell’attimo: inquietantemente meraviglioso!
Per me i classici dovrebbero fare anche questo, essere immutati ed eterni, fotografie di un istante importante, importante per noi, intendo.

La luna e i falòriesce a scuotermi ogni fibra dell’essere, ogni volta che sento una citazione tratta dal libro sono di nuovo in gita…

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“God save the (trash) Monarchy”

Nel mio cuore ho sempre sognato che una volta ristabilita la Monarchia io mi sarei scoperta tipo sedicesima in linea di successione al trono, così da godere di ogni privilegio ma senza l’ansia di dover fare sul serio la regina, perché no, non ci tengo. Sedicesima è una buona posizione, sei ancora papabile perciò servita e riverita, ma dovrebbe succedere una strage perché arrivino le vere responsabilità.

Thr0ugh The Mirr0r

*Victoria Sponge
(la ricetta è del mio amico inglese John)

71_the royals.jpg Graphic by: Gioia

Ingredienti per 8 persone:
-180g di burro non salato
-180g di zucchero
– ½ cucchiaino di Estratto di vaniglia
-3 uova medie
-180 g di farina autolievitante
-circa 4 cucchiai di marmellata di lamponi
-100ml panna fresca
-100ml philadelphia
– zucchero a velo q.b.

Preparazione

Prendiamo una teglia per muffin o simili. Mettiamo il burro, lo zucchero e l’estratto di vaniglia in una ciotola e mescoliamo bene fino ad ottenere una consistenza cremosa. Sbattiamo lentamente le uova, una per una, poi amalgamiamole alla farina e impastiamo bene.
Dividiamo l’impasto ottenuto e mettiamolo nel forno e cuocere per circa 20 minuti a circa 180° fino a che sarà lievitato e dorato. Per essere sicuri che siano pronte, possiamo premere al centro di una tortina e vedere se torna indietro…
Quando sono pronti, togliamo dal forno e lasciamolo raffreddare…

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“MA STASERA CHE GUARDIAMO? – episodio 3 (film biografici)”

Ho deciso di proporvi quindi delle pellicole che si ispirano a personaggi realmente esistiti e agli avvenimenti che li hanno resi noti (anche se i film che trattano di storie realmente accadute sarebbero da smistare nelle singole categorie cinematografiche in base al tipo di evento: film storico, di guerra, d’avventura, gangster, sportivo, musical, western, ecc.).

Thr0ugh The Mirr0r

Bentornati nella rubrica per gli appassionati del cinema e non solo, oggi nel nostro terzo appuntamento voglio trattare con voi i film biografici.
Ho deciso di proporvi quindi delle pellicole che si ispirano a personaggi realmente esistiti e agli avvenimenti che li hanno resi noti (anche se i film che trattano di storie realmente accadute sarebbero da smistare nelle singole categorie cinematografiche in base al tipo di evento: film storico, di guerra, d’avventura, gangster, sportivo, musical, western, ecc.).

Ma visto che la nostra è una rubrica confidenziale e senza pretese non ci cureremo delle formalità e procederemo con la mia top 5 di quelli che per me sono degni di nota

Spesso quando all’inizio della pellicola leggiamo “tratto da una storia vera” il nostro approccio alla visione cambia, e come potrebbe essere altrimenti? Il cinema è finzione per definizione e vedere portati sullo schermo, seppur romanzati, degli avvenimenti che hanno…

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I Classici: “Faust”

“Forse ei vivrebbe un po’ meglio se tu non gli avessi dato non so che barlume della luce del cielo ch’egli nomina ragione, e non ne usa che per imbestiarsi più di qualunque bestia.” [4]

Thr0ugh The Mirr0r

“Tu diunicoimpulso haicoscienza,
meglio per te non conoscere l’altro.
Dentro il cuore ah, mi vivono dueanime,
e l’una dall’altra si vuoldividere.”[1]

faust_He.png Graphic by: Gioia

Ho conosciuto il Faust di Goethe[2] piuttosto tardi rispetto agli altri classici, o meglio, ne avevo sentito parlare, ma non mi ero mai approcciata alla lettura, fino a che giunta ormai al terzo anni di università non vi fui “costretta” per poter passare uno degli esami.

Nonostante l’approccio non volontario devo dire che il mio rapporto con l’opera è stato subito positivo perché le atmosfere, i personaggi, gli intrecci[3], mi sono subito piaciuti a tal punto che mi sono andata a scandagliare tutte le versioni, le critiche, le rivisitazioni. Il Faust è per universale consenso il simbolo dell’anima umana lacerata dall’eterno conflitto tra il bene e il male, la salvezza e la dannazione.Goethe iniziò a stendere un testo teatrale sulla leggenda di…

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