*Altri Autori* · Lambrusco e Pop Corn

“MA STASERA CHE GUARDIAMO? – Episodio 1 (Film Romantico)”

Eccoci al primo appuntamento con la nostra rubrica da cinefili: i film romantici.Cosa intendiamo e cosa ci aspettiamo quando decidiamo di vederne uno? Cosa ricerchiamo nella storia e nell’intreccio che coinvolge i protagonisti?  Come per ogni genere cinematografico anche quello romantico/sentimentale ha una sfilza infinita di sottocategorie e sfumature che spaziano lungo un’ampia varietà di… Continua a leggere “MA STASERA CHE GUARDIAMO? – Episodio 1 (Film Romantico)”

Uomini, Donne & Altri Alieni

“Sette Barbie per un Ken”

Diventa tutto molto confuso, e tu sei lì spaesata che lisci la tua gonna e cerchi di essere ammiccante come puoi, ti hanno consigliato di guardare negli occhi quelli che ti piacciono e quindi ci provi, prendi un bel respiro e lo fai. Il cuore ti batte all’impazzata perché sembra che il ragazzino che hai puntato (il 4 su 5 in ordine di bellezza) venga dalla tua parte, ma invece di prendere la tua mano, prende quella della ragazza dietro di te.

Thr0ugh The Mirr0r

Fin da bambina ho sempre avuto una gran passione per le Barbie, ne ho collezionate 100 in totale (facendo la somma di quelle mie e di quelle di mia sorella), e per un totale di 100 Barbie mi sono stati regalati solo due Ken.

Poverini hanno avuto sempre un gran da fare.
Con il passare degli anni, quando ho preso la drastica decisione di portare tutte le mie Barbie in cantina e dar loro il meritato pensionamento, ho riflettuto molto sulla scelta di avermi regalato così tante Barbie e così pochi Ken.
Questo è esattamente lo specchio della nostra società!!

Non si dice forse che nascano circa sette donne per ogni uomo?

Tra i tanti episodi che corroborano questa (terrificante) teoria, uno è ancora vivido nella mia memoria e riesce ancora ad oggi a strapparmi un sorriso rassegnato.

Vi ricordate dove si svolgevano le vecchie feste di compleanno tra liceali?

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...Riflessioni (non) Casuali...

“L’ha detto la Maestra!”

La maestra non aveva subito controllato gli acquisti di noi alunni, ma ne ha avuto l’occasione quando, tutti in piedi intorno alla sua cattedra con l’astuccio in una mano e ed una fotocopia da colorare nell’altra, abbiamo atteso il nostro turno affinché lei ci mostrasse quali colori usare per il disegno tratteggiato sul foglio. I miei compagni a mostrare i loro pastelli tutti tristemente uguali, ma nuovi e tirati a lucido, io in fermento all’idea di mettere all’opera i miei gioiellini. Arrivato il mio momento ho aperto a due mani il mio astuccio rosa e viola per far sfilare sotto gli occhi della maestra i pastelli e lei per poco non ha urlato..

Thr0ugh The Mirr0r

Mentre in giro si sente molto parlare di genitori esageratamente coinvolti nella vita scolastica dei propri figli (dalle chat di gruppo per tenersi informati sui compiti da fare a casa alle irruzioni in sale docenti con tanto di: “lei non ha dato il giusto voto a mio figlio!”), io sono sempre stata una scolaretta che ha cercato di fare il proprio dovere evitando il più possibile di rendere partecipi mamma e papà dei miei affari, convinta di dovermela cavare da sola e di dover ciecamente eseguire i compiti ordinati dalla maestra. 

Which Emma Stone Character Are You? | Emma stone, The house bunny, House  bunny movieEro molto meticolosa, e questo mi portava a stare ore e ore sui quaderni per fare ogni cosa precisa come mi era stata ordinata. Se capitava di chiedere aiuto a mia madre pretendevo da lei la stessa cura ed attenzione e il mio intercalare era sempre il solito: <<lo ha detto la maestra>>. Questo mio atteggiamento a…

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“Questione di linguistica”

Questo è il dramma dei tempi moderni: il maschio, che mediamente fino agli anni ’80 veniva intortato da un bel visino e da una candida voce, e che finiva sempre per sposarsi, un po’ per distrazione un po’ per sfinimento, adesso s’è fatto furbo!

Thr0ugh The Mirr0r

Si fa un gran parlare dell’essere single. Io preferisco dare alle cose la giusta definizione: zitella!

Sì beh perché se il termine è stato coniato un motivo ci dovrà pure essere, insomma, rende perfettamente il concetto, cambiano solo le sfumature con il passare degli anni. Un tempo le zitelle erano coloro che pudicamente se ne rimanevano a casa aspettando che qualche uomo le chiedesse in sposa, solitamente erano bruttine, e nella maggior parte dei casi questo non accadeva. Così passavano il resto della loro virginea vita ad accudire i nonni, i genitori, i nipoti a tessere quintali di centrini e ad accudire centinaia di gatti colte da crisi isteriche ogni volta che si avvicinava il periodo premestruale. Oggi le zitelle sono donne o ragazze non accoppiate che nel dubbio e nell’attesa del principe azzurro si divertono a guardarsi attorno.

Ora il concetto del “guardarsi attorno” ha molte sfumature c’è chi…

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“Appuntamento a… Cinque”

«Ti piace la musica?» improvviso tentando un approccio che mi consenta di non pensare a quando potrò finalmente riabbracciare il mio cuscino, «si mi piace andare in discoteca» dopo una risposta del genere abbandono l’idea di provare a conversare con il fatidico spasimante perché definire musica quella che si ascolta nelle discoteche suscita in me la stessa reazione che ha chef Ramsay quando insulta i suoi cuochi dicendo loro di cambiare mestiere.

Thr0ugh The Mirr0r

Vi è mai capitato mai di rimanere incastrati in un appuntamento al buio? Scontata è la mia risposta, se sono qui a scrivere è per raccontarvi una delle esperienze più istruttive su questo argomento.

20731424_841961882645194_292416239_n Federica

Non mi sono mai piaciuti gli appuntamenti al buio, ma molto spesso mi è capitato di chiudere un occhio e provare a buttarmi nell’ignoto.
Una volta ho accompagnato una mia amica ad un primo appuntamento con il ragazzo che le piaceva, la prassi vuole che in questi casi il fortunato ragazzo che ha l’appuntamento con la tua amica, porti un suo amico per te, per non farti sembrare una candela ammaccata in mezzo ad una tavola, o più sinceramente per toglierti dalle scatole.
Una fantastica uscita a quattro in una gelida sera di Gennaio.
Cosa c’è di meglio? Non avevo altri programmi…

Il viaggio in macchina sembra interminabile, forse perché abitiamo a Roma e l’aspirante…

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“Nascere a Natale”

È un fatto che questo periodo dell’anno non può restare indifferente. Lo si ama per i colori, le luci, i profumi, il cibo, la famiglia e il cibo. O lo si odia per la fretta, i ritmi, gli obblighi, la famiglia e il cibo.
In ogni caso, comunque, bisogna affrontarlo. E allora, ho pensato di lasciare il mio augurio di buone feste, col sincero proposito di prenderne solo il positivo, ribloggando il pensiero di chi a dicembre ci è nato….

E io, da figlia dell’estate, non posso che comprendere e ridere con lui.

Buon natale amici blogger, non vi ingozzate troppo 😅❤️

Thr0ugh The Mirr0r

Essendo nata nel pieno dell’Estate, per anni mi sono sentita esclusa dai festeggiamenti “classici” : le scuole chiuse e la maggior parte dei miei amici in vacanza, come poter organizzare qualcosa anche di solo vagamente simile a quello che facevano i miei amichetti?

impossibile

i tentativi dei miei di posticipare a settembre se non addirittura a ottobre hanno compensato qualche volta, ma rimaneva il fatto che il giorno preposto per celebrarmi non c’era tutta la gente che avrei voluto!

col passare del tempo mi sono resa conto di quanto questo mio essere nata in un periodo di ferie sia in realtà una grandissima fortuna perché, al di là di qualche regalo in meno, mi risparmio un sacco di tempo e denaro! 

con la scusa di non disturbare durante le vacanze, mi festeggio il compleanno come meglio credo, con chi voglio e senza troppe scuse per i non invitati!!!!

vivendo questo…

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“Tutte le VIE portano a Roma, le PIAZZE no”

Cominciamo così a vagare in tondo per la piazza come anime in pena, leggendo ad uno ad uno i nomi delle vie…..

Thr0ugh The Mirr0r

Sono i primi giorni di settembre, l’estate è quasi giunta al termine e così anche il mio lavoro di animatore per bambini in un centro estivo. Dopo mesi di caldo devastante, incendi, siccità ed altre piaghe d’Egitto che solo Roma d’estate sa regalare, finalmente arriva la pioggia… e decide di farlo quando il centro estivo è ancora in piena attività.

Risultati immagini per so hot gifPigiati nell’unico spazio coperto disponibile, i pochi bambini rimasti hanno bisogno di un’attività che li tenga impegnati prima che perdano la pazienza e devastino l’intera struttura.

I più piccoli vengono subito distratti con una scatola di colori e scopriamo così che per i giovanissimi millennials disegnare e fare aeroplanini di carta non è ancora obsoleto. La fascia 6-8 invece, già organizzata con gameboy connessi fra loro e carte di Yugi-Oh, proclama la propria indipendenza. Rimangono da intrattenere gli over 9, pubblico difficile per definizione, nella fase “sono troppo grande per…

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“Che fine hanno fatto i Trentenni?!?”

“Oddio perché ha detto 2011?”, cerco di indagare con la mia solita finta faccia da poker che però mi porta ad un’amara verità. Il ragazzo in questione non solo è tanto intelligente e interessante che sa sostenere una conversazione di due ore, ma è anche appartenente alla classe ’92 il che mi fa assumere un’espressione tra il disperato e il furibondo.

Thr0ugh The Mirr0r

trentenni

Questa dovrebbe essere una di quelle domande da quiz televisivo, oppure il titolo di una puntata di “Chi l’ha visto”, invece nonostante in molti abbiamo provato a rispondere a questa domanda, oggi sono ancora qui a chiedermi: che fine hanno fatto i ragazzi della mia generazione?

Troppo spesso mi è capitato negli anni di frequentare o conoscere ragazzi molto interessanti per poi scoprire che appartenevano alla generazione dopo la mia.

Una sera, ad esempio, mi è capitato di conversare piacevolmente con un ragazzo appena conosciuto. La situazione era quella classica di una festa, tante persone e musica a medio volume. Di solito locali del genere non mi piacciono molto ma conversare con quel ragazzo era così piacevole che non mi ero resa conto del tempo che passava. Parlammo di tutto dalla politica alle serie tv, dallo sport ai discorsi del papa, sul serio tutto e una cosa del genere non…

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“App in tutte le lingue del Mondo”

Armata di tablet mi avventuro nell’insidioso mondo delle app con corsi di lingua e dopo qualche buco nell’acqua approdo su quella che sembra essere la piattaforma giusta per me.
L’intento nella mia testa resta quello di stimolare il mio interesse dopo una vacanza alla scoperta di Valencia.

Thr0ugh The Mirr0r

Il linguaggio moderno è sempre più globalizzato, al giorno d’oggi i termini che vengono appresi sono universali e basta pronunciare parole come app, network e social per essere compresi da chiunque e in qualunque parte della Terra. 

Eppure, di ritorno da una vacanza in terra spagnola, mi ha travolto un irrefrenabile desiderio di apprendere una nuova lingua e quando mi sono resa conto che certe voglie in piena estate non sono facilmente esaudibili mi sono convinta di usufruire di questo mondo a distanza zero qual è il web.

Trovarsi infatti in piena estate con questo desiderio impellente di conoscenza non è stato poi troppo facile. Tutti i corsi serali per dilettanti iniziano all’arrivo dell’autunno e quelli online mi sono sembrati un buon compromesso almeno per iniziare. Mi sono detta di provare con qualcosa sul web giusto per capire se fossi davvero motivata e magari crearmi una base per il fantomatico…

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