“Il problema storico-politico dell’Uomo Perfetto”

Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.

Thr0ugh The Mirr0r

Ammettilo femmina, incrocio sentimentale  di due cromosomi x  che si sono presi a capocciate, il problema dell’uomo perfetto è un’idea ricorrente.
Di più.
Un leit motif che attraversa il corso di un’intera vita, sin da quando da bambina facevi la collezione delle foto di Leonardo di Caprio.

Noi femmine “all’antica” ci pensiamo, c’abbiamo sempre pensato o sperato che dir si voglia, nel trovar L’UOMO PERFETTO.
Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.
La prima volta che mi sono soffermata a pensare che forse un U.P. esisteva avevo 8 anni e in tv c’era il sorriso beffardo e mai dimenticato di Clark Gable.
Forse a quell’età sarebbero stati più…

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“Tutte le VIE portano a Roma, le PIAZZE no”

Cominciamo così a vagare in tondo per la piazza come anime in pena, leggendo ad uno ad uno i nomi delle vie…..

Thr0ugh The Mirr0r

Sono i primi giorni di settembre, l’estate è quasi giunta al termine e così anche il mio lavoro di animatore per bambini in un centro estivo. Dopo mesi di caldo devastante, incendi, siccità ed altre piaghe d’Egitto che solo Roma d’estate sa regalare, finalmente arriva la pioggia… e decide di farlo quando il centro estivo è ancora in piena attività.

Risultati immagini per so hot gifPigiati nell’unico spazio coperto disponibile, i pochi bambini rimasti hanno bisogno di un’attività che li tenga impegnati prima che perdano la pazienza e devastino l’intera struttura.

I più piccoli vengono subito distratti con una scatola di colori e scopriamo così che per i giovanissimi millennials disegnare e fare aeroplanini di carta non è ancora obsoleto. La fascia 6-8 invece, già organizzata con gameboy connessi fra loro e carte di Yugi-Oh, proclama la propria indipendenza. Rimangono da intrattenere gli over 9, pubblico difficile per definizione, nella fase “sono troppo grande per…

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“Di Uscite Infelici…”

Detta così sembra che avessi fatto un capitombolo alla Groucho Marx, ma inciampare in un gradino e farne un altro paio saltandoli non mi sembra proprio una scenetta da slapstick comedy! Ma lei?? Gentile signora? Giusto una mia gaffe doveva ricordarsi come se fosse qualcosa che caratterizza la mia persona?

Thr0ugh The Mirr0r

Le uscite infelici sono la versione soft delle figure di me**.., potrebbero essere assimilate alle gaffe, ma mentre quest’ultime hanno la possibilità, seppur insolita, di consumarsi in un contesto divertente e non solo imbarazzante, le uscite infelici colpiscono come lo sguardo di Medusa e fanno restare di sasso la loro vittima. La loro peculiarità è che sbucano fuori in un momento del tutto inaspettato, e possono cambiare in modo radicale il mood della conversazione delle due parti coinvolte. L’artefice dell’uscita infelice può mordersi immediatamente la lingua dopo aver pronunciato le tristi parole, oppure può continuare fiero con il proprio discorso, non rendendosi conto di aver in qualche modo ferito il proprio interlocutore.
Quest’ultimo, dal suo canto, ha di fronte a sé una vastissima rosa di reazioni, dettate da diversi fattori, come la propria indole, l’entità dell’offesa, ed il rapporto che intercorre fra i due.
Mettiamo il caso, però, che chi…

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“Che fine hanno fatto i Trentenni?!?”

“Oddio perché ha detto 2011?”, cerco di indagare con la mia solita finta faccia da poker che però mi porta ad un’amara verità. Il ragazzo in questione non solo è tanto intelligente e interessante che sa sostenere una conversazione di due ore, ma è anche appartenente alla classe ’92 il che mi fa assumere un’espressione tra il disperato e il furibondo.

Thr0ugh The Mirr0r

trentenni

Questa dovrebbe essere una di quelle domande da quiz televisivo, oppure il titolo di una puntata di “Chi l’ha visto”, invece nonostante in molti abbiamo provato a rispondere a questa domanda, oggi sono ancora qui a chiedermi: che fine hanno fatto i ragazzi della mia generazione?

Troppo spesso mi è capitato negli anni di frequentare o conoscere ragazzi molto interessanti per poi scoprire che appartenevano alla generazione dopo la mia.

Una sera, ad esempio, mi è capitato di conversare piacevolmente con un ragazzo appena conosciuto. La situazione era quella classica di una festa, tante persone e musica a medio volume. Di solito locali del genere non mi piacciono molto ma conversare con quel ragazzo era così piacevole che non mi ero resa conto del tempo che passava. Parlammo di tutto dalla politica alle serie tv, dallo sport ai discorsi del papa, sul serio tutto e una cosa del genere non…

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“Buffy, ovvero come sono diventata una Telefilm Addicted”

Per la prima volta la ragazza bionda non era la svampita di turno, ma una Donna capace di sacrificarsi per il bene supremo e per quello delle persone a cui è legata.
Indubbiamente nella storia c’è un piccolo accenno di storia romantica tra la protagonista e un tenebroso vampiro, una storia impossibile che, nonostante non sia il nucleo del racconto, per tutte e 7 le stagione, con una certa prepotenza, si fa spazio nella storia.
Si perché tutto ciò che l’ammazzavampiri vive, le resta addosso, è come se ogni esperienza, positiva o negativa vissuta, si tramutasse in un pezzo di stoffa che pezzo dopo pezzo diventa la sua seconda pelle.

Thr0ugh The Mirr0r

C’è un momento esatto, nella vita di ognuno di noi, in cui scopriamo chi siamo davvero.
Il  momento di scoperta di me stessa risale ad un sabato pomeriggio di primavera: quel giorno sono diventata una telefilmAddicted. 

Avevo poco più di 8 anni, avevo acceso la tv probabilmente alla ricerca di qualche cartone animato, a quell’epoca ero molto presa anche dai videogiochi, quindi con grosse probabilità, delusa dal palinsesto televisivo avevo già immaginato di ripiegare sulla playstation e quindi a tuffarmi in un avventura in giallo e blu: Ero certa che pacman avrebbe allietato la mia giornata…e invece no.
Quel pomeriggio, per la prima volta, mi sono imbattuta nel primo telefilm che io abbia mai visto: Buffy the vampire slayer.
Ricordo ancora l’episodio che stavano mandando in onda, quello in cui Warren Mears aveva creato una Buffy robot!
Non ricordo esattamente cosa mi colpì di quell’episodio, ma so che…

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“App in tutte le lingue del Mondo”

Armata di tablet mi avventuro nell’insidioso mondo delle app con corsi di lingua e dopo qualche buco nell’acqua approdo su quella che sembra essere la piattaforma giusta per me.
L’intento nella mia testa resta quello di stimolare il mio interesse dopo una vacanza alla scoperta di Valencia.

Thr0ugh The Mirr0r

Il linguaggio moderno è sempre più globalizzato, al giorno d’oggi i termini che vengono appresi sono universali e basta pronunciare parole come app, network e social per essere compresi da chiunque e in qualunque parte della Terra. 

Eppure, di ritorno da una vacanza in terra spagnola, mi ha travolto un irrefrenabile desiderio di apprendere una nuova lingua e quando mi sono resa conto che certe voglie in piena estate non sono facilmente esaudibili mi sono convinta di usufruire di questo mondo a distanza zero qual è il web.

Trovarsi infatti in piena estate con questo desiderio impellente di conoscenza non è stato poi troppo facile. Tutti i corsi serali per dilettanti iniziano all’arrivo dell’autunno e quelli online mi sono sembrati un buon compromesso almeno per iniziare. Mi sono detta di provare con qualcosa sul web giusto per capire se fossi davvero motivata e magari crearmi una base per il fantomatico…

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“Ma chi me l’ha fatto fa?” – Cap. II «L’ADDESTRAMENTO»

Tremavo talmente tanto che avevo la sensazione che le sagome si muovessero autonomamente. Inoltre, da quella posizione non riuscivo più ad individuare il mio bersaglio.

Thr0ugh The Mirr0r

Alla domanda: «come mai hai deciso di fare il poliziotto», ho sempre risposto in modo evasivo. Non che me ne vergognassi, anzi. Il fatto è che non potevo neanche dire che quella scelta professionale fosse stata frutto di una profonda analisi delle mie attitudini. Che alla fine aveva prevalso in me il senso dello Stato e bla bla bla. Onestamente non è andata così.

Capitolo I: La Leva

Capitolo II: L’addestramento

Dopo un paio di giorni la febbre mi era passata e il petto era tornato della giusta misura. Mi sentivo debole e in testa avvertivo dolore e prurito. Raggiunsi il bagno di quella che poi scoprii essere l’infermeria e mi guardai allo specchio: la buona notizia era che non essendoci più i capelli avrei potuto spalmare agevolmente la pomata sulle ferite; quella brutta era che sembravo un sopravvissuto di Birkenau.
Quando tornai nella mia camerata trovai sul…

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“Ma chi me l’ha fatto fa?” – Cap. I «LA LEVA»

Niente libera uscita per tre giorni, mi aveva ordinato il dottore dopo la vaccinazione. E chi vuole uscire? E poi io non sopravvivrò tre giorni, morirò tra poco, me lo sento.

Thr0ugh The Mirr0r

Alla domanda: «come mai hai deciso di fare il poliziotto», ho sempre risposto in modo evasivo. Non che me ne vergognassi, anzi. Il fatto è che non potevo neanche dire che quella scelta professionale fosse stata frutto di una profonda analisi delle mie attitudini. Che alla fine aveva prevalso in me il senso dello Stato e bla bla bla. Onestamente non è andata così.
Oggi, giunto ormai alla pensione dopo più di trent’anni di onorato servizio, vorrei rispondere sinceramente. Vorrei finalmente confessare che quel lavoro non l’ho trovato io, è lui che ha trovato me.

Non ci credete? Allora vi spiego come è andata.

Capitolo I: La Leva

Tutto è cominciato mentre frequentavo il quarto anno delle superiori. Un giorno, durante una pallosissima lezione di fisica, entrò in classe il Preside accompagnato da alcuni uomini in divisa. 
Minkia, ho pensato, chissà cosa abbiamo combinato per meritare…

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“Sono come sono”

Io ci penso, e ci ripenso, e ci rimugino! Perché? Per come? Cosa ho fatto? Cosa ho detto?
Il viver serena e lo sti(puntini puntini..) non è che facciano proprio parte della mia natura.

Thr0ugh The Mirr0r

vIl mio nome è Sabrina.

Ho sempre detestato le definizioni. Ogni essere umano per me è un mondo, una tavolozza di tutti i colori con tutte le loro infinite possibilità di combinazione. Per me non basta una vita per conoscere una persona, e la cosa più bella è scoprirla giorno dopo giorno, non aspettarsi nulla e accogliere quello che ti dà.

Ho sempre storto il naso quando qualcuno ha commentato: Tu sei così.. tu sei cosà.. pronunciando qualche aggettivo che delimitasse in qualche modo il mio essere. Paradossalmente, la maggior parte delle volte, è proprio chi mi capita di conoscere da poco tempo che si esibisce nella performance: “Sabrina è così”.

Deo gratia, non sono giudizi negativi, ma spesso puntano il dito verso il mio lato più giocoso ed estroverso. È che la mia mente, a volte, fa certi guizzi che starmi dietro diventa un po’ complicato. Ci posso…

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