“Imprevisti, Antistaminici & Cinnamon Rolls”

DOPO ESSERE MORTA IN UN INCIDENTE STRADALE, TRAVOLTA DA UN MEZZO PESANTE CHE TRASPORTAVA PRODOTTI CONTRO LA DISFUNZIONE ERETTILE, LA GIOVANE ELEONOR SI RITROVA CATAPULTATA NELL’ALDILÀ. TUTTAVIA QUANDO IL SUO MENTORE MICHAEL LE RIVELA CHE SI TROVA NELLA “PARTE BUONA” GRAZIE ALLE SUE BUONE AZIONI E PER AVER AIUTATO MOLTI INNOCENTI A USCIRE DAL BRACCIO DELLA MORTE, ELEANOR CAPISCE CHE C’È STATO UN ERRORE E DI ESSERE STATA SCAMBIATA PER QUALCUN ALTRO; ELEANOR INFATTI NON È AFFATTO “BUONA”, MA UNA RAGAZZA PROFONDAMENTE EGOISTA CHE NON HA MAI FATTO UNA BUONA AZIONE IN TUTTA LA SUA VITA. BLOCCATA IN UN MONDO IN CUI È IMPOSSIBILE DIRE LE PAROLACCE E IN CUI SONO TUTTI GENTILI, ELEANOR DEVE QUINDI NASCONDERE IL SUO COMPORTAMENTO “CATTIVO” E IMPARARE A COMPORTARSI COME UNA PERSONA DEGNA DELLA “PARTE BUONA”.

Thr0ugh The Mirr0r

La Primavera, che bella stagione, dicono. Piena di amore. Dicono. E di sole. Mah. Io vedo solo polline. Polline ovunque. E quindi mi tocca stare reclusa fra quattro mura ad aspettare l’estate. O a imbottirmi di antistaminici e affrontare i viali imbiancati.

Che poesia la Primavera. Dicono. Io la detesto.

Per fortuna col tempo ho imparato a vederne i lati positivi, come ad esempio…..

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Ora non me ne viene in mente nemmeno uno, ma sono sicura che me li sono appuntati da qualche parte.

Per non infettare tutti col mio cinismo comunque, ho trovato tre tra i miei rimedi preferiti: i libri, i viaggi e le serie tv.
I libri mi permettono di fingere che sia una delle altre stagioni e respirare con meno ansimi, i viaggi mi fanno apprezzare un po’ di più la Primavera, coi paesaggi infiorati, etciù, e i verdi campi, etciù. Col…

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“Stand by me”

“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”[7]

Thr0ugh The Mirr0r

“Ragazzi, vi va di vedere un cadavere?”[1]

Nomen omen, dicevano i latini. E forse per King varrebbe più sul cognomen. Battutacce a parte, non c’è alcun dubbio che – piaccia o non piaccia, Stephen King è il RE indiscusso di un genere letterario a metà fra il thriller e l’horror.

Penso di averli letti quasi tutti, da IT a Misery, da The Dome a Carrie passando per Il miglio verde

Le notti di Salem o L’Acchiappasogni (che lasciò me e mia madre molto perplesse su alcune scelte e ancora oggi ci chiediamo se non fosse sotto effetti di acidi mentre scriveva!).

stand by meNon avevo mai letto i racconti brevi però. Così due estati fa ho deciso di rimediare, prendendo la raccolta STAGIONI DIVERSE, scoprendo solo dopo di aver scelto la raccolta con tutte storie trasportate sul grande schermo: Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank (Leali della…

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“Un soffio di primavera per delle tipe toste!”

Ma non fraintendetemi, questa serie non è solo per quelle giovani donne che si immedesimano, è per un pubblico ampio, uno spettatore della più varia origine, perché il suo punto di forza sta proprio nel mostrare su schermo argomenti che ciascuno si trova ad affrontare nella propria vita e per farlo mette in scena un linguaggio frizzante e leggero, arguto e fresco, un perfetto equilibrio tra temi delicati e teatrini comici, tutto mostrato con assoluta attenzione e innovazione.

Thr0ugh The Mirr0r

Dimenticate la terribile Miranda Priestley e le sue folli richieste, perché nella redazione di Scarlet il clima è molto più rilassato e amorevole, certo finché non si ha bisogno di una riunione di emergenza nell’armadio con le proprie amiche.

Tv Show Wow GIF by The Bold Type - Find & Share on GIPHYVi presento Jane, Sutton e Kat, il trio che vi coinvolgerà nelle vicessitudini di una vita talmente ordinaria da essere meravigliosa.

The Bold Type ci conquista già dal titolo, un gioco di parole davvero arguto che viene usato in tipografia per indicare il grassetto (riferimento ideale per una redazione), ma è anche per definire una personalità spiccata e una persona audace, il termine perfetto per descrivere le nostre tre esplosive protagoniste che ci mostrano in ogni sfumatura le loro vite fatte di gioie e dolori come quella di qualunque giovane donna in cerca della sua strada.

Ma non fraintendetemi, questa serie non è solo per quelle giovani donne che si immedesimano…

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“I am not Superman”

Per chi come me è abituato a stare un po’ con la testa fra le nuvole, sarà impossibile non identificarsi in J.D., inguaribile sognatore, che non riesce a concludere una conversazione senza essere trasportato in qualche assurda fantasia ad occhi aperti (è un meccanismo che tutti noi sperimentiamo, specialmente quando a parlare è la nostra partner [per un approfondimento: “la teoria del treno”]). La sua amicizia con Turk, a volte ai limiti dell’omoerotico, è un esempio di bromance che commuove e che ti porta a capire come l’amicizia sia a volte più confortante e costante dell’amore romantico. Per J.D. è certamente così, vista la sequela di disavventure amorose che colleziona ed il suo eterno tira e molla con la bella, ma nevrotica Elliot Reed.

Thr0ugh The Mirr0r

I’m not Superman!

49_scrubs

Quante volte ho canticchiato tra me e me questa frase, così rappresentativa di tutti noi? Non saprei contarle, perché si tratta di una frase tratta dalla sigla di Scrubs, forse la più bella serie tv al mondo.
Non riesco a ricordare quando è stata la prima volta che ho visto un episodio del medical più pazzo del mondo, è come se avesse sempre fatto parte della mia vita, ma come buona parte dell’universo culturale del mondo occidentale, lo associo in modo particolare agli anni del Liceo, quando ogni nuovo episodio era fonte di commenti, risate, nonché di imitazione da parte mia e dei miei due migliori amici, Francesco e Daniele (tra noi ci chiamiamo ancora coso, come J.D. e Turk fra di loro).
Per chi non lo avesse mai visto (vergogna!), Scrubs è una serie tv medical, di stampo comico, un po’ come se Grey’s Anatomy

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“Tu chiamale se vuoi, Emozioni”

Quando si regala un libro bisogna stare molto attenti. Si entra nel profondo della persona a cui vogliamo regalarlo, si va a dirle “io ti conosco, so che ti piacerà perché…”, e allo stesso tempo sveliamo un po’ di noi. Dalla scelta, dalla dedica, dal confezionamento. È un lungo scambio di emozioni silenziose.

Thr0ugh The Mirr0r

«Chi ha iniziato a morire non smette mai di farlo»[1]

Risultati immagini per give a gift gif Quando si regala un libro bisogna stare molto attenti. Si entra nel profondo della persona a cui vogliamo regalarlo, si va a dirle “io ti conosco, so che ti piacerà perché…”, e allo stesso tempo sveliamo un po’ di noi. Dalla scelta, dalla dedica, dal confezionamento. È un lungo scambio di emozioni silenziose.

So che molti regalano libri per sentito dire, o di moda, o che ricordandosi della figlia della cugina del vicino di casa all’ultimo secondo entrano in libreria e prendono quello con la copertina più accattivante, il prezzo migliore o entrambe le cose.

Ma chi regala un libro intenzionalmente, sta costruendo un ponte, un patto di fiducia. Perciò tendo a regalare solo romanzi che ho letto e che davvero mi hanno fatto pensare a quella persona alla quale decido di donarlo. A…

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“Una Nuova Ragazza è arrivata nell’appartamento 4D (si salvi chi può)”

L’odore di waffles che proveniva dai vicini mi ha portato ad alzarmi dal letto e reagire, Jess mi ha spronato a uscire e cercare il lato positivo di una stagione che ogni anno potrebbe seriamente uccidermi. E nei periodi duri faccio un rewatch delle puntate più divertenti dicendomi che avendo anche io gli occhi enormi e la faccia da brava ragazza riuscirò anche io ad avere tutto nella vita, come Jess. E come lei continuerò comunque a lamentarmi!

Thr0ugh The Mirr0r

new girl Graphic by: Veronica

*Waffles con Top ai Frutti di Bosco
(la ricetta è del mio amico inglese, John)

 

Ingredienti per 4 cialde:
-90 g di farina 00

– ½  cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
– 40 g di zucchero
– 1 uovo
–  30 g di burro fuso)
– 95 ml di latte
– un pizzico di sale
– vaniglia

Per guarnire:
-frutti di bosco

– topper ai frutti di bosco
– zucchero a velo

 

Procedimento

In una ciotola grande mescoliamo gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito, un pizzico di sale mentre in un’altra ciotola amalgamiamo insieme i tuorli con lo zucchero, il burro fuso, la farina setacciata alternando il latte, il lievito e la vaniglia. Giriamo bene fino a rendere il composto omogeneo e senza grumi. Uniamo delicatamente alla pastella gli albumi montati a neve, con un movimento dal basso verso l’alto per non smontare il composto…

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” «Tre dollari» e il profumo della Primavera”

Ho preso in ostaggio Tre Dollari di Elliot Perlman ben dieci anni fa, scambiandolo con un libro di Grisham, e come succede a volte, si è avverato il mio incubo: non è mai tornato indietro. La persona con la quale avevo stretto il patto di fiducia si è trasferita senza tener conto di dover ancora dare e riprendersi qualcosa. Poco male per me, però, perché mentre del romanzo che le avevo dato io ne avevo una seconda copia (regalata a papà da un collega qualche mese prima), la copia di Tre Dollari era unica e sola.
E ormai, mia.

Thr0ugh The Mirr0r

Mi piacerebbe prendere più libri dalle biblioteche, ma non ci riesco perché per me il libro è come un caro amico e non riesco a riporlo sullo scaffale di qualche sconosciuto, pensando che magari potrebbe trattarlo male. E così tendo a comprarli, ma le mensole sono quelle che sono e a volte traboccano e in attesa di rifornirsi di nuove non posso certo smettere di leggere! Così, raramente, capita che mi faccia prestare dei titoli.
I libri presi in prestito sono diversi dagli altri, perché si portano dentro il passato di chi li ha letti prima di noi: che sia per una pagina spiegazzata, o per gli spigoli di carta un po’ deformati, per un appunto a lato, per il biglietto del cinema a far da segnalibro, una macchia di caffè, una sbavatura dove è caduta una briciola… ci rivelano qualcosa del lettore precedente, qualcosa di intimo…
Un libro prestato…

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“Benvenuti a Wayward Pines, la vostra ultima dimora…”

“Non provare ad andare via.
Non parlare del passato.
Non parlare della tua vita precedente.
Rispondi sempre al telefono se squilla.
Lavora sodo, sii felice.
Goditi la vita a Wayward Pines”

Ps. Le stagioni sono solo 2 e non 3 come previsto inizialmente.

Thr0ugh The Mirr0r

Inverno, armate di copertina e caffè appena fatto, io e la mia amica Anna ci mettiamo al computer in cerca di qualche serie tv nuova e avvincente. 

Abbiamo chiacchierato, abbiamo sistemato la stanza, siamo anche uscite a fare la classica passeggiata in paese, ora ci meritiamo relax nel tepore caldo di quattro mura.

Guardiamo serie tv diverse al momento, quindi non possiamo andare a pescarne nessuna di quelle già iniziate, dobbiamo affidarci alle novità.

Che genere? Bella domanda!

“Non provare ad andare via.
Non parlare del passato.
Non parlare della tua vita precedente.
Rispondi sempre al telefono se squilla.
Lavora sodo, sii felice.
Goditi la vita a Wayward Pines”

Leggiamo questa intestazione accanto alla foto di un maturo Matt Dillon attorniato da personaggi cupi e inquietanti. Ci guardiamo. Annuiamo. Siamo convinte.

Ed è così che è partita la nostra avventura con una delle serie più inquietanti del panorama moderno! Ogni…

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