“Lo speed date”

Hai solo tre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Thr0ugh The Mirr0r

Immagine correlataHai solotre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Tutto è nato da questa semplicissima domanda.

Nei film le vediamo continuamente, persone che vanno a questi incontri-lampo per trovare l’anima gemella. Bisogna ricordare però che lì c’è uno sceneggiatore, che ha scritto delle frasi, ha pensato alla scena, ha deciso se in quei tre minuti dai il meglio di te e scocca la scintilla o se invece fai una figura meschina e imbarazzante, dipende da quanto sei importante nel film…

Ma come funziona nella vita vera?

Tre minuti.

Manco l’uovo sodo si fa in così poco. Che ti inventi? Punterai sul lavoro? Sulla personalità? Mentirai?

Continuavo a chiedermelo, curiosa, così ho deciso e questa estate l’ho fatto: mi sono iscritta a uno speed date con la mia coinquilina.

Partiamo dall’iscrizione che è…

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“Oh Peralta!”

Brooklyn Nine-Nine è un prodotto vincente perché è capace di appassionare il pubblico non avvezzo a vedere un distretto di polizia tanto sopra le righe quanto capace nel proprio lavoro, alterando il genere più amato senza però farne sentire troppo la mancanza.

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Mio fratello è un addicted molto selettivo, perciò quando mi consiglia un libro o una serie tv, sono propensa a seguire le sue indicazioni e – fermo restando che ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze – devo dire che fino ad oggi non ha mai sbagliato un colpo.

In estate mi disse di aver (ri)scoperto una sitcom poliziesca molto new girl ma col giallo di turno. Lì per lì, sommersa già di altre serie tv e libri e di faccende varie affaccendata, non ci prestai troppa attenzione. Ma in autunno, una sera che ero rimasta a dormire a casa dei miei, Luca stava guardando proprio una puntata di questa fantomatica sit-com e… SBAM, colpo di fulmine!!!

I dialoghi, i personaggi, le dinamiche. Pur non capendo nulla del continuum essendo la terza stagione, mi sono subito appassionata, e una volta tornata a casa mi sono convinta ad iniziarla.

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“Svezza gli infanti risveglia i dormienti è il toccasana dei grossi clienti”

Olive comprese, è semplicemente perfetto per questa stagione di riposo e divertimento. Perché la scrittura di Andrea Vitali[2] ha il gusto del vintage, con i suoi intrecci mai scontati che incuriosiscono il lettore facendolo sorridere mentre legge. I personaggi, le ambientazioni, sono un’armonia perfetta per fare da sfondo alle vacanze. O per chi è costretto a lavorare anche durante i mesi caldi e ha voglia di rifugiarsi in una storia semplice e complicata allo stesso tempo: una piccola grande commedia paesana, in cui riconoscere se stessi o il parente/l’amico di turno…

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Il 30 aprile ero al mare. E non a fare due passi, non a mangiare pesce (be sì anche a mangiare pesce), ma proprio al mare, nel senso letterale: ero in costume in spiaggia. Oggi, 2 maggio, con soli 2 giorni di differenza, sono rifugiata sotto le coperte con di sottofondo un temporale e una cioccolata calda a scaldarmi.

Che bizzarrie.

Per fortuna l’estate si avvicina, e sperando non sia una finestra sull’inferno come la scorsa, si prospetta un po’ di sano calore, e colore.

E come sempre, non potranno mancare i romanzi, le storie, la lettura. Che siate in una baita di montagna, in mezzo al fieno della campagna o sulle rive del mare, ci vuole un buon libro.

 

Risultati immagini per i am scared gifMaria Isnaghi non aveva mai visto un morto in quarant’anni di vita.
Lo vide la sera del 12 novembre 1936, giovedì.
Non solo lo vide, lo toccò.
La toccò…

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“Buona la Prima!”

Ad ogni modo, spulciavo l’album dello spettacolo che qualche anno fa ho portato in scena con un gruppo di folli quanto me, una rivisitazione teatrale del film burtoniano “La sposa cadavere”.

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Oggi ho fatto una cosa che non si dovrebbe mai fare, ho aperto il vaso di Pandora dei ricordi.

Sarà che ultimamente penso molto al vero teatro (quello fatto per gli applausi e non per il denaro) ma ho in mente qualcosa come 30 copioni che però al momento non posso buttare giù perché sia io che gli attori siamo super impegnati in altro. E soprattutto perché PRIMA devo scrivere i 5 copioni per le mie bellissime classi elementari, che mi porterà via moooooooooooolto tempo ed energie.
Perché scrivere per i bambini dà molta soddisfazione, ma come potrete facilmente immaginare, è molto più complesso che scrivere per una compagnia di adulti.

Ad ogni modo, spulciavo l’album dello spettacolo che qualche anno fa ho portato in scena con un gruppo di folli quanto me, una rivisitazione teatrale del film burtoniano “La sposa cadavere”.

Era un progetto ambizioso ma divertentissimo, abbiamo creato…

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“Il bello della diretta!”

Ora, per capire la gravità del tutto bisogna fare chiarezza sul contesto. LA CHIAVE perduta era tipo FONDAMENTALE per andare avanti nel giallo. Senza la chiave non sarebbe potuta entrare l’antagonista. Senza la chiave non potevamo far andare avanti la scena, ma soprattutto senza la chiave NON POTEVAMO SVELARE IL COLPEVOLE.

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Non so se avete presente la mole di lavoro che c’è dietro alla preparazione di uno spettacolo teatrale; quante ore si spendono dalla stesura del copione, alle prove, ai laboratori, e poi se c’è danza e canto e dizione, ancora di più.

Si fa di tutto per prevedere l’imprevedibile, prove su prove, laboratori appositi, piani A,B, e C, – una volta durante una prova generale invece di dire

<<Forse nessun UOMO vi ha mai chiesto di essere la MADRE dei suoi figli>> dissi <<Forse nessun UOVO vi ha mai chiesto di essere la MOGLIE dei suoi figli>>

, generando una grossa risata… per fortuna inter-nos, ma nel dubbio che la potessi ridire “in diretta” imparai a prendere una bella pausa prima di quella battuta!; ma per quanto si possa provare e riprovare, tentare di piazzare piani alternativi e battute di emergenza, l’emozione è sempre in agguato, e NIENTE…

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“Grazia, Graziella e … «Alla ricerca del militare perduto»”

Alla faccia di chi dice che ci si innamora una volta sola nella vita…..

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Vi ho già raccontato di aver ritrovato uno dei quaderni-diari delle avventure di tre ragazze delle superiori che per motivi di privacy ed eventuali denunce chiameremo Grazia, Graziella e va bè, la terza sono io mi pare chiaro…

Di storie da raccontare ce ne sono a iosa, ma per ragioni di pudore e perché alcune probabilmente non sono ancora cadute in prescrizione, non le ho ancora raccontate.

Oggi però sono passata davanti alla Cecchignola[1], e improvvisamente mi sono ricordata di un’altra folle impresa del trio che mi ha fatto sorridere tutto il pomeriggio nonostante il caldo asfissiante.

Aperta e chiusa parentesi: ma che è sto Inferno???? Ma come è possibile svegliarsi con 37°? E perché stanno ancora tutti in città ad intasare le strade e rubare i parcheggi????

Tornando a noi, le tre fanciulle all’epoca del fatto avevano circa sedici anni, l’innocenza e la malizia di allora adesso…

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“Una Nuova Ragazza è arrivata nell’appartamento 4D (si salvi chi può)”

L’odore di waffles che proveniva dai vicini mi ha portato ad alzarmi dal letto e reagire, Jess mi ha spronato a uscire e cercare il lato positivo di una stagione che ogni anno potrebbe seriamente uccidermi. E nei periodi duri faccio un rewatch delle puntate più divertenti dicendomi che avendo anche io gli occhi enormi e la faccia da brava ragazza riuscirò anche io ad avere tutto nella vita, come Jess. E come lei continuerò comunque a lamentarmi!

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new girl Graphic by: Veronica

*Waffles con Top ai Frutti di Bosco
(la ricetta è del mio amico inglese, John)

 

Ingredienti per 4 cialde:
-90 g di farina 00

– ½  cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
– 40 g di zucchero
– 1 uovo
–  30 g di burro fuso)
– 95 ml di latte
– un pizzico di sale
– vaniglia

Per guarnire:
-frutti di bosco

– topper ai frutti di bosco
– zucchero a velo

 

Procedimento

In una ciotola grande mescoliamo gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito, un pizzico di sale mentre in un’altra ciotola amalgamiamo insieme i tuorli con lo zucchero, il burro fuso, la farina setacciata alternando il latte, il lievito e la vaniglia. Giriamo bene fino a rendere il composto omogeneo e senza grumi. Uniamo delicatamente alla pastella gli albumi montati a neve, con un movimento dal basso verso l’alto per non smontare il composto…

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” «Tre dollari» e il profumo della Primavera”

Ho preso in ostaggio Tre Dollari di Elliot Perlman ben dieci anni fa, scambiandolo con un libro di Grisham, e come succede a volte, si è avverato il mio incubo: non è mai tornato indietro. La persona con la quale avevo stretto il patto di fiducia si è trasferita senza tener conto di dover ancora dare e riprendersi qualcosa. Poco male per me, però, perché mentre del romanzo che le avevo dato io ne avevo una seconda copia (regalata a papà da un collega qualche mese prima), la copia di Tre Dollari era unica e sola.
E ormai, mia.

Thr0ugh The Mirr0r

Mi piacerebbe prendere più libri dalle biblioteche, ma non ci riesco perché per me il libro è come un caro amico e non riesco a riporlo sullo scaffale di qualche sconosciuto, pensando che magari potrebbe trattarlo male. E così tendo a comprarli, ma le mensole sono quelle che sono e a volte traboccano e in attesa di rifornirsi di nuove non posso certo smettere di leggere! Così, raramente, capita che mi faccia prestare dei titoli.
I libri presi in prestito sono diversi dagli altri, perché si portano dentro il passato di chi li ha letti prima di noi: che sia per una pagina spiegazzata, o per gli spigoli di carta un po’ deformati, per un appunto a lato, per il biglietto del cinema a far da segnalibro, una macchia di caffè, una sbavatura dove è caduta una briciola… ci rivelano qualcosa del lettore precedente, qualcosa di intimo…
Un libro prestato…

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