“Che fine hanno fatto i Trentenni?!?”

“Oddio perché ha detto 2011?”, cerco di indagare con la mia solita finta faccia da poker che però mi porta ad un’amara verità. Il ragazzo in questione non solo è tanto intelligente e interessante che sa sostenere una conversazione di due ore, ma è anche appartenente alla classe ’92 il che mi fa assumere un’espressione tra il disperato e il furibondo.

Thr0ugh The Mirr0r

trentenni

Questa dovrebbe essere una di quelle domande da quiz televisivo, oppure il titolo di una puntata di “Chi l’ha visto”, invece nonostante in molti abbiamo provato a rispondere a questa domanda, oggi sono ancora qui a chiedermi: che fine hanno fatto i ragazzi della mia generazione?

Troppo spesso mi è capitato negli anni di frequentare o conoscere ragazzi molto interessanti per poi scoprire che appartenevano alla generazione dopo la mia.

Una sera, ad esempio, mi è capitato di conversare piacevolmente con un ragazzo appena conosciuto. La situazione era quella classica di una festa, tante persone e musica a medio volume. Di solito locali del genere non mi piacciono molto ma conversare con quel ragazzo era così piacevole che non mi ero resa conto del tempo che passava. Parlammo di tutto dalla politica alle serie tv, dallo sport ai discorsi del papa, sul serio tutto e una cosa del genere non…

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“L’esperimento”

Sarei tentata di rifarlo…. ma purtroppo quest’anno le tecnologie mi servono a sopravvivere ad un’estate senza vacanze!

Thr0ugh The Mirr0r

basta<<Adesso basta! Ho deciso! Voglio stare una settimana senza le nuove tecnologie. Ce l’hanno fatta per generazioni e generazioni in passato, io stessa sono nata quando la maggior parte di questi oggetti diabolici non erano stati commercializzati, perciò lo faccio.
Spengo tutto.>>

Ho iniziato questo esperimento tornata dalle vacanze. Essendo stata all’estero ero già parzialmente disintossicata e mi è sembrato il momento propizio. Un po’ ero stanca di questa specie di interdipendenza fra me e il computer e un po’ ho pensato che se dovesse succedere un’ecatombe, un blackout, vorrei saper fare qualcosa anche senza il supporto tecnologico.

[Io non vorrei fare la parte della credulona ma… appena ho dichiarato di potercela fare senza tecnologia mi è venuta l’influenza! E non di quelle leggere, vi risparmio i dettagli ma diciamo che il primo giorno anche volendo non mi sarei potuta avvicinare a null’altro che le ceramiche del bagno.]

 Il…

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“Non dire BIACCO se non ce l’hai nel sacco”

Thr0ugh The Mirr0r

Di solito le poche persone che conoscono la figura professionale del biologo ambientale/naturalista hanno una certa immagine che si forma nella loro mente: un muscoloso e aitante canadese biondo e capellone in camicia a scacchi armato di binocolo e bicipiti che salpa su mari tempestosi per trovare il cucciolo ferito di balena da salvare, oppure qualche foca monaca a cui battere il cinque mentre ci si fa un selfie da postare su Instagram. 

Il che è anche vero, ma in generale i ricercatori ambientali sono un po’ più come me. Che ce l’ho pure una camicia a scacchi, ma non ho bicipiti e prendo la metro B. Ah, e non ho mai salvato cuccioli di balena, non ancora almeno.

Fatta questa presentazione per rompere il ghiaccio come fanno i narvali (si, ci saranno riferimenti ad animali durante il testo, se siete curiosi gugolateli), vi racconto quella del serpente in metro. 

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“L’esperimento”

<<Adesso basta! Ho deciso! Voglio stare una settimana senza le nuove tecnologie. Ce l’hanno fatta per generazioni e generazioni in passato, io stessa sono nata quando la maggior parte di questi oggetti diabolici non erano stati commercializzati, perciò lo faccio. Spengo tutto.>>   Ho iniziato questo esperimento tornata dalle vacanze. Essendo stata all’estero ero già … Continua a leggere “L’esperimento”