“Alice, the Other One”

Why did I like it so much? The answer is simple: the author is at her debut but I feel like I’ve always known her! Since the beginning I found myself absorbed in the story and getting to know the characters as if I had always read her books. It Being able to get intothe story from the very first lines, was relaxing and satisfying. I literally devoured this book, I started it on the train on a Saturday and on the subway on Monday I had already finished it.

Thr0ugh The Mirr0r

The definition of a “heavy” or “light” book always reminds me of the image of a large tome written on 90 gr / m2 paper or, vice versa, on sheets of tissue.
britta-bored-reading

I know very well that, instead, it refers to the plot, and I also use this term sometimes, but this misrepresentation continues to come to my mind.

What is that makes a book  “heavy” or “light”? Surely neither the length, nor the number of machinations, perhaps the type of narration?

For me, it is subjectivity.

I do not deny that there are books that are objectively more difficult than others, written in refined language, very convoluted, but I think that if you are zealous, even those become suddenly light.
I’m not digressing, however the book that I would like to recommend was defined by the critics as “light” and “sparkling”, but I would not want this to belittle…

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“L’Altra Alice”

Tutti noi, prima o poi nella vita, ci siamo ritrovati subordinati a qualcuno pur di riuscire nelle nostre ambizioni, Alice è tutti noi, e noi non possiamo che tifare per lei!

Un po’ Bridget Jones un po’ Kay Scarpetta senza però mai copiare, semplicemente mi è sembrato che le omaggi e ne faccia un mix perfetto per un lettore moderno che ha voglia di evadere un po’ senza dover rinunciare a quel tocco di mistero a tinte gialle.

Thr0ugh The Mirr0r

La definizione di un libro “pesante” o “leggero” mi fa sempre venire in mente l’immagine di un grosso tomo scritto su carta 90 gr/m2 o, viceversa, su fogli di carta velina.

britta-bored-reading
So benissimo che invece ci si riferisce alla trama, e anche io lo uso come termine a volte, ma continua a venirmi in mente questa caricatura.

Perché cos’è che fa di una storia un libro “pesante” o “leggero”? di certo non la lunghezza, né il numero degli intrighi, forse il tipo di narrazione?

Per me, è la soggettività.

Non nego che ci siano dei libri oggettivamente più difficili, scritti in linguaggio aulico, molto arzigogolati, ma credo che se ci si appassiona anche quelli diventano improvvisamente leggeri.

Non sto divagando, è che il libro che vorrei consigliare è stato definito dalla critica “leggero” e “frizzante”, ma non vorrei che questo lo sminuisse.

giphy4Fatto sta che io l’ho raccomandato a chiunque…

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“Una Domenica, io e la mia famiglia, ci siamo persi ne IL BOSCO e…”

Se ci avete fatto caso la gran parte delle serie tv che guardo sono di matrice statunitense, con qualche spruzzo di tv canadese, e un q.b. di serie europee: quasi tutte made in UK. Ora, tolta l’ovvia ragione che ne sfornato dieci al giorno, è che le trovo molto più avvincenti delle altre. Ma, un … Continua a leggere “Una Domenica, io e la mia famiglia, ci siamo persi ne IL BOSCO e…”

“Three writers: One story”

” ‘In our society, Marcus, the most admired men are those who build bridges, skyscrapers, and empires. But in reality, the proudest and most admirable are those who manage to build love. Because there is no greater or more difficult undertaking.'”[1]   Perhaps 779 pages are too many, he could have cut here and there … Continua a leggere “Three writers: One story”

“Alice, the Other One”

The definition of a "heavy" or "light" book always reminds me of the image of a large tome written on 90 gr / m2 paper or, vice versa, on sheets of tissue. I know very well that, instead, it refers to the plot, and I also use this term sometimes, but this misrepresentation continues to … Continua a leggere “Alice, the Other One”