“Nolite te bastardes carborundorum”

“Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. […] Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà.
Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.”[4]

Thr0ugh The Mirr0r

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«Ma quanti premi sta vincendo questa serie tv? La vedo candidata[1] ovunque!»
«Premi della critica o del pubblico?»
«È questa la cosa sconvolgente: entrambi!»
«Wow! Bisogna iniziarla allora»
«Aspetta, c’è di meglio»
«Cosa?»
«E’ tratta da un libro: The Handsmaid’s Tale[2] di Margaret Atwood[3]»
«La stessa Atwood di Alias Grace????»
«Sì»
«Domani lo prendo in libreria!!!»

È andata proprio così, niente ricerche di trama, ambientazione, o altro. Mi sono subito fidata dell’autrice che avevo conosciuto grazie ad un altro romanzo meraviglioso dal quale a breve trarranno (o forse hanno già tratto, devo informarmi) una serie tv: Alias Grace. Un romanzo che mi ha tenuta col fiato sospeso fino alla fine e che mi ricordo ancora come se l’avessi letto ieri nonostante in realtà siano passati almeno dieci anni!

Non so perché in tutto questo tempo non abbia mai letto altro di questa autrice fantastica, forse l’avevo…

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“Trentatré teorie e nessuna certezza”

“La divisione tra passato, presente e futuro ha solo il valore di un’ostinata illusione”

Thr0ugh The Mirr0r

Abituata a serie tv americane, inglesi e più raramente italiane, l’idea di un prodotto tedesco devo dire che non mi entusiasmava… specialmente visti i precedenti come “Derrik” o “Un caso per due”. Ma, sarà per la scelta della colonna sonora[1], per la trama[2], per i continui paragoni con LOST, o per semplice curiosità, ho ceduto. Mi sono preparata würstel e crauti* per entrare nell’atmosfera, mi sono stappata una EKU 28, e mi sono spaparanzata sul divano-letto con la prima puntata di DARK[3].

E poi la seconda, e poi la terza e poi la quarta….

Solo alle 3 del mattino, quando gli occhi mi chiedevano pietà sono riuscita a staccarmi da questo dramma psichedelico dai mille misteri!

Viaggi nel tempo. Banalmente potrei dire che il tema principale è questo, ma sarebbe veramente ridurre all’osso una serie intricata e ben studiata in cui…

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“TREDICI buone ragioni per leggere questa storia”

CURIOSITA’: In circolazione ci sono due versioni del romanzo con due conclusioni diverse. L’originale, nel quale (come nella serie tv) Hannah è a tutti gli effetti morta. E un’altra edulcorata dalla casa editrice in prima stesura, poiché riteneva che un suicidio fosse troppo disturbante per la fascia di pubblico al quale volevano vendere il libro, e così alla fine Hannah era in coma, ma si sveglia. E tutti hanno una seconda occasione.

Thr0ugh The Mirr0r

 

 

 

“Non si può mai sapere con certezza che tipo d’impatto ognuno di noi può avere sugli altri. Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Eppure, questo impatto esiste eccome.”[1]

Leggere un libro ai tempi di Netflix, Nowtv, Sky, Mediaset Premium, Amazon Prime e compagnia bella è diventato complicato.

Non solo perché la comodità di starsene passivamente a letto a far scorrere puntata dopo puntata il telefilm ha ucciso quel po’ di voglia dei neolettori di mettersi attivamente a girare le pagine (noi irriducibili siamo una razza a parte, né e-book né altro potrà mai sostituire il profumo della carta, il piacere di fare le orecchie di nascosto alle pagine, o l’utilità di lanciare il libro addosso a qualcuno che si permette di criticare la lettura!), ma soprattutto perché nell’ultimo anno sono usciti quasi esclusivamente film e telefilm tratti dai libri. E allora perché, si chiedono gli…

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“L’amore è un campo di battaglia in cui tutti perdono”

Lo so, per chi è del Nord tutte queste emozioni e tutti questi pensieri potranno sembrare assurdi e un pochino esagerati, ma per noi cittadini del centro-sud abituati ai climi miti, alle piogge e al vento, vedere la neve è qualcosa che capita di rado, se poi la neve attacca e ci si può rotolare sopra, è pura MAGIA!

Thr0ugh The Mirr0r

Nevica.

Ci ho messo un attimo a collegare, oh porca paletta: ne-vi-ca! qui, di nuovo, in una città totalmente impreparata ma pronta ad accoglierla come un miracolo. O una maledizione. Dipende se sei sotto le coperte al caldo vista bianco, o nel gelo dell’attesa dei mezzi pubblici che già normalmente non arrivano mai figurarsi con la scusa perfetta.

Nevica.

E improvvisamente si torna bambini e si scende in strada a creare pupazzi, palle e lasciare impronte. Si ride. Si respira la calma dell’attesa. Si fanno foto e selfie riempiendo i social e i cuori.

Nevica.

Si constata che la macchina è totalmente coperta di neve e rami caduti e pensi che va be, è solo un oggetto, anche se si è graffiata pazienza. (Fortunatamente però non si è graffiata). Si prepara la cioccolata calda e si lavora da casa.

Nevica.

Si pensa a chi non può rifugiarsi dentro e si…

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“(Non) E’ Lupus”

È durato un attimo, poi mi sono resa conto che tantissime cose in realtà erano diverse, a cominciare dal fatto che non vado al liceo da … beh, da parecchio. Per finire col fatto che con una delle due ospiti nemmeno ci parlo più… così è la vita, forse era solo l’amore per il dottor House a tenerci unite…

Thr0ugh The Mirr0r

Avete presente la sensazione di déjà-vu? Io ne ho spesso e viste le nuove teorie a riguardo[1] vuol dire che ho un buon cervello. Meno male!
Uno degli ultimi episodi riguarda un periodo della mia vita che risale a davvero tanto tempo fa, quando seduta con mio fratello e due amiche mi apprestavo a passare il giovedì pomeriggio pre-compiti con Dottor House.

Erano i primi mesi di scuola quindi ancora gli insegnanti erano abbastanza clementi, e noi quattro potevamo tranquillamente spendere due ore del nostro pomeriggio davanti al registratore e senza pericolo spoiler della sera prima, a meno che nell’arco della mattinata non avessimo incontrato qualche super fan chiacchierone.

Bei tempi quelli in cui non ti trovati tutta la puntata spiattellata su tutti i social due minuti dopo che finisce la trasmissione!

Ad ogni modo ero nella cucina dei miei con mio fratello mentre mamma sfornava un

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“Una Domenica, io e la mia famiglia, ci siamo persi ne IL BOSCO e…”

È così che Il Bosco, divenne l’appuntamento del pranzo domenicale*. Il piacere della differita senza interruzioni pubblicitarie ci portò a diventarne grandi fan e mano a mano che il mistero si andava ad infittire volavano scommesse su chi potesse essere dietro a tutto e, insospettabilmente pur essendo quattro appassionati di crime, nessuno indovinò il colpevole!

Thr0ugh The Mirr0r

Se ci avete fatto caso la gran parte delle serie tv che guardo sono di matrice statunitense, con qualche spruzzo di tv canadese, e un q.b. di serie europee: quasi tutte made in UK. Ora, tolta l’ovvia ragione che ne sfornato dieci al giorno, è che le trovo molto più avvincenti delle altre.

Risultati immagini per italian flag gifMa, un paio di inverni fa, complice una domenica sorniona a casa, un pranzo indiscutibilmente lungo e nessuna voglia di mettersi a fare zapping, ho scoperto una fiction italiana decisamente meritevole!

Sì, ho scritto italiana, avete letto bene. Capita di rado, è più facile che mi vedrete leggere scrittori nostrani che a guardare qualcosa di italica produzione, ma quando c’è un prodotto che vale bisogna sventolare alta la bandiera e sentirsi un po’ orgogliosi. E devo dire che negli ultimi anni stiamo sfornando dei buoni prodotti!

Alleluja alleluja

Anche perché quello che mi fa sempre arrabbiare è…

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“Il Cinese e il Coccodrillo”

Nessuna wonderpoliziotta o batdetective, semplici menti investigative che con fatica e intuito cercano di risolvere il caso e la vita privata. uIn questo la serie manca moltissimo! Però a sua discolpa c’è da dire che questo “prequel” non è stato inserito (il che vuol dire che non avete nemmeno la classica scusa del “ho già visto il telefilm quindi so chi è l’assassino non ha più senso leggere il libro”, tra l’altro ha SEMPRE SENSO leggere un libro!!!).

Thr0ugh The Mirr0r

Inverno. Maglioni a collo alto, tazze fumanti, piatti abbondanti e piumoni. Il camino. La neve. Chiacchiere con gli amici davanti ai giochi da tavolo ritirati fuori da soffitte e cantine.

Ho sempre immaginato che quando fossi andata a vivere per conto mio avrei passato l’inverno in questo modo. Non so se credevo di diventare milionaria tutto d’un botto per comprarmi uno chalet con tanto di camino e stanze per ogni ospite (considerando tra l’altro che il mio desiderio è di vivere sul mare! Cioè proprio quasi dentro… quindi questa sarebbe pure la seconda o terza proprietà) o semplicemente da brava sceneggiatrice mi sono lasciata trascinare dalla finzione, perché da sola ci vivo, l’inverno sta arrivando, ma io non solo non ho un camino, né stanze per tutti, ma lavorerò circa 12h al giorno quindi dubito avrò voglia di preparare deliziosi banchetti o di giocare dopo cena…

Sarebbe bello avere una…

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“Guai a finire sulla LISTA NERA di Red”

The Blacklist segue un caso a puntata, con un criminalissimo da sbattere in galera ogni 40 minuti, ma è lo sviluppo orizzontale che tiene davvero lo spettatore incollato allo schermo per seguire contemporaneamente i piani di Reddington, tutt’altro che limpidi; la doppia vita del marito di Elizabeth, Tom; il passato della stessa Elizabeth, fin troppo denso di misteri.

Thr0ugh The Mirr0r

Ormai quasi tre anni fa, ero in un famoso negozio di libri e dvd di via Nazionale a Roma, vagavo fra gli scaffali in cerca di qualcosa da regalare a mio fratello per Natale, qualche dvd con inserti speciali della Marvel magari, o un’altra saga fantasy, quando l’occhio mi cade su un dvd di una serie tv con in primo piano James Spader[1], uno dei nostri attori preferiti. Leggo la trama: Il suo nome è Red Reddington ed è uno dei criminali più ricercati al mondo. Un bel giorno si consegna all’Fbi e offre la sua preziosa «lista nera» di nomi per scovare i terroristi che si nascondono negli Stati Uniti. Unica condizione: parlerà solo con l’agente speciale Elizabeth Keen, neo assunta dell’agenzia.
Perché? Cosa è successo di così straordinario da aver fatto tornare un latitante nel posto in cui tutti lo vogliono morto?

E mi convinco. Lo prendo!

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