“Les routes étaient faites pour les voyages, pas pour les destinations.”

Premetto che prima di questa email di Bruxelles sapevo solo due cose:

1) è la sede del Parlamento europeo

2) è famosa per la cioccolata e la birra

Thr0ugh The Mirr0r

Prima che una pandemia globale ci rinchiudesse tutti in pochi metri quadrati, il bisogno di viaggiare a volte era così impellente che invece di organizzare, pianificare, scegliere ogni dettaglio di cosa vedere quando e come, io e le mie due migliori amiche, abbiamo deciso di far scegliere al destino.

O meglio al sito flykube.com[1] .

Determinate le date, abbiamo aspettato con agitazione ed emozione di scoprire dove si sarebbe fermato il dito sul mappamondo. La parte più divertente è che non sapevamo cosa mettere in valigia, perché la destinazione ci sarebbe stata comunicata appena 48h di partire, e così sceglievamo outfit sperando di azzeccare le temperature. Perché c’è da dire che abbiamo scelto di partire a Novembre, uno dei mesi più freddi dell’anno, con in lizza le mete più fredde d’Europa.

E così, due giorni prima del volo, arriva a tutte e tre la mail con i dettagli: prossima…

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“Ma saremo mai soddisfatti?”

Parliamo onestamente, l'essere umano non è mai soddisfatto di ciò che ha. Se per fortuna, impegno o caso, raggiunge l'obiettivo che si era prefissato subito ne cerca un altro, oppure se ne lamenta perché non è come se lo era figurato nella propria testa. Altrettanto onestamente c'è da ammettere che questi ultimi due anni hanno … Continua a leggere “Ma saremo mai soddisfatti?”

“Cinque anni fa…”

Quando ho aperto il blog cinque anni fa, non sapevo davvero cosa aspettarmi. Avevo tanti pensieri, tanti racconti, tante esperienze, e mi sembrava bello condividerle. Nel tempo si sono aggiunti tanti collaboratori, alcuni con i loro consigli, pensieri, esperienze e racconti. Altri con un contributo culinario, altri ancora con le preziosissime revisioni della lingua inglese. … Continua a leggere “Cinque anni fa…”

“Giovane Fuori”

Beh, che dire. Avevo ripreso ad uscire abbastanza costantemente nel weekend lavoro permettendo… poi è scoppiata una Pandemia Mondiale…..

Thr0ugh The Mirr0r

34_giovane fuoriIl venerdì serauna volta era discoteca con il tipo. Poi pub con gli amici. Poi serata del pesce in famiglia.
… ora è la serata della lavatrice.

Qualcosa ad un certo punto deve essere andato storto, ma non capisco cosa.

Intendiamoci, se volessi uscire mi basterebbe mandare un sms al volo e troverei subito qualche amico. Il punto è proprio questo: non mi va.
E non è solo perché questa settimana ho lavorato tanto e ho avuto l’influenza (a dirla tutta ho lavorato con tutta l’influenza), è una sensazione generale di vecchiaia.

Il primo sintomo è stato quando la mia amica Luna mi ha detto che andava a un concerto all’aperto e io mi sono raccomandata di impalmarsi di crema solare anziché di flirtare col più carino del settore.

Ma chi voglio prendere in giro. Questo non è il primo sintomo. Questo è l’ultimo campanello d’allarme di una…

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“Pandemic”

One year.

Thr0ugh The Mirr0r

You know, it’s curious that the moment you have plenty of time to write, you lose your words.

Because any word seems banal, already said, inexperienced, deafening, absurd, surreal. Like this pandemic.

Pandemic.

I didn’t think I’d ever see one, lived one. Like many I felt in an era where pollution or digital would have been the enemies. The atomics. But a pandemic.
It looks like a movie and it’s not. And there is no end in sight. And you stay at home, you stay positive (no, I can’t do it much, let’s face it), clinging to the hope of common sense, of a cure, of an end. Of a new beginning.

And the words remain empty.

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“Pandemia”

Un anno.

Thr0ugh The Mirr0r

Sapete, è curioso che nel momento in cui si avrebbe tutto il tempo di scrivere, si perdano le parole.

Perché qualsiasi parola mi sembra banale, già detta, inesperta, assordante, assurda, surreale. Come questa pandemia.

Pandemia.

Non pensavo ne avrei mai vista una, vissuta una. Come molti mi sentivo in un’epoca dove l’inquinamento o il digitale sarebbero stati i nemici. Le atomiche. Ma una pandemia.

Sembra un film e non lo è. E non si vede la fine. E si resta a casa, si resta positivi (no, non ci riesco molto, ammettiamolo), aggrappati alla speranza del buon senso, di una cura, di una fine. Di un nuovo inizio.

E le parole restano vuote.

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“Les routes étaient faites pour les voyages, pas pour les destinations.”

Prima che una pandemia globale ci rinchiudesse tutti in pochi metri quadrati, il bisogno di viaggiare a volte era così impellente che invece di organizzare, pianificare, scegliere ogni dettaglio di cosa vedere quando e come, io e le mie due migliori amiche, abbiamo deciso di far scegliere al destino. O meglio al sito flykube.com[1] . … Continua a leggere “Les routes étaient faites pour les voyages, pas pour les destinations.”

“Il vero Capodanno”

L’anno scorso scrivevo questo: E niente, sei tornato. Come ogni anno. Non ci si può fare molto... Che poi non è nemmeno colpa tua, non hai scelto tu di essere proposto come l'inizio della fine. Non hai scelto di essere un lunghissimo lunedì. Non hai certo deciso di avere la responsabilità di chiudere l'estate, né … Continua a leggere “Il vero Capodanno”