“Pancakes, Brandy & Manipulation”

Naively, I was convinced that the quiz I was taking part to with my class was an educational and fun idea to learn something new. But just before the red light marked the REC, a producer (who was then called “director’s slave”) came to give me the answers.
Not the questions, the answers !!!!
Even today I persist outraged!

Thr0ugh The Mirr0r

The first time I was in a TV studio I was enchanted by the dazzling lights, the multicolours panels and …. by make-up artists, prompts, hunchbacks, and a thousand other artefacts that are committed to making true what is so fake.

Naively, I was convinced that the quiz I was taking part to with my class was an educational and fun idea to learn something new. But just before the red light marked the REC, a producer (who was then called “director’s slave”) came to give me the answers.
Not the questions, the answers !!!!
Even today I persist outraged!
First of all because I would have known the answers by myself!
Secondly because it was all a scam!
My team had to win because “more telegenic” than the adversary.
That’s all.
No worth.

second-seasonMy support of a spectator was entirely superfluous, indeed, ridiculous, thinking about it, since everything was…

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“Pancakes, Brandy & Manipolazione”

Ingenua, ero convinta che il quiz al quale stavo partecipando con la mia classe, fosse uno spunto educativo e divertente per imparare qualcosa di nuovo. Ma poco prima che la luce rossa segnasse il REC, un producer (che allora si chiamava “schiavo del regista” ) venne a darmi le risposte.
Non le domande, le risposte!!!!

Thr0ugh The Mirr0r

La prima volta che sono stata in uno studio tv sono rimasta incantata dalle luci abbaglianti, dai pannelli multicolore e…. dai truccatori, i suggeritori, i gobbi, e altri mille artefatti che si impegnavano a rendere vero ciò che c’è di più finto.

Ingenua, ero convinta che il quiz al quale stavo partecipando con la mia classe, fosse uno spunto educativo e divertente per imparare qualcosa di nuovo. Ma poco prima che la luce rossa segnasse il REC, un producer (che allora si chiamava “schiavo del regista” ) venne a darmi le risposte.
Non le domande, le risposte!!!!
Ancora oggi ne rimango indignata!
Prima di tutto perché le avrei sapute pure da sola!
Secondo perché era tutto un imbroglio! Doveva vincere la mia squadra perché “più telegenica” rispetto a quella avversaria.
Tutto qua.
Nessuno merito.

second-seasonIl mio “tifo” da spettatrice era del tutto superfluo, anzi, ridicolo, a pensarci, giacché era già…

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“Il problema storico-politico dell’Uomo Perfetto”

Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.

Thr0ugh The Mirr0r

Ammettilo femmina, incrocio sentimentale  di due cromosomi x  che si sono presi a capocciate, il problema dell’uomo perfetto è un’idea ricorrente.
Di più.
Un leit motif che attraversa il corso di un’intera vita, sin da quando da bambina facevi la collezione delle foto di Leonardo di Caprio.

Noi femmine “all’antica” ci pensiamo, c’abbiamo sempre pensato o sperato che dir si voglia, nel trovar L’UOMO PERFETTO.
Ci siamo crogiolate nella tenerezza calda di libri e storie che hanno fomentato le nostre idee romantiche prima di entrare in confusione e sbattere la nostra delicata e durissima testolina sul fatto che “l’uomo perfetto” è una strategia di mercato, un prodotto di marketing alla stregua del cioccolato light.
La prima volta che mi sono soffermata a pensare che forse un U.P. esisteva avevo 8 anni e in tv c’era il sorriso beffardo e mai dimenticato di Clark Gable.
Forse a quell’età sarebbero stati più…

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“Three writers: One story”

And having so many genres inside, it is a novel suitable for everyone, it can excite for the poignant love story, for the mystery, for the betrayed friendship, for the inspiration that does not arrive. In an interview the author stated that with this book he aimed to get on his readers the same effect that the TV series Homeland had on him (series I will talk about!):
“You watch one episode, then another, then you start doing stupid things like watching four in a row at night so you can’t work the next day … My ambition was to achieve the same result with a book”

Thr0ugh The Mirr0r

” ‘In our society, Marcus, the most admired men are those who build bridges, skyscrapers, and empires. But in reality, the proudest and most admirable are those who manage to build love. Because there is no greater or more difficult undertaking.’”[1]


Perhaps 779 pages are too many, he could have cut here and there and a great thriller would have come out anyway, yes, maybe the writing is still a bit unripe and the twists and turns are abundant but too isolated towards the end.
All reproaches that are easily found around and that made Joel Dicker[2] the perfect alter ego of the protagonist of his novel: Marcus Goldman, a young and successful writer who finds himself trapped in the writer’s block after the first success. Reading this book was like reading several books at the same time.Not only because it is a combination of different…

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“Tre scrittori: Una storia”

In un’intervista l’autore ha affermato che con questo libro mirava a ottenere sui suoi lettori lo stesso effetto che ha avuto su di lui la serie TV Homeland :

“Vedi una puntata, poi un’altra, poi cominci a fare delle stupidaggini tipo vederne quattro di fila di notte così il giorno dopo non riesci a lavorare… La mia ambizione era ottenere lo stesso risultato con un libro”
Secondo me ci è riuscito, questo romanzo con la numerazione dei capitoli al contrario (parte dal 31 e inizia un conto alla rovescia) inizia lento, aggancia il lettore, lo intriga con pochi personaggi e un piccolo problema. Poi accelera, sempre di più, e introduce sempre più personaggi e sempre più intrighi, fino a che ormai non si può non finire!

Thr0ugh The Mirr0r

la-verita-sul-caso-h-quebec  Graphic by: Federica

“So solo che la vita è fatta di scelte e bisogna saperle fare nell’ordine giusto.” [1]

Forse779 pagine sono troppe, poteva tagliare qua e la e sarebbe uscito comunque un ottimothriller,sì, forse la scrittura è ancora un po’ acerba e i colpi di scena sono abbondanti ma troppo isolati verso il finale.

Tutte critiche più che giuste che si trovano facilmente in giro e che hanno fatto diJoel Dicker[2]il perfetto alter ego del protagonista del suo romanzo: Marcus Goldman, giovane scrittore di successo che dopo il primo boom si ritrova intrappolato nel blocco dello scrittore. E per superarlo si rivolge al suo mentore, Harry Quebec, uno scrittore di successo diventato insegnante e che si ritrova indagato per un omicidio avvenuto più di trenta anni prima…

“Oltre a essere effimera, la gloria non è priva di conseguenze.” [3]

Leggere questo libro…

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” Apple Pie & Crystal Shoes “

the perplexed girl who lived in the boot, prepared the apple pie * in honour of Grimilde, here transformed into Regina

Thr0ugh The Mirr0r

Once upon a time, in a boot-shaped wasteland, there was a girl perplexed by the fact that although they were inept and a bad example for little girls, the princesses of fairy tales always defeated the villains. […] This perplexed girl, growing up, had become more and more team-villains and she wanted alternative versions in which characters like Maleficent, Ursula, Jafar or Grimilde finally got the victory […] Desperate, the perplexed girl thought there was no hope, until one day her team-villains friend invited her to start a new TV series in which the Evil Queen had defeated the Heroes by blocking them in a city without time and without reminiscence, making them live like regular mortals in which she was the only one with the The Dark One  aware of the truth.

giphyFor three seasons Once Upon A Time was a real relief, because despite the Villains were…

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“Scarpette di Cristallo & Torta di Mele”

Insomma tutto procedeva nella giusta direzione, e la ragazza perplessa che viveva nello stivale, si preparava la torta di mele* in omaggio a Grimilde, qui trasformata in Regina, e si appassionava sempre di più agli intrighi della nuova versione delle favole

Thr0ugh The Mirr0r

C’era una volta, in una landa a forma di stivale, una ragazza perplessa sul perché nonostante fossero inette e di cattivo esempio per le bambine, le principesse delle favole sconfiggessero sempre i villains. […] Questa ragazza perplessa, crescendo, era diventata sempre più team-villains e avrebbe voluto versioni alternative in cui personaggi come Malefica, Ursula, Jafar o Grimilde ottenessero finalmente la vittoria […]
Disperata, la ragazza perplessa pensò che non c’era speranza, finché un giorno una sua amica team–villains la invitò ad iniziare una nuova serie tv in cui la Regina Cattiva aveva sconfitto gli Eroi bloccandoli in una città senza tempo e senza memoria, facendoli vivere come dei comuni mortali in cui solo lei e L’Oscuro erano a conoscenza della verità.

giphy

Per tre stagioni Once Upon A Time fu un vero sollievo, perché nonostante i Villains venissero puntualmente sconfitti, gli Eroi si meritavano la vittoria: Biancaneve era una cacciatrice…

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“A tree, a plaid and Battenberg cake’s smell”

Because when I read I’m in three places at the same time: the physical one, the one in the novel, and the one in my head.
It does not always happen, not with all the books, there must be a specific alchemy, a certain type of writing, the plot must be very memorable, able to take me away, to make me forget the here and now.

Thr0ugh The Mirr0r

“I like autumn. The drama of it; the golden lion roaring through the back door of the year, shaking its mane of leaves. A dangerous time; of violent rages and deceptive calm, of fireworks in the pockets and conkers in the fist.” [1]

Do you believe inmagic?

tumblr_o7qhgwlrcs1uxbjjso1_500I’m not talking about hand reading or cheap nonsense.
I mean magic, the real one, the one that makes you be in two places at once, for example.

I do.
Because when I read I’m in three places at the same time: the physical one, the one in the novel, and the one in my head.
It does not always happen, not with all the books, there must be a specific alchemy, a certain type of writing, the plot must be very memorable, able to take me away, to make me forget the here and now.

“Gentleman and Players”[1]it’s…

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“Un albero, un plaid & profumo di Battenberg cake”

Voi ci credete nella magia?
Non parlo della lettura della mano o delle cialtronerie da quattro soldi, intendo la magia, quella vera, quella che ti fa essere in due posti contemporaneamente per esempio.

Thr0ugh The Mirr0r

 «Nel complesso si può essere soddisfatti della mia esibizione di oggi. Forse una parte di me ha ancora voglia di farsi riconoscere, ma il brivido del pericolo è stato vivo tutto il giorno, mentre cercavo di non ostentare troppa familiarità con gli edifici, le regole, le persone»[1]

Voi ci credete nellamagia?

Non parlo della lettura della mano o delle cialtronerie da quattro soldi. tumblr_o7qhgwlrcs1uxbjjso1_500Intendo la magia, quella vera, quella che ti fa essere in due posti contemporaneamente per esempio.

Io sì.
Perché quando leggo sono in tre luoghi allo stesso tempo: quello fisico, quello del romanzo, e quello nella mia testa.

Non succede sempre, non con tutti i libri, ci deve essere un’alchimia particolare, un certo tipo di scrittura, la trama deve essere molto accattivante, in grado di portarmi via, di farmi dimenticare il qui e ora.

«L’insegnamento è una partita di inganni…

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“C’era una volta (e c’è ancora)”

C’era una volta, in una landa a forma di stivale, una ragazza perplessa sul perché nonostante fossero inette e di cattivo esempio per le bambine, le principesse delle favole sconfiggessero sempre i villains.

Thr0ugh The Mirr0r

C’era una volta, in una landa a forma di stivale, una ragazza perplessa sul perché nonostante fossero inette e di cattivo esempio per le bambine, le principesse delle favole sconfiggessero sempre i villains.

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Salvata Aurora che poverina è stata relegata a vivere con tre imbranate “zie” ai confini della civiltà e bandita dal Reame quando sarebbe bastato dirle <<Ciccia sei stata maledetta perché siamo così cretini che non abbiamo invitato la più potente strega dell’Universo al tuo battesimo, quindi stai lontana dagli arcolai!>>, e invece, ignara e confusa, come ogni adolescente che si rispetti appena può cerca di scappare dalla vita noiosa che conduce; e il suo coraggioso principe Filippo che tutto sommato la sua gloria se la guadagna cavalcando fra i rovi e sconfiggendo il drago

ficent Graphic by: Gioia

(forse sono stata l’unica bambina a piangere per la morte di Malefica), strappando al pericolo non solo…

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