Libri & Altri Rimedi

“Un Aquilone color Malinconia”

È straordinario, e spaventoso, quanto sia ancora attuale, quanto rileggendolo ci si riveda ancora e ancora in quel clima, in quell’odio, in quella fatica.
Non è un romanzo per deboli di cuore. E’ duro e onesto. A tratti crudele. E allo stesso tempo poetico, dolce. Questo romanzo va letto e riletto per la poesia, per gli argomenti e le emozioni che trasmette. Avvinghiati a una copertina e una bevanda calda consolatrice, circondati da pacchi di fazzoletti.

Thr0ugh The Mirr0r

Lo scrittore francese Victor Hugo scriveva della malinconia che è “la gioia di sentirsi tristi”. Si potrebbe definire come il desiderio, in fondo all’anima, di qualcosa che non si ha mai avuto, ma di cui si sente dolorosamente la mancanza. 

C’è stato un Autunno in cui non sono stata molto bene, non facevo in tempo a riprendermi da un’influenza che me ne veniva un’altra.
Capita a tutti prima o poi nella vita, non è niente di preoccupante. Lo diventa però, se è l’Autunno dell’ultimo anno di liceo, nel quale tutti i professori infieriscono e ti terrorizzano ricordandoti (come se non fosse chiaro!) che quello è l’anno della maturità e non puoi fallire.
Poca pressione, insomma.

Perciò essere relegata a letto, smocciolante, poche settimane dopo l’inizio delle lezioni mi aveva messo in uno stato di agitazione. Non solo, improvvisamente la voglia di scappare dalla scuola e intraprendere finalmente il…

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Libri & Altri Rimedi · Un tuffo nel Classico

I Classici: “Orgoglio & Pregiudizio”

Ma, come sempre, vi consiglio di leggere l’originale, sia per il linguaggio ottocentesco così affascinante (specialmente in inglese), sia per le ambientazioni, ma soprattutto perché Austen riesce a catturare il lettore già dalle prime pagine e ci si ritrova catapultati immediatamente in quell’atmosfera, si riesce a scorgere la bella campagna inglese senza bisogno del supporto cinematografico. Il romanzo ci permette di calarci nei panni di qualcun altro, viviamo la sua esperienza, guardiamo con i suoi occhi; alla fine torniamo in noi, chiudiamo il libro e, se si tratta di un buon libro, avremo la sensazione di essere cambiati, come se avessimo vissuto noi tutto ciò che è accaduto ai personaggi di cui abbiamo letto.

Thr0ugh The Mirr0r

“Non puoi, per amore di una persona, mutare la sostanza dei principi e dell’integrità morale, come non puoi cercare di convincerti, o di convincere me, che l’egoismo è prudenza, e l’incoscienza del pericolo una garanzia di felicità.”[1]

Non sono mai stata grande fan delle storie d’amore, ma quando, per esigenze scolastiche, ho dovuto leggere “Orgoglio & Pregiudizio”[2], mi sono ricreduta, non tutto il genere “rosa” è da scartare. Ci sono storie che vanno ben oltre il semplice sentimentalismo, che entrano dentro, che ci trasmettono così tanto da aver voglia di rileggerle.

E così è stato per il romanzo della Austen, che ho riletto più e più volte fino quasi a poterlo recitare a memoria. Le storie d’amore solitamente sono quasi sempre afflizioni di ragazzine, tentativi di pornografia emotiva se paragonate all’antropologia sociale che la Austen sviluppa romanzo dopo romanzo.


L‘orgoglio si riferisce all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a ciò che vorremmo gli altri pensino di noi.”[3]

Qualora non l’aveste…

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Libri & Altri Rimedi

“In Viaggio ne «L’Età Indecente»”

No english version.

Non si era affatto rinco, anzi, mi stava semplicemente insegnando che il genitore è il mestiere più difficile del mondo! Perché anche quando tu, figlia/o, pensi di stare nel giusto, e ti rompi a starli a sentire con le loro mille preoccupazioni, loro – i genitori – hanno mille preoccupazioni lo stesso. Vivono la loro e la tua vita. Non possono farne a meno.

Almeno, i bravi genitori!

Thr0ugh The Mirr0r

Premise: There will not be an English version of this article as the book has not only not been translated, but would be untranslatable, using a very specific language.

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Quando mio padre mi ha consigliato questo libro, per un attimo ho creduto volesse lanciarmi un messaggio, ma al di là di qualche piccola marachella e di stupidate che lui non sapeva (non credo almeno, oddio, lo spero!) sono stata un’adolescente fin troppo garbata. Non mi drogavo, non fumavo, non mi sono fatta piercing o tatuaggi segreti, ho sempre retto molto bene l’alcool -ma comunque non ho mai bevuto tanto da farmi dover ricoverare. Se dovevo vedere i ragazzi lo facevo di giorno, non sono mai sgattaiolata via di notte mettendoli in apprensione; a volte sono partita col treno e sono stata via una giornata intera, ma la notte sono sempre rientrata sana e salva!

Per carità ogni cosa che dicevano…

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“Un Sabato pomeriggio con Bonita Faye”

Avrò avuto 11 anni, ero annoiata perché avevo già finito il nuovo de “I Piccoli Brividi”[2] di cui andavo matta e mi scambiavo con la mia amica Ilaria; si avvicina mio padre e mi porge un romanzo “da grandi” <leggilo, ti piacerà>.

Se c’è una persona di cui mi fido ciecamente su tutto (in particolare sulla lettura) è mio padre, perciò mi sono presa questo libro, e senza chiedergli nemmeno di cosa parlasse, mi sono seduta a terra con la schiena appoggiata al termosifone (come continuo a fare ancora oggi…) e l’ho iniziato.

Thr0ugh The Mirr0r

“Dopotutto uccidevo solo una volta ogni quarant’anni. Facevo in tempo a morire, prima che me ne tornasse la voglia.”[1]

Sabato pomeriggio di Ottobre, romy-and-michele-nothing-to-wear-giftempo incerto, né abbastanza caldo per giocare all’aperto, né così freddo da volersi rifugiare all’interno, quel meteo che ti fa andare in giro vestito come un cretino con gli stivali da neve e la canotta, per intenderci.

Avrò avuto 11 anni, ero annoiata perché avevo già finito il nuovo de “I Piccoli Brividi”[2] di cui andavo matta e mi scambiavo con la mia amica Ilaria; si avvicina mio padre e mi porge un romanzo “da grandi” <<Leggi questo, ti piacerà>>.

Se c’è una persona di cui mi fido ciecamente su tutto (in particolare sulla lettura) è mio padre, perciò mi sono presa questo libro, e senza chiedergli nemmeno di cosa parlasse, mi sono seduta a terra con la schiena appoggiata al termosifonelarge (come continuo…

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“E nevica ancora da togliere il fiato”

A Roma, in questi giorni di luglio, l’emergenza è il caldo e l’immondizia, altro che neve…

la verità è che quando fa freddo ci lamentiamo e quando fa caldo ci lamentiamo
non siamo mai contenti, forse dovremmo solo imparare a vivere meglio il momento

 

Thr0ugh The Mirr0r

la-neve-se-ne-frega Graphic by: Veronica

<Adesso è tardi. Tardi per venire via. Tardi per raccontarmi altre balle. Tardi per le domande e per le risposte.>[1]

L’Inverno è una stagione strana, dura esattamente come tutte le altre ma sembra più lungo, sarà per il freddo, perché si accumulano tanti impegni, perché le giornate sono corte e si rischia di uscire di casa col buio e rientrare col buio.

Il cielo è cupo, grigio-blu, le strade sono trafficate, i parchi vuoti se non per qualche persona più sfortunata che non ha altro posto in cui andare[2].
C’è un momento però in cui tutto sparisce, tutto sembra attutito e bellissimo, quasi magico: quando nevica.

A Roma non capita spesso, e quelle rare occasioni in cui è caduta purtroppo è stato un gran guaio perché la città si è paralizzata.
Ma quando capita è uno spettacolo straordinario, un esempio di quanto…

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“Vento, Violini & Spezie”

Ancora il mio preferito…

Thr0ugh The Mirr0r

«…le sue pagine palpitarono come le ali di una farfalla a cui viene restituita la libertà, sprigionando una nuvola di polvere dorata… ebbi la sicurezza che quel libro mi aveva atteso per anni, probabilmente prima che io nascessi.»[1]

 

fall-leaves-autumn-gif-1 Il vento ulula e si insinua sotto i porticati, alza le gonne, scompiglia i capelli, crea vortici nei prati portandosi dietro foglie gialle, rosse e marroni, spinge le nuvole, ingrossa i mari. Poi improvvisamente smette e al suo posto arriva la pioggia, lenta, annoiata, riempie gli spazi col suo odored’Autunno facendo scivolare le gocce sui vetri, sporca gli oggetti e lava via i peccati.

In quest’atmosfera, trovate labiblioteca più vicina, una di quelle vecchie con l’odore dei libri che si sente già dall’atrio, sì, non fate quella faccia, esistono ancora, poche, ma ci sono!, preparate una bella colonna sonora e lasciate che la fantasia vi trasporti…

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“Anche i ricchi piangono… (se hanno figli stupidi) ma con più stile”

Qualche anno fa passeggiavo per il centro, era maggio e non faceva né caldo né freddo, una di quelle giornate in cui si può sperare di fare pace col mondo, ero in anticipo per vedermi con delle amiche, quando mi imbattei in un negozio di caramelle, ne aveva di ogni forma e colore che ti… Continua a leggere “Anche i ricchi piangono… (se hanno figli stupidi) ma con più stile”

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“Di più è meglio”

"Il risultato dell’armonia non è la somma delle libertà e della spontaneità di ognuno dei due, ma della sottrazione consensuale di una porzione della libertà e della spontaneità di tutti e due."[1] Ho sottolineato questa frase nel libro, la prima volta che l’ho letto, alle superiori. Ed oggi, che lo rileggo a distanza di quasi… Continua a leggere “Di più è meglio”