“Un’Estate fra cattedrali e foreste”

« IO SONO CERTA CHE NULLA PIÙ SOFFOCHERÀ LA MIA RIMA, IL SILENZIO L’HO TENUTO CHIUSO PER ANNI NELLA GOLA COME UNA TRAPPOLA DA SACRIFICIO, È QUINDI VENUTO IL MOMENTO DI CANTARE UNA ESEQUIE AL PASSATO. »[4]

Through The Mirror

«I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro.»[1]

Eccoci qua, io, un frappè cocco e cioccolato, occhiali da sole e 1030 pagine che ho tenuto in serbo proprio per questa lunga Estate. Certo che sei grosso eh, chissà quanti alberi hanno abbattuto per darti alla luce, sarà meglio che tu ne valga la pena, mio caro.

Risultati immagini per pillars of the earth gifSono passati quattro anni, ma ricordo perfettamente il giorno in cui ho iniziato I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follet, dopo che colleghi, parenti ed amici me lo hanno consigliato per anni, era arrivato il momento: il romanzo[2] si apre nel 1123 in Inghilterra, quando un uomo viene impiccato con l’accusa di essere un ladro e la vicenda abbraccia circa cinquant’anni di storia inglese e si conclude nell’anno dell’uccisione di Thomas Becket…

View original post 519 altre parole

“Il Cinese e il Coccodrillo”

Nessuna wonderpoliziotta o batdetective, semplici menti investigative che con fatica e intuito cercano di risolvere il caso e la vita privata. uIn questo la serie manca moltissimo! Però a sua discolpa c’è da dire che questo “prequel” non è stato inserito (il che vuol dire che non avete nemmeno la classica scusa del “ho già visto il telefilm quindi so chi è l’assassino non ha più senso leggere il libro”, tra l’altro ha SEMPRE SENSO leggere un libro!!!).

Through The Mirror

Inverno. Maglioni a collo alto, tazze fumanti, piatti abbondanti e piumoni. Il camino. La neve. Chiacchiere con gli amici davanti ai giochi da tavolo ritirati fuori da soffitte e cantine.

Ho sempre immaginato che quando fossi andata a vivere per conto mio avrei passato l’inverno in questo modo. Non so se credevo di diventare milionaria tutto d’un botto per comprarmi uno chalet con tanto di camino e stanze per ogni ospite (considerando tra l’altro che il mio desiderio è di vivere sul mare! Cioè proprio quasi dentro… quindi questa sarebbe pure la seconda o terza proprietà) o semplicemente da brava sceneggiatrice mi sono lasciata trascinare dalla finzione, perché da sola ci vivo, l’inverno sta arrivando, ma io non solo non ho un camino, né stanze per tutti, ma lavorerò circa 12h al giorno quindi dubito avrò voglia di preparare deliziosi banchetti o di giocare dopo cena…

Sarebbe bello avere una…

View original post 647 altre parole

“Il difficile Cammino verso il Bene”

Adoro quando una serie tv ti fa ragionare, ti pone di fronte a un dilemma morale e ad ogni puntata ti confonde sempre più… non è un prodotto statico, non è un rapporto passivo. Questo show fa sì che lo spettatore sia parte attiva, si ponga il dubbio di quale fazione scegliere, e – per la prima volta – pone un punto di vista completamente diverso sulle sette religiose.

Through The Mirror

Inverno, appartamento in ristrutturazione, ci sono dei senzatetto che cercano rifugio contro le temperature sotto zero, il costruttore li caccia via. Deve farlo. Poi però esce a passo svelto, torna poco dopo con una busta della spesa e un paio di panini fumanti, va dai senzatetto e gli lascia tutto.
Sarà la vicinanza col Natale, o – come me- ha da poco finito The Path e gli è venuto un gran bisogno di far del bene all’umanità, condito da un vago ma costante senso di colpa?

the-path-204-1

Forse è solo un uomo generoso, sta di fatto che è raro vedere un gesto del genere e mi rimane impresso.
Tanto più che, come accennavo, ho appena concluso la seconda stagione di una delle serie più ambigue che abbia mai visto.
Quanto è sottile il confine fra bene e male?
Quando facciamo una buona azione la stiamo donando a qualcuno o compiacciamo noi…

View original post 1.005 altre parole

“Voglio andare a vivere in campagna… (ma anche NO!)”

L’immagine del contadino sorridente e rilassato delle pubblicità non gli è mai appartenuta. A chi si riempie di belle parole e pensa a quanto sia bello e rilassante il lavoro in campagna contro lo stress cittadino vorrei fargli passare solo un paio d’ore con mio padre.

Through The Mirror

Sono nipote di contadini o, come li classifica 3 sl’INPS, coltivatori diretti. Sia mio padre che mia madre hanno passato l’infanzia e l’adolescenza fra campi, stalle, e orti di varia grandezza.

Entrambi sono andati a scuola, ma questo non impediva loro di dedicare ogni minuto libero a lavorare con i propri genitori. Fra campi di grano, vigneti, uliveti, pecore da portare al pascolo e uova da raccogliere, la campagna richiede impegno e fatica 365 giorni all’anno. Potevano sì nutrirsi di cibi davvero naturali e a chilometro zero ma le ossa rotte a fine giornata non gliele toglieva proprio nessuno. Quando mio padre ha deciso di voler continuare dopo le scuole dell’obbligo e non seguire le orme paterne, per mio nonno è stata una scelta insensata, il quale è sempre stato convinto che la sola ricchezza potesse venire dalla terra. Pur svolgendo un lavoro d’ufficio mio padre non ha assolutamente reciso le…

View original post 726 altre parole

“Ma chi me l’ha fatto fa?” – Cap. II «L’ADDESTRAMENTO»

Tremavo talmente tanto che avevo la sensazione che le sagome si muovessero autonomamente. Inoltre, da quella posizione non riuscivo più ad individuare il mio bersaglio.

Through The Mirror

Alla domanda: «come mai hai deciso di fare il poliziotto», ho sempre risposto in modo evasivo. Non che me ne vergognassi, anzi. Il fatto è che non potevo neanche dire che quella scelta professionale fosse stata frutto di una profonda analisi delle mie attitudini. Che alla fine aveva prevalso in me il senso dello Stato e bla bla bla. Onestamente non è andata così.

Capitolo I: La Leva

Capitolo II: L’addestramento

Dopo un paio di giorni la febbre mi era passata e il petto era tornato della giusta misura. Mi sentivo debole e in testa avvertivo dolore e prurito. Raggiunsi il bagno di quella che poi scoprii essere l’infermeria e mi guardai allo specchio: la buona notizia era che non essendoci più i capelli avrei potuto spalmare agevolmente la pomata sulle ferite; quella brutta era che sembravo un sopravvissuto di Birkenau.
Quando tornai nella mia camerata trovai sul…

View original post 1.415 altre parole

I Classici: “Harry Potter”

<< Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.>>[1]     Potrei scrivere … Continua a leggere I Classici: “Harry Potter”