I Classici: “Frankenstein, o il moderno Prometeo”

Credo vada letto più che visto, per questa potenza del messaggio che per ragioni tecniche viene sempre meno nelle versioni mediate.

Thr0ugh The Mirr0r

frank Graphic by: Federica

“La sua pelle gialla a malapena copriva la trama dei muscoli e delle arterie, i suoi capelli erano fluenti e di un nero lucente, i denti di un bianco perlaceo, ma questi pregi facevano solo un più orrido contrasto con gli occhi acquosi che sembravano quasi dello stesso colore delle orbite biancastre…”[1]

 

 L’eruzione del vulcano Monte Tambora in Indonesia, nell’Aprile del 1815, in cui morirono decine di migliaia di persone, provocò l’emissione di enormi quantità di cenere. Secondo i climatologi, quell’eruzione potrebbe anche avere giocato un ruolo nel rendere particolarmente fredda e piovosa l’estate del 1816 in tutto l’emisfero settentrionale. Fu in quell’anno definito “senza estate” che, durante una vacanza in Svizzera, Mary Wollstonecraft in compagnia dei suoi amici scrittori e poeti, lord Byron e Shelley (che poi divenne marito di Mary) ebbe (da un sogno, come racconta) l’ispirazione per Frankenstein[2].

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“Trova le differenze…”

Anche a casa mia ci sono dei libri, sistemati alla meglio nello scaffaletto in metallo preso da Ikea, alcuni visibilmente sgualciti – testimoni e vittime dei mie stralunati e tribolati anni universitari- altri immacolati, facenti parte della categoria: “prima o poi lo leggo”, e poi ci sono sempre quattro-cinque libri sparsi nella stanza (sul comodino, sul puff, sulla scrivania) con delle orecchiette tra la copertina e le prime pagine: la categoria “poi li riprendo”, mollati per la mia farlocca capacità di gestione del tempo, e neanche uno che avesse un fotXXo segnalibro, quindi spesso mi capita di leggere per la cinquantesima volta le stesse pagine.

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Il motore di ricerca più famoso del mondo è per me una droga. Qualsiasi dubbio che mi sorge è subito sanato dalle mie dita cicciotte e dal mio frenetico digitare. Cerco di tutto, dalle biografie dei personaggi culturalmente e socialmente noti alle notizie dal mondo, dalle ricette culinarie ai consigli dei medici on line, dalle recensioni di libri, spettacoli teatrali, televisivi, cinematografici agli articoli più disparati di perfetti sconosciuti che hanno potuto diffondere i loro pensieri grazie al fantastico mondo dell’Internet.

Fino a qui: niente di strano.

Chiunque, quasi quotidianamente, soddisfa le proprie curiosità o la propria sete di conoscenza…  ma io, troppo spesso, faccio quel passo in più che a volte sarebbe meglio, anzi: salutare, proprio non fare. Io digito sul motore di ricerca persone che conosco solo per vie traverse e mi informo dei loro status o pubblicazioni sui vari social.. No! Non è…

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“Voglio andare a vivere in campagna… (ma anche NO!)”

L’immagine del contadino sorridente e rilassato delle pubblicità non gli è mai appartenuta. A chi si riempie di belle parole e pensa a quanto sia bello e rilassante il lavoro in campagna contro lo stress cittadino vorrei fargli passare solo un paio d’ore con mio padre.

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Sono nipote di contadini o, come li classifica 3 sl’INPS, coltivatori diretti. Sia mio padre che mia madre hanno passato l’infanzia e l’adolescenza fra campi, stalle, e orti di varia grandezza.

Entrambi sono andati a scuola, ma questo non impediva loro di dedicare ogni minuto libero a lavorare con i propri genitori. Fra campi di grano, vigneti, uliveti, pecore da portare al pascolo e uova da raccogliere, la campagna richiede impegno e fatica 365 giorni all’anno. Potevano sì nutrirsi di cibi davvero naturali e a chilometro zero ma le ossa rotte a fine giornata non gliele toglieva proprio nessuno. Quando mio padre ha deciso di voler continuare dopo le scuole dell’obbligo e non seguire le orme paterne, per mio nonno è stata una scelta insensata, il quale è sempre stato convinto che la sola ricchezza potesse venire dalla terra. Pur svolgendo un lavoro d’ufficio mio padre non ha assolutamente reciso le…

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“La vita non è un film”

La vita non è un film.
La vita non è un romanzo.
La vita non è assolutamente, indiscutibilmente, un film tratto da un romanzo.

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La vita non è un film.
La vita non è un romanzo.
La vita non è assolutamente, indiscutibilmente, un film tratto da un romanzo.

avengetumblr_m7osi4g9af1qa9337Lo so, non servivo io a dare queste perle di saggezza; ma è bene ribadirlo perché ogni tanto si tende a dimenticarlo e ritrovarsi a farsi lunghe sAghe in testa per un semplice avvenimento.

– E comunque anche se lo fosse, un film, o un romanzo dico, il mio sceneggiatore deve essere ubriaco, questo spiegherebbe molte cose, fra le altre, la sistematica alternanza di periodi vuoti e piatti e altri ai quali arrivo perennemente in affanno. –

Non ditemi che non avete mai fantasticato ad occhi aperti quando la vostra mano ha incontrato quella di uno sconosciuto agguantata sull’ultimo litro di latte, i vostri giphy3sguardi si sono incrociati e dal “lo prenda lei” <<ma no, c’era prima lei>> <<ma si figuri, insisto>> <<lei è così gentile…

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“Ghostwriter alla riscossa”

Un giorno sono rimasta una ventina di minuti a fissare una lucertola. Se ne stava sotto un muretto, spalmata al sole, immobile. Le persone le passavano anche piuttosto vicine, ma lei niente. Non ho idea se le lucertole abbiano dei pensieri, dovrei chiederlo al nostro caro Francesco, ma se ne hanno in quel momento scommetto … Continua a leggere “Ghostwriter alla riscossa”

“Hamburger & Caffè da Luke’s”

Chi di voi non ha mai sentito questa sigla? Non ci credo, impossibile! Volenti o nolenti è capitato a tutti di ascoltarla e magari anche di canticchiarla, dato che in tv danno le repliche di “Gilmore Girls” (ancora inspiegabilmente tradotto in “Una mamma per amica” che fa molto romanzetto rosa di serie z) un giorno … Continua a leggere “Hamburger & Caffè da Luke’s”