“SCOOBY DOO”

SCOOBY DOO è, tra le altre cose, il titolo di una canzone rilasciata dai Pinguini Tattici Nucleari a novembre 2020. Parla di uno quei primi passaggi dall’adolescenza all’età adulta rappresentato dalla fine delle scuole superiori all’inizio del periodo universitario. Attraverso una serie di dettagli incontriamo una ragazza che sta affrontando questa esperienza a modo suo, … Continua a leggere “SCOOBY DOO”

“Trova le differenze…”

Anche a casa mia ci sono dei libri, sistemati alla meglio nello scaffaletto in metallo preso da Ikea, alcuni visibilmente sgualciti – testimoni e vittime dei mie stralunati e tribolati anni universitari- altri immacolati, facenti parte della categoria: “prima o poi lo leggo”, e poi ci sono sempre quattro-cinque libri sparsi nella stanza (sul comodino, sul puff, sulla scrivania) con delle orecchiette tra la copertina e le prime pagine: la categoria “poi li riprendo”, mollati per la mia farlocca capacità di gestione del tempo, e neanche uno che avesse un fotXXo segnalibro, quindi spesso mi capita di leggere per la cinquantesima volta le stesse pagine.

Thr0ugh The Mirr0r

Il motore di ricerca più famoso del mondo è per me una droga. Qualsiasi dubbio che mi sorge è subito sanato dalle mie dita cicciotte e dal mio frenetico digitare. Cerco di tutto, dalle biografie dei personaggi culturalmente e socialmente noti alle notizie dal mondo, dalle ricette culinarie ai consigli dei medici on line, dalle recensioni di libri, spettacoli teatrali, televisivi, cinematografici agli articoli più disparati di perfetti sconosciuti che hanno potuto diffondere i loro pensieri grazie al fantastico mondo dell’Internet.

Fino a qui: niente di strano.

Chiunque, quasi quotidianamente, soddisfa le proprie curiosità o la propria sete di conoscenza…  ma io, troppo spesso, faccio quel passo in più che a volte sarebbe meglio, anzi: salutare, proprio non fare. Io digito sul motore di ricerca persone che conosco solo per vie traverse e mi informo dei loro status o pubblicazioni sui vari social.. No! Non è…

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“Al Cuor non si comanda, ma allo Sguardo sì… (ovvero di Tette Ingombranti)”

Vi era in particolare un ragazzo che io ed una mia amica avevamo ribattezzato il fissatette. Tutt’oggi sono convinta che non avesse la minima idea di che volto avessi: ogni volta che m’incrociava il suo sguardo si accomodava fra le mie braccia. Ma quello degno di nota è stato il suo primo incontro con le mie curve

Thr0ugh The Mirr0r

Nella vetrina di una tipografia una volta ho visto una maglietta sulla quale campeggiava la scritta:

LE TETTE SONO LA PROVA CHE L’UOMO RIESCE A CONCENTRARSI SU DUE COSE CONTEMPORANEAMENTE.

A parte il fatto che non so proprio chi avrebbe l’ardire – e l’ardore- di indossare una maglietta del genere, quello che mi son sempre chiesta – da femminuccia vittima di sguardi a volte davvero invadenti- è perché questa parte del corpo femminile attragga così tanto i maschietti. Facendo questa domanda un po’ per gioco sul motore di ricerca per antonomasia mi sono imbattuta in una serie di articoli in cui citavano le più incredibili ricerche universitarie in merito alla questione, svoltesi un po’ dappertutto nel mondo. Ne ho lette di ogni, e sa da un lato mi viene da piangere pensando a come vengono sprecati certi denari, dall’altro mi viene da ridere per il trionfo della banalità con la quale

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“Cupido, per cortesia, guarda da un’altra parte!”

A quanto oare, è ancora il duemilacredici 😅

Thr0ugh The Mirr0r

Risultati immagini per once upon a time writing gifCorreva l’anno duemilaCREDICI e la “piccola” Sabrina si trovava in un posto dove le sue vocine nella testa la facevano sentire un pescetto fuor d’acqua, non adatta alla situazione né, tantomeno, al contesto. L’unica soluzione che le pareva in quell’istante possibile era quella di scappare, di evitare quel momento increscioso e procrastinare il problema, per affrontarlo circa una quindici giorni dopo, con la speranza di essere stata più preparata, più lucida e, soprattutto, più coraggiosa. Procrastinare era diventata per lei la parola del giorno di tanti, infinti giorni: nessuno le aveva mai posto un limite, sbarrato la strada, nessuno le aveva mai dato quella fiducia che lei stessa pensava di non meritare. Ma era l’anno duemilaCREDICI e qualcosa, in un modo del tutto inaspettato, sarebbe cambiato. Un perfetto sconosciuto, qualcuno di mai visto né sentito prima, ha anteposto il bene di Sabrina al suo ed ha insistito affinché lei affrontasse…

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“Cos’è che dovevo fare? (la memoria di Dory)….”

Capita a tutti di dimenticarsi le cose: i panni nella lavatrice, il cibo nel microonde, le chiavi sulla scrivania, la spesa in macchina, l’appuntamento dal dentista… La maggior parte di queste dimenticanze sono innocue (a parte il gas, a quello facciamo tutti attenzione grazie!), è che la nostra mente deve elaborare una serie infinita di … Continua a leggere “Cos’è che dovevo fare? (la memoria di Dory)….”

“Adulti sì, ma non troppo!”

Quando mi chiedono come è vivere con la mia migliore amica, la risposta è sempre la stessa: <<Bello, non ci vediamo mai!>>. A prima impressione potrebbe sembrare un’affermazione negativa, come se presupponesse che vedendoci più spesso andrebbe male. E chissà, magari sarebbe anche così. Ma quello che intendo è che alternandoci spesso nella presenza in … Continua a leggere “Adulti sì, ma non troppo!”

“Il confine che divide la vita dalla morte è, al meglio, ombreggiato e vago. Chi potrebbe dire dove uno finisce e l’altro inizia?”

https://youtu.be/ulxNrRLbhEw   “La morte è il mio mestiere. Ci guadagnavo da vivere e ci costruivo sopra la mia reputazione professionale. Ne ho approfittato. È sempre stata attorno a me, ma mai così vicina con Gladden e Backus, quando mi ha respirato in faccia, mi ha fissato negli occhi e ha cercato di afferrarmi.”[1] Mettiamoci che … Continua a leggere “Il confine che divide la vita dalla morte è, al meglio, ombreggiato e vago. Chi potrebbe dire dove uno finisce e l’altro inizia?”